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15 luglio 2016 5 15 /07 /luglio /2016 18:00

In spiaggia gli ambulanti a volte possono essere fastidiosi, specie se al gesto gentile "No, grazie" rispondono con l'insistenza di chi deve fare fatturato per mangiare.

In genere non compro nulla, ma dopo l'esperienza bellissima dell'anno scorso con la "Favola di mamma pipistrello" e la casa editrice Modu Modu, ora gli ambulanti che vendono libri in spiaggia li fermo io. 

E così ho conosciuto Idrissa (il nome è di fantasia, la sua storia no), ventenne ragazzo senegalese ambulante per l'associazione culturrale Touba e proprietario degli occhi più neri che abbia mai visto.
Si mette seduto sulla sdraio davanti a me, Idrissa, cercando unpo' d'ombra nella più afosa domenica di luglio che l'Abruzzo ricordi, e racconta la sua storia mentre Emma cerca di infilare la testa nella sacca dei suoi libri con ingordigia.

Idrissa mi racconta che ha vent'anni e viene da un paesello vicino Dakar. E' il secondo anno che viene in Italia per pagarsi l'Università e lavora per la Touba due o tre mesi, finché non gli scade il visto..

E mentre mangiamo insieme i Privolat di Emma, racconta: "Vendere libri non è facile, vogliono solo i libri per bambini. E qualcuno nemmeno quello!" 
"Guarda, tanta gente potrebbe confermarti che guardagnarsi da vivere con i libri inItalia è un'utopia!"
"Come? Ut..."
"Utopia. Un sogno, una cosa impossibile".
"Ahh! Utopie! Pardonnez-moi, non parlo bene italiano. Vengo anche per questo."

E prendendo un'utlimo biscotto, si alza, saluta e se ne va salutandoci col suo sorriso smagliante.

Lui, i suoi sogni di ragazzo e quelli di un paese troppo grande a cui è stato portato via tutto, o quasi, tranne la dignità.

Ciao Idrissa, spero che la vita ci faccia incontrare di nuovo...

 

 

 

 

 

 

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14 luglio 2016 4 14 /07 /luglio /2016 08:00

L'ho già detto che mia figlia è la reincarnazione di Mercoledì Addams nel nuovo millennio?

La mia adorabile bambolina dimostra un tale cinismo naturale che la treccioluta in bianco e nero l

e spiccia casa.

Al mare dai nonni mentre sguazza felice in dieci centimetri d'acqua le si avvicina un quattrenne con costume dei Paw Patrol, braccioli coordnati e cresta.
- Ciao.
- Ciao.
- Io sono Manuel.
-'mma.
- Giochi?
Alzata di spalle.
Il bimbo dispone sul bagnasciuga palette, secchiello e formine. Quando è tutto pronto, e solo allora, la gnocca si dirige nel luogo deputato al gioco.

Passano una ventina di minuti a giocare, lui zerbino e lei muta comandante. Giocano in pace, educati, bravissimi. Quand'ecco che irrompe la madre tamarra del pretendente: costume scintillante taglia 54, occhialone da sole made in China e tatuaggio col nome del figlio in bellavista.

- Manuel! Veloce, sotto l'ombrellone!
- Ma mamma, io...
- Vai, ti ho detto!

Io, che leggevo seduta sul pattino poco distante ed ero entusiasta della pace raggiunta, mi becco un'occhiataccia furibonda, manco avesse sorpreso nel proprio letto i nostri figli adolescenti con la mia connivenza. 

Sempre guardandomi continua a strillare il nome del pargolo, restio a lasciare la gnocca.
- Manuel! Se non ti sbrighi ti riempo di botte.
- Ma mamma...
- Saluta!

Il bimbo si alza, si gira verso Emma e mesto le dice: - Ciao...
Lei, diva anni '20, lo guarda in viso, fa spallucce e continua a fare la buca che avevano iniziato insieme, come a dirgli "Abbello, vai da mamma, vai!"
Il bimbo, contrito, si allontana tirato per il braccio dall'orrida madre.

Una suocera così, no eh...
 

 

 

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30 giugno 2016 4 30 /06 /giugno /2016 19:00

Odio i ragni, è risaputo.
Il perché dell’odio in questione, invece, non lo saprei dire.
Schifo? Può essere.
Paura. Anche.
Orrore atavico? Forse.

Fuori dal portone di casa mia c’è una pianta di gerani.
E’ una pianta grande, sopravvissuta a tanti inverni. Da un mese circa ha stabilito lì il suo domicilio un ragno mediamente grande, del genere tale da scatenare in me il massimo ribrezzo possibile.
Marrone, oblungo, con simpatiche striature sul corpo marrone e le sue otto zampette sempre in movimento. Stavo per decretarne la fine quando l’occhio mi è caduto sulla sua abitazione, abilmente costruita dalle sue orride otto zampe. Non una ragnatela comune, ma un’opera d’ingegno. Una specie di tubo, perfettamente costruito e proporzionato, una costruzione architettonica bellissima e letale per gli innumerevoli insetti che attratti dalla bellezza dei fiori rimangono intrappolati. Gocce di rugiada la decoravano come gioielli e non me la sono sentita: ho soprasseduto e sono entrata in casa.

E così la sera dopo, e la sera successiva ancora.

Ormai tornare e vedere se l’orrida creatura c’è ancora è un appuntamento fisso delle mie serate, quasi potessi battrgi cinque e congratularmi per la giornata appena trascorsa. 
Durante un temporale mi sono anche preoccupata: sopravviverà?

Ok, ultimamente non sto molto in forma, la mia salute mentale evidentemente vacilla per affezionarmi ad una creatura così orrenda e che mi genera tanto disgusto. Forse dovrei uscire di più, eh.

Però pensavo che in fondo i ragni sono creature orribili e bellissime insieme, capaci di costruire opere magnifiche e fragilissime che però sono il viatico per una morte orrenda.

Creature bellissime ed orrende proprio come lo sono tutti gli esseri umani.

Forse la mia paura, allora, arriva da lì...

 

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27 giugno 2016 1 27 /06 /giugno /2016 14:00

Mi sono girata un attimo e, toglie, giugno è già finito. Eppure a guardar bene fuori più che il mese più dolce dell'estate, fino ad oggi quello che mi si è parato davanti è stato il nebbioso mese di novembre.
Poi, stamattina all'improvviso, il caldo. Apro gli occhi e c'è il sole, il grano è maturo, gli uccellini cantano festosi.

Eccoci qui, quindi.

Mai in tutti gli anni della mia vita sono arrivata così pallida alle porte di luglio, sembro una brutta trasposizione del fantasma formaggino. Ed allora mi sono detta che davanti ha questo tempo strambo ed alla ritrosia del sole a manifestarsi nei fine settimana, nulla di razionale si può fare. Vogliamo tentare con l'irrazionale? Ovvio che sì, così sono stata a comperare i solari per questa stagione.

Lo sapete vero che i solari vanno comprati tutti gli anni e quel rimasuglio che giace abbandonato in fondo al cassetto non lo potete usare vero?
L'inquietante interrogativo è sempre quello: che solari comperare? Sul fattore di protezione non si discute, a 30 non scendo ormai da tempo immemore e per la pelle sensibile della gnocca non è ipotizzabile meno di 50.

Mi sono lasciata incantare dal profumo di liquirizia della nuova linea di solari SOL PROTEZIONE + di Bottega Verde, alla liquirizia e petali di girasole. E questo non solo per la mia fissazione per i girasoli (ne porto anche uno tatuato sulla spalla), ma perché la qualità degli ingredienti e il rapporto qualità prezzo mi hanno convinto.
Volete poi mettere la comodità del latte spray fattore di protezione 30?

Ma non finisce qui: utilizzando anche il doposole in accoppiata col solare si ottiene una azione multi attiva antiossidante che protegge la pelle anche dopo l'esposizione, quando i raggi del sole assorbiti hanno oramai scatenato reazioni dannose.

Già, perché la liquirizia di Calabria non ha solo un odore delizioso, ho scoperto anche essere un prodotto eccezionale capace sia di uno straordinario potere lenitivo e riparatore dei danni solari, ma anche con una elevata capacità antiossidante.

E allora... buon sole!!!!


 

Buzzoole

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22 giugno 2016 3 22 /06 /giugno /2016 14:00

Il miglior amico della gnocca è Tobia, jack russell di due anni dal carattere dolce ed esuberante. Sono due bellissimi cuccioli che amano molto giocare insieme, rotolarsi per terra ed inseguirsi.
Ci passa interi pomeriggi in giardino, e la povera bestia ha dimostrato nel tempo una affezione ed una pazienza da premiare con mille biscottini.
E oggi non fa eccezione.

- Mamma?
- Dimmi Emma.
- Guarda. Orecchio, naso...
- Brava!
- ...occhio, 'ampa...
- Bravissima!
- ...coda, pisello...
- Co... come?
- Mamma, pisello, no?
- Già.

No, adesso, ditemi voi... 
 

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1 giugno 2016 3 01 /06 /giugno /2016 08:00

Comprai questo libro almeno un anno fa in una bancarella, a due spicci. Il venditore mi disse che era un libro per bambini che fa parte di una collana molto famosa nella pedagogia che fu, io da tossica lo comprai e basta.
Emma per un anno non lo ha degnato nemmeno di uno sguardo superficiale. 

Poi, da circa un mese, è diventata la sua ossessione. 
Non solo tutte le sere impone ad uno a turno dei suoi genitori la lettura dell'amena giornata tipo di un bambino della sua età, con annessi e conessi.
Sveglia, vestirsi, far colazione, asilo, spesa con la mamma (o la nonna), rientro a casa, cena, nanna.
Una lettura davvero interessante, eh, quasi come un libro di Fabio Volo. 

Ad ogni modo, la particolarità di questo libro è che sembra scritto per Emma. La maestra disegnata nelle vignette assomiglia alla sua come una goccia d'acqua, e ci sono pure i suoi amichetti Asia, Ashley e Riccardo. Ci sono tutti, e tutti coinvolti nelle attività quotidiane tipiche dei duenni: capite l'entusiasmo?

Quello stesso entusiasmo che una mattina l'ha portata a dichiarare tronfia: "Asilo, io!!" brandendo il preziosissimo tomo.
"Emma, ma sei sicura? Poi lo devi far vedere anche agli altri bimbi e..."
"ASILO, IO!!!!"
"Ok, come no? Ci mancherebbe!"

E così era arrivata all'asilo, tutta felice di poter mostrare il suo piccolo tesoro, brandendolo come fosse un'arma d difesa potentissima. 

La sera stessa, leggendo a letto un altro libro, mi ha interrotto e fissato negli occhi seria
"Mamma..."
"Dimmi, amore."
"Io, libo asilo NO. NONO."
"Non ce lo vuoi portare più?"
"No, grazie".

Ah, ecco.

 

buzzoole code

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30 maggio 2016 1 30 /05 /maggio /2016 08:00

Mi siedo al tavolino del bar del centro commerciale, mi tolgo il giubbino che l'aria condizionata non è ancora accesa, tiro fuoriil fidato ebook reader e mi metto a leggere.
Soluzione ideale per la pausa pranzo, non trovate?
Accanto a me una famigliola tipicamente nord europea, tedesca o forse olandese. Madre, padre, due pargoli rossi come il fuoco sia di capelli che di lentiggini. Mangiano di gusto la pizza del bar, cosa che un italiano non gradirebbe neanche dopo tre mesi di prigionia in un buco scavato dal califfato.

Quadretto idilliaco, non è vero? I due pargoli hanno circa cinque e tre anni, maschio il primo e femmina la seconda.

Mangiano avidamente la pizza accanto a me quando, per un fenomeno da me non interpretabile vista la lingua teutonica, la bambina scoppia in lacrime disperate urlando "Nein, nein!" ed iniziando a dimenarsi prima in piedi e poi sdraiata a terra in un susseguirsi esponenziale di grida acute.
Il padre, impassibile, mangia la pizza. 
La madre parla col figlio maggiore e conversano amabilmente.
Se non fossi madre di un equivalente italiano della rossa urlante inizierei a credere di sentirla urlare solo io.
E invece.

La bambina smette di frignare e si siede. La madre, risvegliata dal coma imposto, la accarezza e le asciuga le lacrime e il moccio che non manca mai. La prende per mano e la accompagna presumibilmente in bagno.
L'ho già detto che i due anni sono la prima adolescenza?

Accanto a me il padre ed il fratello sghignazzano. Lui mi guarda e mi dice in inglese: "Mi scusi!"
"Ma no, niente. Ne ho una uguale a casa."
"Due anni e un po', eh?"
"Eh già."
"Eh."
"Solidarietà."
"Solidarietà"

Passano, poi, eh.

 

 

 

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27 maggio 2016 5 27 /05 /maggio /2016 14:00

Tosse, maledetta tosse, stramaledetta tosse.
Arriverà mai la primavera o quantomeno un clima secco che non favorisca questa odiosissima tosse? Nel frattempo, in balia dei cambiamenti climatici del nostro pianeta, la tosse in casa nostra comanda le nostre notti più che le nostre giornate. Emma, povera creatura, è anche brava: si rigira nel letto, tenta di riaddormentarsi, non si lamenta. Ma la tosse alla fine vince sempre, lei si sveglia E piagnucolando chiama giustamente mamma.

E io, giustamente, arrivo.
"Amore mio, hai la tosse! Vuoi venire a dormire nel lettone di mamma? Così la mamma ti abbraccia stretta stretta."
"No, io pui"
"
Va bene, allora mamma si mette vicino a te e insieme dormiamo buoni buoni. Va bene?"
"No, tu seduta. Io nanna."

Ed eccomi qui mentre la piccola teppista cerca di riaddormentarsi seduta sul letto con la stessa espressione intelligente del maggiordomo della famiglia Adams.
Wannabe Lurch.

Ora, io capisco benissimo tutte quelle mamme e papà che si lamentano del fatto che non riescono a tirare fuori dal lettone i propri figli anche ormai in età avanzata, ma porca puttana lurida, io sarei anche stanca visto soprattutto l'orario notturno inoltrato. Anzi, diciamo pure mattiniero.

E così io, con la faccia appoggiata al palmo della mano, sono costretta ad aspettare vicino a lei che la tosse passi, essendo qualsiasi altra soluzione accolta con urla quasi ultrasoniche.

Notte, dopo notte. 

Immaginate la mia faccia al mattino.

 

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25 maggio 2016 3 25 /05 /maggio /2016 08:00

L'ho già detto che Emma e in quella fase dominata Terrible Two che purtroppo assomiglia incredibilmente all'adolescenza?
E che non migliora affatto vero ho già detto?

Ieri mattina ad esempio non ne voleva sapere di uscire di casa. Non che le dispiaccia andare all'asilo, ma si era accomodata bella bella sul divano a guardare la Pimpa e non ne voleva sapere di salire in macchina. Mentre io cercavo di acchiapparla e lei si dimenava come una biscia a terra, è intervenuto giustamente il padre a prelevarla di forza e ficcarla in macchina. La bestiolina non solo non ha opposto resistenza, ma si è chiusa in un mutismo ostinato e duro per tutto il tragitto casa-asilo.

Mutismo rotto solo da occasionali "Papà?" come a sincerarsi che il suo genitore maschio non se la fosse presa troppo e avesse capito che lei, in fondo, scherzava.

All'arrivo all'asilo era ancora tutta aggrottata, con la faccia di chi lì non ci sarebbe voluto andare se solo avesse potuto scegliere.
Al parcheggio incontriamo uno dei suoi amichetti, leggermente più grande di età e con la faccia impunita e dolce di chi è latin lover a meno di tre anni. Lei corre avanti tutto contento, le tiene la porta aperta aspettando che lei passi e poco conta il fatto che Emma lo faccia con l'espressione schifata di chi ha pestato una cacca.

Lui si butta avanti in classe agguantando il primo dinosauro disponibile, lei si abbranca alla mia gamba senza nessuna intenzione di lasciarla. Interviene la maestra che la viene a prendere e se la spupazza un po'. Il piccolo latin lover dell'asilo Paperino vedendo la scena corre dalla cuoca in cucina, ed essendo proprio davanti all'ingresso incrocio con la seguente conversazione.

"Vuoi un biscotto?" dice la cuoca gentile ed amorevole.

"Sì, ma non è per me. È per Emma che questa mattina è un po' triste."
Agguanta il biscotto e corre da Emma.
Vi devo descrivere i miei occhi a cuoricino?

La sera torno a casa e chiedo alla gnocca: "Allora, ma Riccardo ti ha portato un biscotto?"
Lei arriccia il naso: "Sì, ma no due. UNO!"

Poraccio.

 

 

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18 maggio 2016 3 18 /05 /maggio /2016 08:00

Nanna all'asilo.
Mettersi a letto.
Ciuccio (opzionale).

Nanna dalla nonna.
Mettersi a letto.
Ciucci in numero variabile, da uno a tre.
Leo.

Nanna a casa.
Biberon di camomilla.
Dare la buonanotte a tutti i pupazzi.
Mettersi a letto.
Ciucci in numero variabile da cinque a infinito.
Leo.
Tre libri letti dalla mamma.
Pianto dirotto alla fine dei libri e mercanteggiare dieci minuti per un altro libro.
Storia, possibilmente i sette caprettini.
Acqua
Noemi..
Altro ciuccio.
Chiamare papà a squarciagola finché non porta un altro ciuccio.
Check up delle ferite immaginarie procurate all'asilo da Asia e relativo bacio del genitore maschio sulle parti interessate.
Acqua.
Ninna nanna.
Altro libro? 
Sgridata della mamma.
Esaurimento della mamma.

 

Ma perché?
 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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Il tarlo della lettura





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