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24 giugno 2015 3 24 /06 /giugno /2015 08:00

Casa sulle sponde del Trasimeno.
Ora della nanna.
La gnocca nel suo letto, io accanto
“Papa, tata, papi, papo, tatta, toto, fsssssssssssssssssssss”.
"Fai la ninna, fai la nanna..."
“Papi, tati, papa, tata, mamma. mamma?”
“Emma, sono qui, devi dormire, è ora della nanna.”
“Nonno? Nonno?”
“Il nonno dorme, e adesso dormirà anche Emma.”
“…” 

"Fai la ninna, fai la nanna. Dormi amore della mam..."
“Nonno? Nonno? Lalla! Lalla! Mema, lalla! Nonno? Nonno?”

Tradotto: “Dov’è mio nonno Elio? L’unica persona sana di questa famiglia, che mi ha comprato l’altalena da cui non voglio scendere mai più, almen fino al mio diciottesimo compleanno? Emma vuole andare sull’altalena!”

“Amore, domani ci vai. Ora il nonno dorme.”
“…”
“Nonno? Nonno?” 

"Fai la ninna, fai la nan..."
“Nonna?”
“Emma, insomma: devi dormire. Ora chiudi gli occhietti e dor…”
“Pita, piti, tata, papa. Nonno?”
“Emma, guarda che la mamma torna in cucina, eh”

Ciao ciao con la manina e sorriso a tutta bocca.
Sgrunt.

“Nonno? Nonno?”
“Emma, mi costringi ad essere cattiva.
“Fssssssssssss! Papa, tati, tata”
“Guarda che se non dormi, la mamma viene lì e ti prende in braccio!”
“Noooooooooooooooooo”
Si gira su un fianco, si infila il ciuccio in bocca e russa.
In quindici secondi netti.

Ma ditemi voi.

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Published by Phoebe - in mammaphoebe
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23 giugno 2015 2 23 /06 /giugno /2015 18:00

Sono anni che l'Amoremio mi rompe chiedendomi di pianificare una vacanza in crociera.
"Ahh, vuoi mettere che relax?" mi importuna "E che gran gioieli di tecnologia le navi da crociera!!"
Sarà, ma io sono sempre stata scettica. Affidare la mia vita per ben una settimana ad una barca mi sembra un tantino troppo, specie se si soffre come me di claustrofobia. Stare chiusi in centinaia di tonnellate di metallo che solo per caso galleggiano? Ma anche no.
Piuttosto prendo l'aereo, almeno è rapido.

Poi mi è capitato tra le mani il catalogo MSC Crociere. Ok, bello. Bello, eh. Ma se devo fare il giro del Mediterraneo come i miei genitori, anche no. Nord Europa, ma che scherziamo? Un freddo. Caraibi? Ma figurati... Car... Caraibi?  
Mah, chi la vorrebbe mai fare una crociera ai Caraibi? Una vacanza invernale, poi, di quelle che ti svoltano il grigio della brutta stagione, che ti fanno tornare a casa col sorriso a tutta bocca e la pelle scurita dal sole. 
Una crociera invernale ai Caraibi, in fondo, chi la vorrebbe fare? Sette giorni a bordo della MSC Orchestra, una nave tecnologica ed ecocompatibile , dotata di tutti i servizi che si possono immaginare, per adulti e per piccini.
Che schifo, io proprio non so come si possa trovare appetibile una crociera in cui si può scegliere se svenire sotto una palma piazzata dalla natura in una spiaggia da favola o scoprire paesaggi tropicali inusuali e nuovi, sguazzando tra colori, culture e tradizioni a ritmo di musiche caraibiche.

Ah, se prenoti subito c'è il pacchetto bevande incluso nel prezzo.
...
...

Varrà anche per la pina colada?

 

Buzzoole

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22 giugno 2015 1 22 /06 /giugno /2015 08:00

DRIIINNN!!!!

- Pronto?
- Pronto, buongiorno Signora. Chiamo da Sky per proporle un'imperdibile offerta!
- Un MySky più grande?
- Ehm... no. 
- Peccato.
- In ragione del fatto che è nostro cliente da anni, le offriamo la possibilità di usufruire del servizio multivision a soli 10 euro in più al mese!
- No, grazie guardi, ma...
- Potrà vedere tutti i nostri programmi su un'altra televisione di casa, non è favoloso?
- Sì, ma io in casa ho solo una televisione.
- Non ho capito.
- Ho solo una tv.
- ...

- ...
- Ah.
- Eh.


Passano due mesi.
DRIIINNN!!!!

- Pronto?
- Pronto, buongiorno Signora. Chiamo da Sky per proporle un'imperdibile offerta!
- Mi dica.
- In ragione del fatto che è nostro cliente da anni, le offriamo la possibilità di usufruire del servizio multivision a soli 5 euro in più al mese!
- No, guardi, l'ho detto anche al suo coll...
- Potrà vedere tutti i nostri programmi su un'altra televisione di casa, non è favoloso?

- Sì, ma come vi avevo già detto io in casa ho solo una televisione.
- Ma veramente? E come mai?
- Perchè sì.
- Ah.
- Eh.
- Un MySky più grande, invece?
- No.

 

Passano altri due mesi.
DRIIINNN!!!!

- Pronto?
- Pronto, buongiorno Signora. Chiamo da Sky per proporle un'imperdibile offerta!
- Ma vedi un po' tu chi si risente!
- In ragione del fatto che è nostro cliente da anni, le offriamo la possibilità di usufruire del servizio multivision gratis!
- Addirittura!
- Potrà vedere tutti i nostri programmi su un'altra televisione di casa, non è favoloso?
- Bellissimo!!!! Grazie!
- Allora attivo?
- No, perché come ampiamente già detto, noi in casa abbiamo una sola televisione.
- Ah sì?
- Sì, una sola.
- Ma per scelta?
- ...
- ...
- Facciamo così, mi chiami quando avete intenzione di regalarmi un MySky più grande.
- Ah.
- Eh.

 

Ma siamo alieni noi o tonti loro?
E soprattutto, siamo l'unica famiglia con un solo televisiore in casa?

 

Attendo statistiche.

 


 

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21 giugno 2015 7 21 /06 /giugno /2015 15:42

La mia povera macchinina non ce la fa più.
E la capisco anche, sono dieci anni che mi scarrozza su e giù senza requie e che viviamo mille avventure. Come non ricordare la volta che sono rimasta senza benzina in superstrada e l'Amoremio più due amici sono dovuti venirmi a riprendere? E quando il benzinaio (il benzinaio, giuro! Non io!) mi mise la benzina al posto del diesel? E quando Emma di due mesi ha iniziato a piangere perchè aveva fame e noi fermi al passaggio a livello?
Già, Emma.
Da quando c'è lei la mia macchina, che già prima non era un fiore, sembra diventata un caravanserraglio: passeggino, seggiolino, spesa, pannolini, ogni tipo di gioco necessario per tenerla buona. Insomma, un casino. 
Avete mai provato a fare la spesa con una bambina si diciotto mesi? E' una di quelle cose che rendono una madre capace di trasformarsi in un giocoliere stressato in pochi minuti.
Ufff... fatica estrema.
Poi ieri mi butto sul divano e tra una puntata della Pimpa e l'altra mi capita sotto gli occhi (mentre Emma predica contro la pubblicità) il lancio della Nuova Ford C-Max. Ecco, a voi sembrerà strano, ma vivo in un mondo dove è raro vedere la pubblicità.
Un bimbo ricciolino e furbetto cerca il suo regalo di compleanno dappertutto, poi dà un colpetto al retro della macchina e puff! Il portabagagli si alza da solo rivelando il suo regalo. Non vi descrivo la faccia. Sua e mia, che mi sono immaginata mentre impreco contro tutte le divinità di tutte le religioni tentando di aprire il portabagagli della mia macchina con mille buste, il carrello e la gnocca scalitante nello stesso.
E' la tecnologia Hands Free Liftgate, un sistema tecnologico per aprire il portellone posteriore senza mani, con un semplice gesto del piede sotto il portellone.
Bello, eh?
Comodo, soprattutto.

Io un pensierino, quasi quasi...

 

Buzzoole

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18 giugno 2015 4 18 /06 /giugno /2015 14:00

Il mondo non è un bel posto per viverci, questo mi sembra abbastanza ovvio. Violenza, morte, prevaricazione del più debole, paura ed ingiustizia vivono insieme a noi, in tutti gli angoli del pianeta con effetti più o meno disastrosi ed eclatanti. Capisco come, quando si mette al mondo un figlio, queste paure si enfatizzino fino a diventare piccole ossessioni.

E' giusto, succede a tutti, credo.
Anche se ora non mi viene in mente una mia ossessione specifica verso Emma, a parte quella che spero vivamente che diventi un cervello in fuga appena avrà maturato le competenze necessarie.

Ma nel mezzo della normalità, spesso, ci si trova la follia.
Apprendo tra le pagine de "Il Fattto Quotidiano" che su whatsapp girerebbe, insieme alle fantomatiche catene che promettono credito illimitato, fortuna e che minacciano la chiusura del servizio, anche una missiva terrorizzante (?) che mette in guardia gli sprovveduti genitori dallle linee guida dell'OMS sull'educazione sessuale, che porterebbero i propri figli diretti verso l'ateismo, l'omosessualità e l'inferno.
Leggete le regole di questa presunta Organizzazione Mondiale della Salute e fatevi una risata. Poi leggete anche quelle vere, eh.

Eppure tutti ne parlano.
La cd. teoria del gender, che in un'epoca in cui le scuole cadono a pezzi, i programmi vanno a ramengo e gli insegnanti insorgono, sembra essere l'unico vero problema dei genitori italiani. Sono riuscita a litigare già con alcuni genitori, e considerando che mia figlia va ancora al nido e non ha ancora scoperto la differenza tra maschi e femmine, mi sembra grave.
Ma facciamo un passo indietro: cos'è questa orrorifica teoria del gender?
I gender studies comprendono varie discipline scientifiche ed umanistiche (dalla biologia all'antropologia, passando per passando per la sociologia, e la bioetica) che supera la classificazione tra maschi e femmine che ci è stata tramandata sostituendola con quella tra sesso e genere: il primo è genetico, il secondo è una costruzione culturale. L’orientamento sessuale non dipenderebbe strettamente dal genere con cui si nasce, ma le persone possono innamorarsi di una persona di sesso diverso, dello stesso sesso o di entrambi.
In pratica, secondo i teorici, maschi e femmine si nasce mentre uomini e donne si diventa. Con le palle o meno, poi questo solo la vita potrà dirlo, ma è un discorso diverso.

A parte l’ovvietà del concetto, ma che pare abbia necessitato di lunghi studi per venire alla luce, ed il terrore insensato che questo instilla nei cd. cattolici, mi chiedo in cosa possa essere sbagliato un discorso basato sull’accettazione del prossimo e delle sue diversità. Non eravamo tutte pecorelle smarrite in cerca del pastore?
Quattro anni fa, quando la figlia del mio compagno aveva sei anni, guardammo insieme l’evento fashion dell’anno: il matrimonio di William e Kate. Al comparire di Sir Elton John e consorte lei mi chiese: “Chi sono? Perché vanno per mano?” e io lì gli spiegai con tranquillità e franchezza la verità.
“Sono sposati”
Lei mi guardò stupita: “Ma sono due maschi!”
“Eh, sì. Ma ognuno può scegliere di voler bene a chi vuole, l’importante è che sia felice. Non trovi?”
Ci rifletté su un attimo e poi disse: “Ok, però fossi in lui quel cappellino non l’avrei messo.”
Fine.
Ho fatto teoria gender e manco lo sapevo.
Che donnaccia.
Andrò all'inferno.
Ma già lo sapevo, eh.

Come è possibile tanta disinformazione e ottusità nel 2015?
Davvero credete che per un ragazzino sia non appropriato imparare ad accettare sé stesso ed il prossimo senza prenderlo in giro? Credete davvero che l'educazione sessuale, fatta da personale competente e non dalla catechista del paese che crede che la masturbazione porti alla cecità, sia sbagliata?
Ma dove vivete?
​Ah, già. Siamo in Italia, un paese che vista la crisi sociale ed economica ha scelto di essere reazionario, chiudendosi a tutto e tutti, decidendo che il diverso ed il povero sono i nemici e tornando a riempire le chiese per paura della peste.
Come dite? Le chiese sono vuote?
Ah sì?

Sarà perché c'era la Nazionale in Tv.

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15 giugno 2015 1 15 /06 /giugno /2015 14:00

Sabato sera una amica speciale festeggiava le sue 20+20 primavere e, volendo goderci l’evento, io e l’Amoremio abbiamo deciso di fare un tentativo estremo: lasciare la gnocca a dormire dai nonni. Ora, lo so che i miei genitori vivono a due chilometri da casa mia, che Emma è abituata a stare con loro, che c’è pure la ZiaMatta a dare man forte e che mi fido ciecamente.
Ma io ero in pieno stato ansioso, io che voglio fare la mamma moderna e poi sono la peggio del peggio.

“Che dici, rimandiamo?”
“No.

“Ma non è stata bene!!!”
“Per te non sarà mai il momento

Ecco, certe volte lo vorrei disossare, l’Amoremio, però se non ci fosse stato lui Emma dormirebbe ancora in mezzo a noi, mentre invece ronfa beatamente nel suo lettino tutta la notte in santa pace. Noi e lei.
Mamma coraggio, io.
E vabbè, proviamo.

Lascio la gnocca dai miei e devo subito fare una premessa: mia madre è una donna santa. Le ho elencato una serie di cose da fare con Emma così lnga e pedante (manco non la tenesse tutti i pomeriggi) che non m’ha mandato a Westeros perché m’ha messo al mondo lei.

Andiamo alla festa, tutti carini, vestiti bene e da fidanzatini, senza prole al seguito. E la nostre scelta si rivela subito ottima, visto che la festa inizia un po’ tardi e la gnocca cala le tende al massimo alle 21 e 30. Stiamo bene, ci rilassiamo, festeggiamo la mia amica.
Ma nella mia testa un pensiero gironzola, torna sempre là, irrequieto e inarrestabile: che farà Emma? Sarà tranquilla? Dormirà? Starà buona?
Faccio la splendida, converso e mangio e bevo, ma il pensiero torna sempre lì con insistenza: avrà preso la camomilla? Dormirà senza la mamma?
Resisto alla tentazione d chiamare e scrivere sms ogni cinque minuti., ma mi porto dietro il telefono come copertina di Linus. Non si sa mai, dovessero aver bisogno.

E invece tutto tace, la festa finisce, torniamo a casa.

Una casa innaturale. Volete mettere tornare a casa e poter fare rumore perché la gnocca non sta dormendo? Accendere le luci, lavarsi i denti con lo spazzolino elettrico e non con quello classico, parlarsi ad alta voce. Strano, molto strano. Ed infatti io e l’Amoremio ci guardiamo un po’ persi, come chi crede di rientrare a casa sua e invece si ritrova a Wayward Pines.
“Che faccio, mando un sms? Chiamo?”
“Sono le due, dormi”
“Mmmm…”

E così dormo, senza quasi rendermene conto. E mi sono svegliata con un sms di mia madre alle otto che recitava: “Tutto bene, Emma si è svegliata ora da ieri sera e sta facendo colazione”.

Ecco.
Io e le mie paure.
Io e il mio sottovalutare mia figlia.

Quest’esperienza mi ha fatto capire molte cose, prima fra tutte che sono una mammoletta col cuore di mou, altro che mamma moderna e menate varie. Io sono una mamma italiana da iconografia classica, altroché. Ma anche che:

  • La mia vita non potrà mai più essere la stessa e tornare indietro non è possibile. Dodici chili e novanta centimetri di nana hanno irrimediabilmente e fantasticamente cambiato la nostra vita in talmente tanti modi che noi stessi siamo cambiati dall’interno. E non solo per le occhiaie.
  • Tua figlia che ti vede, sorride e ti butta le braccia al collo dopo aver dormito fuori casa è un dono del cielo.
  • Andare fuori, vivere una vita sociale si può.

 

Siamo fortunati, lo so.

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10 giugno 2015 3 10 /06 /giugno /2015 08:00

E poi la vedi lì, accucciata nel suo lettino con le faccia rivolta verso il muro. Solo con il body indosso, che la febbre la fa respirare forte e la tachipirina sudare e sudare.

Fuori cantano i grilli e volano le lucciole, l'estate è scoppiata all'improvviso con un'afa inaspettata e un caldo che leva la voglia di stare al sole.
E lei, che potrebbe e dovrebbe correre in mezzo a mille arcobaleni e buttarsi da i prati in discesa come la bimba de "La casa nella prateria" sta lì, accucciata, ansimante, distrutta.

Sembra un piccolo animaletto, acciambellata così, di schiena. Piccolo, vulnerabile, un gattino che non ha ancora aperto bene gli occhi sul mondo. 

Ahi, ahi, ahi si lamenta nella notte per il mal di gola.

Cerca la mia faccia, le mie mani, mi strige forte nell'oblio di un sonno più forte del mal di gola. Cerca conforto nella sua mamma, e io mi sento così impotente da aver male al cuore.

Shhh, amore mio, non piangere. Vedrai che ora passa tutto. 

Baciarle la testa, che scotta e ringraziare in silenzio quella scienza che ha creato antibiotici ed antiinfiammatori, oltre che il fatto di esser nati dalla parte giusta del mondo.

Domani la febbre alta se ne sarà andata, lo so, e con lei le placche, l'otite e la preoccupazione di una mamma e di un papà troppo ansiosi. Forse. Non è niente di grave, è una cosa piccola, sciocca, poco più che un inconveniente. 

Eppure mi scopro di zucchero, mammoletta pronta a farsi prendere dall'isteria quando il termometro si colora tutto e sembra voler esplodere come nei cartoni animati degli anni'60.

Passerà, cucciolo mio, passerà.

Ma teniamoci strette per mano lo stesso.

 

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Published by Phoebe - in mammaphoebe
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4 giugno 2015 4 04 /06 /giugno /2015 09:00

Mattina qualunque, orario d'ufficio.
Suona il mio cellulare.
E' un numero sconosciuto, prefisso di Milano.
Chi sarà?
Vorrei non rispondere, ma la possibilità o anche solo la vaga idea che sia qualche vecchia amica che si ricorda di me (o un editore fulminato sulla via di Damasco da qualche mia operetta) mi impone la risposta.

- Pronto?
- Sig.ra Phoebe?
- (Signora ci chiami tua sorella, chiaro?) Sì?
- Buongiorno, chiamiamo dalla Credititruffaldini spa, ci conosce?
- Come?
- Sì, siamo la Credititruffaldini Spa, ci conosce immagino.

Per un attimo mi sento come il cugggino di Elio che si sveglia la mattina in un fosso senza un rene. Che io abbia stipulato qualcosa a mia insaputa???

- Ehm...
- Guardi, siamo leader nella cessione del quinto, offriamo condizioni vantaggiose e soluzioni per tutte le esig...
- Guardi lei, io vi conosco fin troppo bene per lavoro.
- Ah sì?
- Sì, e vuole sapere che ne penso della sua azienda e di tutte le altre che fanno questo mestiere?
- ...
- Che siete strozzini. 
- Ehm...
- Date in prestito 100 euro e ne rivolete 1000 in 258 comode rate mensili. Strozzzinaggio legalizzato, altro che vantaggiose soluzioni. Vi approfittate della gente e rispettate pure la legge.
- ...
- Strozzini!
- Arrivederci, eh.
- Addio.

Io a queste società non farei fare nemmeno la pubblicità, peggio che alle sigarette. E invece ti telefonano, ti inseguono, ti fanno credere che sarà vantaggioso. E invece te la mettono dove non batte il sole. 

Ma basta. BASTA. BASTA!!!!!

 

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31 maggio 2015 7 31 /05 /maggio /2015 14:00

Sono passate cinque settimane e qualche giorno da quando Nevruz è sparito. Il vuoto che mi ha lasciato dentro non si può spiegare a chi non ha mai amato un animale, a chi non c'ha mai vissuto in simbiosi considerandolo una parte di sé e della sua famiglia.

Non so come spiegarlo, ma dal primo giorno della sua scomparsa io lo sapevo già: non sarebbe tornato. 
E giù tutti a dire: "Si sarà innamorato", "Vedrai che poi torna", "Come sei esagerata! Vedrai che torni a casa e lui sarà lì". 
Eh, no.
La mamma lo sa, lo sa sempre. Ed io lo sapevo che non ci sarebbe stato l'happy end.

Nevruz è sparito, andato, volato via. 
L'abbiamo cercato, chiamato, fatto volantinaggio.
Ma io abito in mezzo ad un bosco, dove le distanze non son fatte di strade, ma di viottoli tra gli alberi, di giardini chiusi, di pezzi di terra abbandonati e recintati. 

L'Amoremio l'ha incrociato per strada mentre portava all'asilo Emma, dall'altro lato della collina, ma è scappato. L'ha visto in salute, pulito e ben nutrito, come se si fosse trovato una casa migliore. Sarà stato lui? Voglio credere di sì.

E continuare a fare volantinaggio, a chiedere alla gente, a non arrendermi.

Tutte le sere torno a casa e sper di trovarlo sullo zerbino o sopra la casetta ripostiglio, in attesa del ritorno della mamma. Tutte le sere lui non c'è.
Me lo vedo sopra il letto, fuori dalla finestra, sopra il mucchio di panni da piegare che mi guarda e mi dice "E quindi?".

E non posso fare a meno di pensare che nell'ultimo periodo l'avevo troppo trascurato, non lo coccolavo più come prima. Le continue malattie di Emma, il lavoro, le mille cose da fare e lui miagolava perché voleva attenzione. E io lo mettevo fuori, lo lasciavo piangere finché non smetteva. Ed alla fine se ne è andato.

Me lo sono meritato, non posso far a meno di pensarlo.
Ma non posso nemmeno arrendermi, smettere di cercarlo. Un po' come Emma, che tutte le sere gli porta le crocchette e mi indica la ciotola interrogativa quasi a chiedermi "Dov'è?". E io vorrei dirle: "Amore di mamma, vedrai che torna" e vorrei crederci anch'io.

E invece non dico nulla.

Stamattina mentre stendevo i panni in terrazza è comparso tra le mie gambe un gattino bianco e rosso, ad occhio e croce di non più di tre mesi. Faceva il simpatico, voleva le coccole e possibilmente da mangiare. Ma io no, non me la sono sentita. Mi si è stretto il cuore in una morsa di dolore ancora più forte e no, non posso bello

Non voglio un altro gatto, voglio lui.
Voglio sapere dov'è.
Voglio sapere se gli è successo qualcosa.

Voglio che torni a casa.

Sarò più brava, lo giuro. Ma tu roscino torna...

 


 

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29 maggio 2015 5 29 /05 /maggio /2015 14:00

Ci sono giorni in cui metto a letto Emma e la guardo dormire, beata e perfetta.
Le guance che coprono gli zigomi e sembrano scoppiare, le labbra socchiuse in un sonno che è pace.
Bellissima e perfetta, un angelo sceso in terra.
Ed è mia. Mia in un modo che esclude il possesso, con la naturalità del legame atavico che è la maternità.
Mia che non ho meriti particolari se non l'averla messa al mondo, che sento di non meritarmi un piccolo gioiello così splendente, che passa il tempo a ridere e ad osservare il mondo con occhioni stupiti e spalancati.

Io, che sono sempre stata imperfetta, che non mi sono mai sentita adeguata in nessun contesto e che da piccola mi immaginavo sempre da ruoli di comprimaria nelle favole della mia testa, ma mai all'altezza da essere la principessa del castello.

Io, che ho la lingua troppo lunga e il collegamento bocca/cervello troppo corto e che finisco sempre col litigare per questioni inutili.

Io che perdo i pezzi di me e della mia vita, che dimentico date ed anniversari, che trascuro amici e parenti e amori, confondo giorni e semino mesi sparsi intorno al mondo, appesi alle infinite traversie da cui mi sento trasportata.

Io che vivo camminando sul filo, ignorando i mostri che ho dentro e seppellendoli con la risata del sarcasmo.

Io che combino un sacco di guai, che non posso ancora credere di avere una responsabilità di dodici chili sulle spalle. 

Io che ho commesso peccati, che ho fatto cose di cui non mi vanto, che credo in Dio ma solo se mi guarda da lontano e non mi impone regole, come un padre troppo premuroso.

 

Io che perdo la bussola e la ritrovo solo quando mi corre incontro ridendo.

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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