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16 novembre 2017 4 16 /11 /novembre /2017 08:00

Ad Emma piace molto far finta di leggere i suoi libri alle bambole.
Le siede disposte in circolo sul tappeto, prende un libro illustrato ed attacca a raccontare.
E lo fa con enfasi, come fosse la maestra a scuola, girando anche di tanto in tanto il libro a favore delle bambole per far vedere bene le illustrazioni e capire i concetti.
Oggi va in onda il libro sugli animali della fattoria.
"Allora bambini, qui c'è la gallina, il gallo e i puccini. La gallina fa le uova, il gallo invece fa chicchirichi e basta. Capito?"
Silenzio da parte delle bambole.
"In questa pagina c'è la mucca, il toro e il vitellino. La mucca fa il latte. Ci si fanno la mozzarella e il fommaggio, ma io e la mamma non possiamo mangiarlo perché siamo speciali. Per fortuna che c'è la bufola!  Il toro invece non fa niente."
E gira il libro per mostrare l'illustrazione.
"Poi ci sono i magliali. Mamma magliala, papà magliale e i maglialini. I magliali fanno il prosciutto, la cicci e le salciccie. Le salciccie sono molto buone vero?"
Approvazione generale.
Cambio libro.
"Ora invece parliamo delle api e dei fiori..."

Ecco, andiamo benissimo...
 

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13 novembre 2017 1 13 /11 /novembre /2017 14:45

A scuola di mia figlia, un po’ per motivi ecologici e di risparmio, un po’ per una miglior gestione ci hanno chiesto di portare per ogni bambino un bicchiere di plastica dura.
Come tutti i bambini sotto gli otto anni mia figlia ne ha una collezione ricchissima, ma la gnocca in questo weekend a casa dei nonni a Pescara ha scoperto un bicchiere appartenente a sua sorella.

Questo bicchiere è niente che un reperto archeologico dell’infanzia dell’ora adolescente figlia del mio compagno ed è un oggetto del desiderio ambitissimo: rosa fucsia e delle Winxs. Ovviamente la sorella maggiore lo ha regalato gentilmente alla minore, sia per generosità che per manifesto disinteresse.

Questo gigantesco oggetto del desiderio era destinato ad essere portato a scuola.
Stamattina.

Io, da mamma perfetta ed assolutamente connessa con il mondo scolastico, nonché dittatrice suprema, stamattina ho speso cinque minuti del mio preziosissimo tempo per fare un’etichetta con il nome da appiccicare sotto il bicchiere. Ero stata così brava da plastificarla addirittura con lo scotch: una vera opera d’arte.

Senonché la mia progenie appena si è accorta del mio bellissimo operato ha inscenato il dramma della follia, con pianti disperati, urla inarrivabili e scenate con svenimento annesso.
“Mamma, ma hai scritto il mio nome sotto il bicchiere!“
“Certo amore, hai visto come è carino?“
“Mamma, ma volevo scriverlo io!!“
“Vabbè amore, ormai l’ho fatto io“
A lei è balenato negli occhi un impeto di rabbia che nemmeno Ken il guerriero, ha preso il bicchiere, lo ha girato e ha strappato con un solo gesto plastico l’etichetta al grido di: “Mamma, non capisci niente! Io sono grande!“
Ecco, lì mi sono alterata. “Emma, ma come ti sei permessa? Sono molto arrabbiata con te.“  ho sentenziato cercando di mantenere uno straccio di calma, ché mica di lunedì è così semplice.
“No, mamma. SONO IO CHE SONO MOLTO ARRABBIATA CON TE.”
A quattro anni. Nemmeno.
Sulla zuffa seguente soprassiedo per pudore, però posso assicuravi che non ci siamo uccise ed abbiamo fatto la pace stabilendo di scrivere INSIEME il nome sotto il bicchiere stasera dopo cena.

La gnocca mi ha abbracciato le gambe prima di salire in macchina per andare all’asilo e io mi sono abbassata alla sua altezza.
“Facciamo la pace?”
“Sì mamma.”
“Ti voglio bene”
“Anche io mamma. PERO’ AVEVO RAGIONE IO”.
Ecco.

 

Mi chiedo come sarà la litigata per il motorino (che non avrà mai).

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9 novembre 2017 4 09 /11 /novembre /2017 14:30

Chiara Ferragni è incinta, e questo ormai lo sanno anche gli emù dell'Australia.
Lei e Fedez ad anno nuovo diventeranno genitori di un maschietto.
Della gravidanza, prima nascosta, poi smentita, poi accennata, infine rivelata a Oggi da un amico vicino alla coppia, si sa talmente tanto che mi sembra che Leone, il nascituro, stia per compiere 18 anni.
Che poi... amico vicino alla coppia che rivela la gravidanza ad Oggi... ad Oggi... voglio dire, con tutto rispetto, ma chi è stato, la portinaia? Chi è che legge Oggi nel 2017? Non ce l'ha nemmeno la mia parrucchiera, e dire che le peggio riviste in quell'ambiente le trovi tutte.
Ma vabbè, non volevo dire questo. 

Da quando è uscita la notizia gli haters della coppia, che già sapevano dare il meglio di loro ispirandosi ai piedi dell'influencer, alla sua magrezza o alla sua presunta stupidità, stanno superando i livelli della paranoia. 
Che poi, capisco i piedi, capisco la magrezza (per me eccessiva, lo dico), ma stupida no, dai.
A una che è riuscita a diventare famosa e ricca da schifo dal niente basandosi sul niente non puoi dire stupida. 
Ad ogni modo, il futuro arrivo di Leone ha scatenato le cattiverie gratis del mondo social. Eccone a voi una esemplificativa (ma non esaustiva) lista:
1) Non è vero che sei incinta, la pancia dov'è? 
2) Ah! hai messo quel vestito solo per far vedere la pancia, esibizionista! (Esibizionista? Lei? No, ma di, che dici... come se mettesse in piazza la sua vita per campare!)
3) Ha messo l'ecografia, che sputtanamento del privato! (Come la peggio pancina, aggiungerei!!)
4) Sei troppo magra, il feto soffrirà! (Un paio di corna, no?)
5) Guardate che madre snaturata, prende l'aereo!!! (...)
6) Ora farà i soldi anche con il figlio, che squallore.
7) Tanto prima o poi anche tu non potrai metterti più i minidress e capirai come ci sentiamo noi affamate 
8) S'è fatta mettere incinta per avere tette più grandi (Sì, che è una cosa duratura. Sìsìsìsì. Mannaggiallamorte
9) Chi ti ha messa incinta che lo sanno tutti che Fedez è gay?
10) Spero ti vengano le smagliature.

Ovviamente ho messo solo quelle più divertenti o sciocche, solo per sottolineare come ci sia gente che perde tempo ad odiare, invidiare o illivorirsi sopra un personaggio costruito ad arte per vendere, che magari sotto la superficie di Instagram può essere molto diverso. Come è possibile che si abbia voglia di arrabbiarsi ed indignarsi per lei?
Io non ho la voglia nemmeno di diventare hater di Salvini, per dire.

Vendere qualsiasi cosa, sia chiaro, dalle borse ai vestiti a, forse domani, body per neonati griffati e tiralatte ultratecnologici. Una la cui pancia cresce o scende a seconda di photoshop, sappiatelo. 
Perché, vi piaccia o no, è il suo lavoro.
E se vi chiedete perché la seguo, la risposta è semplice. Avete mai rallentato in autostrada per guardare un incidente nell'altra carreggiata?

Ecco, io uguale.


PS. Dimenticavo: se vi state chiedendo chi è la Ferragni, se non sapete nulla del suo amore sbanderiato su Istagram con Fedez, se non conoscete il significato della parola haters, se non provate una urticante sensazione in fondo all'orecchio ad ogni "Hi, guys!" allora forse non vivete nel 2017 ma siete stati catapultati qui da un buco nero o da un'altra dimensione.

 

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19 ottobre 2017 4 19 /10 /ottobre /2017 08:00

Una casa vicino alla nostra è di una famiglia svedese/danese che la usa giustamente per le vacanze. Hanno una bimba di un anno più grande di Emma, la famosa Alma, per cui Emma ha una ossessione generata dal fatto che, parlando lingue diverse, non riescono a comunicare.
E questo nonostante noi genitori, invece, sì: grazie alla lingua inglese.

Da qui la fissa più grande di Emma: "Mamma, devo imparare l'inglese"
Finora la cosa è stata limitata a sessioni di Peppa Pig in lingua inglese e ad una specie di esperanto che Emma parla con le sue bambole spacciandolo per l'idioma di Albione, oltre ad una serie di sguardi feroci rivolti a chi secondo lei padroneggia l'agognato linguaggio.
Fino ad oggi.

"Mamma, mamma!!!"
"Dimmi, amore"
"OGGI A SCUOLA ABBIAMO FATTO LA PRIMA LEZIONE DI INGLESE!"
"Ma dai! E ti è piaciuto?"
"Tantissimo. E' bellissimo studiare inglese!"
"E che cosa hai imparato?"
"Sciiit!"
"Come?"
"Sciit, mamma. Sciit! Non lo sai che vuol dire?"
"Aehm..."
"Mamma, ma vuol dire fate silenzio, no? Non sai nulla"
"Ah, sì... hai ragione! Come no?"

In fondo, non si comincia sempre dalle parolacce quando si vuol imparare una nuova lingua?

 

 

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16 ottobre 2017 1 16 /10 /ottobre /2017 14:00

Autunno, mattina.
Accompagno Emma a scuola in macchina.
Le sponde del Trasimeno sono sempre state luogo di sosta per le migrazioni di tutti i tipi di uccelli e in questa stagione il cielo è pieno e a volta fa anche un po' impressione.
Passa uno stormo che fa il cielo nero.
"Emma, guarda quanti sono! Lo sai dove vanno?"
"Certo mamma"
"Ma dai? E allora dimmelo."
"Vanno in vacanza, no? Quando qui fa freddo vanno in vacanza in un posto caldo e poi tornano quando il freddo è passato"
"Ah."
"Mamma?"
"Dimmi"
"Ma vanno in Tunisia?"
"Sì, amore può essere. In Tunisia fa caldo."
"Lo so. Nour c'è stata a trovare i nonni. Al mare."
"Quando siete grandi, magari, potrete andare insieme in vacanza. Che ne dici?"
"Eh, mi piacerebbe... ma non posso proprio. Da grande devo già andare a trovare Alma in Danimarca".
"Ah"

Emma.
Quattro anni il prossimo gennaio.

E già l'agenda così fitta.

 

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5 ottobre 2017 4 05 /10 /ottobre /2017 13:45

Emma adora leggere, il suo più grande cruccio è non saperlo fare da sola e a poco valgono le parole di mamma che la esortano ad avere pazienza. 
"Amore, non hai quattro anni. Stai tranquilla, presto imparerai!"
(Sospiro) "No, non è vero"

Io mi presto a fare da voce narrante e non c'è sera che non mi tocchino un paio di libri di varia natura. 
Tra cui un paio di giorni è spuntato, dimenticato dopo l'acquisto, "Il dragone puzzone". Il libriccino, edito da Emme Edizioni nella collana degli Albumini (che adoriamo e tra cui si trova anche il Gruffalo) è scritto da Henriette Bichonnier ed illustrato da Pef con dissacrante ironia.

Il dragone puzzone è Dragoberto, un drago molto curioso di vedere cosa succede nel paese degli umani.

Dragoberto, nonostante i genitori si raccomandino di non oltrepassare le montagne e di non entrare nel pericoloso paese degli umani, non si arrende ed un bel giorno dopo la scuola decide di andare.
Con sua grande sorpresa, sono le persone ad avere paura di lui e alla sola vista scappano e si dimenano, per non parlare della loro reazione se sputa fuoco e ruggisce. 
Tutti temono Dragoberto, tranne una bambina, una certa Sedanina Soffritto, che non scappa ed alla quale il drago non incute neanche un briciolo di paura. Anzi, a guardarla bene il drago le stuzzica una certa voglia di sfida. E poi deve andare a fare la merenda, che è la cosa più buona che c’è.

Dragoberto ricorre allora alla minaccia: “Se non mi porti la merenda, verrò di notte e mangerò te e tua mamma!”
Sedanina racconta tutto alla mamma che ritiene di dover obbedire di fronte a chi è così potente e prepotente.  Quindi prepara un bel cesto con torta, crepe e succo di mela per Dragoberto e Sedanina si avvia a portarlo nel luogo stabilito.
Tuttavia, lungo il percorso a Sedanina viene fame.
Comincia dalla torta.
Come sostituirla? Idea! Passa una mucca, la ragazzina chiede alla mucca di fare una cacca …
Il seguito potete bene immaginarlo e vi consiglio di divertirvi a leggerlo coi vostri bambini.
Vi anticipo solo che Sedanina e la sua mancata sottomissione al prepotente avranno la meglio, mentre Dragoberto riceverà una bella lezione.

 

Un bel libro, divertente e scorretto quel tanto che basta a catturare l’attenzione anche del bambino non avvezzo alla lettura e che affronta il tema dei bulli con intelligenza ed ironia.

Volete che vi legga un altro libro?

 

 

 

 

 

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28 settembre 2017 4 28 /09 /settembre /2017 14:00

Sono sparita, non scrivo più.
Vorrei poter dire che sia stato per mancanza di tempo, di voglia o per inerzia.  Oppure che sia stato il caldo, o il lavoro. Oppure la vita frenetica.
Ma direi una bugia.

La verità è che qualche volta la vita non ti travolge, ma ti erode. Ti sembra che sia tutto tranquillo, che la tua vita proceda dentro una routine placida e comoda, fatta di giorni sereni e uguali. Eppure non è così, non del tutto. 
La vita quotidiana ti lavora agli angoli, smorza l'ironia, annulla l'allegria.
"Hai qualcosa che non va? Non ridi più"
No, niente.
Ma che dici.
Non è vero.

Però qualcosa c'è, magari.
Nascosto in fondo ad un cassetto.
Sì le rogne, i problemi, la famiglia, il lavoro, una bimba piccola, i soldi, corri corri, niente tempo, blabla, blabla. Ma non è questo. Non è solo questo.
Un po' come la polvere, dentro di me si sono accumulate tante cose. La stanchezza, prima di tutto certo. Ma anche la routine dei giorni tutti uguali, la gabbia di un cliché, l'obbligo di fare certe cose in un certo modo. 
E i problemi, anche. I problemi, che però così sembrano montagne.

Così ho iniziato a lavorare su di me.
Mi sono messa a dieta seriamente, seguita da uno specialista, tanto per cominciare.
Ho ripreso a guardarmi allo specchio.
Mi prendo del tempo per me.
Progetto di tagliarmi tutti i capelli.
Ho prenotato una fenice da tatuarmi addosso.
Progetto uscite con mia figlia e con le mie amiche.
Ho ricominciato a scrivere qui.

Insomma, sono tornata.

Ma non sono più la stessa.



 

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31 luglio 2017 1 31 /07 /luglio /2017 08:00

In macchina io e un'amica.
Dietro la gnocca ed il figlio di lei, più grande di BEN sei mesi.
Seduti sui loro seggiolini, discettano dell'universo conosciuto.
Noi, davanti, cerchiamo di non andar a sbattere dal troppo ridere. 

- Tu sei piccola. 
- Non è vero, sono un quadrato. 
- Sì.
- Nooo. Nooo.
- Zitta, sei piccola. io ho quattro anni e tu solo così (E fa il segno di "tre" con le dita). Io invece presto farò cinque anni.
- Non è vero, io sono un quadrato. Siamo uguali. Vero mamma??? Mamma????

- Lo sai che Giulia ha una sorellina piccola? Si chiama Bea.
- Ah ah.
- Anche io ho un fratellino. Si chiama Ettore e sa camminare.
- Ah ah.
- E tu?
- Io ho una sorella grande, sa fare le capriole e mi porta dove voglio io. 
- ...
- Ah ah.

- Facciamo finta che sei il mio bambino?
- No, io sono grande.
- Ma è per finta! Dai, giochiamo.
- No.
- Dai!!
- Ok. 

- Cantiamo?
- Cosa?
- Rovazzi.
- No.
- Fedez.
- No.
- Uffa, io canto da sola.

Poveri maschi.
 

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28 luglio 2017 5 28 /07 /luglio /2017 14:00

Emma è sempre stata malaticcia. O meglio, ha sempre sofferto di febbri improvvise e molto molto alte, ma il suo aspetto non è mai stato quello classico dalla bambina cagionevole. 
Anzi.
Schiere di dottori a cui ho donato l'equivalente monetario di una vacanza alle Maldive mi hanno trattato come la peggiore delle mammine pancine cuccioline, dandomi della paranoica isterica perché "Ma signora, non la vede? E' il ritratto della salute!"
E va bene, grazie, sarà anche 17 chili per 105 centimetri di altezza e 700 metri di lingua, ma l'esaurimento nervoso mi viene perché ogni venti giorni le si piazza addosso una febbre da cavallo che non se ne vuole andare, mica perché sono matta io!

E poi.
"Sarà la socializzazione!" Ma va all'asilo nido da quando ha sette mesi, cazzo. Non si immunizza mai?
"Ma quest'anno è tremenda, signora mia!" Sì, certo, son tre anni che c'è un'invasione di virus, presto saremo tutti zombie.

Poi, il mio pediatra SantoSubito (della ASl, lo voglio precisare) si è fatto venire un dubbio. 
- Signora, ma sarà pfapa?
- Che??????
- PFAPA! Ma lei non ci va in internet?
- Sì, ma non a fare le diagnosi, che mi monta l'ansia!

E insomma, dopo un bel prelievo di sangue (ricordate? Sì, proprio quello) ci siamo aggiudicati la sindrome più cool del web: la Pfapa.
Cos'è?
E' una sindrome che colpisce i bambini, la cui caratteristica principale è una febbre alta che si verifica periodicamente ad intervalli di 3-8 settimane. Ad oggi non sono ancora state chiarite le cause alla base della sindrome; l’ipotesi più accreditata è che la PFAPA rappresenti un disturbo dei meccanismi di controllo dell’infiammazione: l'organismo crede di dover affrontare una grossa infezione, ma si sbaglia.
I sintomi sono vari e a parte la febbre sopra i 39° non è detto che si verifichino tutti; Emma ad esempio ha la febbre alta, una leggere infiammazione alla gola, i linfonodi del collo ingrossati e stop. Ma la febbre può durare anche 4 o 5 giorni.
Come si ferma? Nurofen, Tachipirina, esorcismi, preghiere tibetane e tisane ayurvediche sono inutili. Ci vuole il cortisone. Una singola dose, almeno per Emma, ed è come spingere il tasto “reset” del PC. Comodo, no? No, perché in alcuni bambini avvicina gli attacchi e quindi bisogna sopportare a volte ed spettare che semplicemente passi.
E in genere con l’età scompare. O, nei casi più insistenti, occorre togliere le tonsille.

 

E’ pericolosa? No, per fortuna no.
Una volta (sì, è sempre esistita, anche se ha un nome solo dal 1987) si chiamavano “febbri di crescita” e le nostre nonne le trattavano con un scrollatina di spalle.

 

Lo saprò fare pure io?
 

 



 

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26 luglio 2017 3 26 /07 /luglio /2017 14:00

Stamattina, come tutte le mattine, ho tirato giù Emma dal letto e lei, come sempre, ha reagito con la simpatia e l'allegria devastante che hanno le formiche quando viene buttato giù a calci il loro formicaio da un bambino riottoso.

Le tolgo il pigiama e la piazzo sul water mentre ha ancora gli occhi chiusi. 
Mi giro, raccolgo il pigiama, mi giro di nuovo, mi rigiro di scatto. 
Oh, la gnocca arriva quasi a toccare il pavimento con i piedi, mentre se ne sta seduta lì, sopra al riduttore. Ma quando è diventata così lunga, esattamente?
- Mamma, guarda!!!!
Scende, va verso il lavandino e alza il miscelatore. 
- Ci arrivo da sola!
Ok, è il lavandino più basso della casa.
Ok, è tutto a posto.
Ma io dov'ero mentre lei cresceva così???
Una voce mefistofelica dentro di me sogghigna e mi sussurra all'orecchio "Al lavoro, madre snaturata! Ecco dov'eri!!"
Maledetto subconscio mammolo, ma ci stai zitto?
"Buahahahhahah!"
Ma ti impicci delle mammine pancine e mi lasci in pace?

- Mamma?
- Dimmi, amore.
- Ora ho quattro anni, vero?
- No, Emma. Ne hai quasi tre e mezzo, non quattro. Per il tuo compleanno ci manca ancora: deve venire il freddo, poi Natale e poi...
- No.
- Come no, certo che è così.
- No. No. Vedi? Arrivo al lavandino, sono grande. 
- Sei cresciuta, certo, ma in altezza.
- ...
- Ti vuoi misurare?

Andiamo al metro a forma di tigre appeso in camera e ci misuriamo.
- Wow, sei 106 cm!!!
- Te lo avevo detto che in altezza ho quattro anni.

Sì, ma solo in altezza, però...
 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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