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7 dicembre 2016 3 07 /12 /dicembre /2016 14:00

Conversazioni in macchina, la mattina, andando all'asilo.
- Mamma, lo sai? Io voglio un fratello.
- Coff, coff.. ehm, aehm... Come????
- Un fratello, mamma!
- Ma hai già una sorellina grande, amore! Non ti serve anche un fr...
- Ma io voglio!!!
Mi passa la vita davanti. E ora come la sbrigo? Mannaggia a me che l'ho portata a trovare il figlio appena nato del mio collega. Ecco che succede poi, si mettono delle strane idee in testa.
O no?
- Senti gnocca mia, ma come lo vuoi questo fratello: grande o piccolo?
- MA MAMMA!!!!! Lo voglio GRANDE, che dici? 
- No piccolo?
- No, mamma! Piccolo no serve a niente!
- Ecco.
- Grande bello! Gioca, sa scrivere, legge, tutto!
- Ma non si può prendere un fratello già grande, Emma. Dove lo trovo?
- Al supermercato no c'è? 

 

Eh no.
 

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6 dicembre 2016 2 06 /12 /dicembre /2016 18:00

A gennaio faccio 41 anni.
QUARANTUNO.
Il sette gennaio, per la precisione.
Non che io sia mai stata una top model di Sports Illustrated, ma specialmente dopo la gravidanza il mio modello di riferimento è diventato Jabba The Hutt è questo non fa bene all'autostima. 
Io mi sento un budino, certo, ma c'è chi sta peggio di me e ha cose ben più serie da rinfacciare alla propria prole (e anche allo scorrere del tempo, diciamocelo).
I capelli bianchi, ad esempio.
O la cellulite.
Vogliamo parlare di varici, poi? No, in effetti non è bello parlarne, non è un argomento di conversazione gradevole. Se ne parli con un uomo, poi, rischi che svenga. Eppure accade a tante donne, con o senza incognita della gravidanza. Uno pensa che sia una cosa che riguardi solo le vecchie nonne di un tempo, quelle con le calze contenitive e la crema per farle scivolare. 
E invece.
Una mia amica ne aveva fatto una malattia, tanto più forte d'estate con il pericolo "esposizione gambe" sempre in agguato. Ne soffriva molto, sia dal lato estetico che da quello fisico in senso stretto. Poi, dopo due settimana che non ci sentivamo, mi chiama garrula come un passerotto a primavera.
"Ho risolto"
"Cosa?"
"Ma come cosa! Le vene varicose!"
"Ma come? Ti sei operata? Ma non avevi detto che l'idea ti spaventava?"
"Sì, ma ho fatto tutto in day hospital. Ora ti racconto."
E così inizia a parlarmi del Dott. Martelli e della chirurgia emodinamica dell'insufficienza venosa, detta STRATEGIA CHIVA, meno invasiva e di più semplice attuazione, ma che necessità però di una grande professionalità. Se volete capire bene come funziona, visitate il sito: io ho fatto giurisprudenza e per spiegarvelo potrei farvi credere che vi toglieranno la cistifellea.
L'intervento infatti, praticamente indolore e con segni sulla parte invisibili a livello estetico, permette la risoluzione del problema in modo veloce e senza ulteriore stress. Dopo l'intervento lei è tornata a casa con le sue gambe ed è stata invitata a camminare il più possibile.
Stop. Finito. 
Un incubo per cinque anni ed ora è svanito.
PUFF!
Anche la paura di andare al mare, di scoprire le gambe, di sentirsi donna.
Tutto risolto in qualche taglio appropriato di bisturi
Grazie alla pazienza ed alla competenza del Dott. Martelli.

Ora mi chiedo: conoscete nessuno che fa la stessa cosa ai turbinati?

Buzzoole

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21 novembre 2016 1 21 /11 /novembre /2016 08:00

Avere un figlio è anche, e sopratttutto, la bellezza di vederlo crescere, imparare, evolversi.

Vedere il cucciolo appena nato trasformarsi in un essere senziente, capace di pensieri propri è una vera magia della natura, un miraoclo quasi.

Non sono mai stata una di quelle mamme che hanno la smania di volere far rimanere i propri figli dei cuccioli da accudire, ho sempre desiderato ardentemente di poter comunicare con Emma e di capirne i pensieri.
Discuterci persino.
Mica di massimi sistemi, dico io, però.

 

- Mamma?
- Dimmi amore della mia vita.
- Sei grrrassa, lo sai?

- ...

Era molto meglio quando se ne stava zitta.

Grazie amore, eh...

 

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18 novembre 2016 5 18 /11 /novembre /2016 14:00

Quel che è successo negli ultimi mesi nel Centro Italia non vale nemmeno la pena di raccontarlo. La serie di terremoti che si è abbattuta è stata così catastrofica, destabilizzante e ribattuta dai media da non meritare nemmeno menzione ulteriore.

La terra ha ballato e continua a ballare a due passi da casa, e anche se qui da noi sulle rive del Trasimeno s'è mosso il lampadario e poco più la paura resta tanta tra la gente.
E non è che la stupidaggine di chi non lo vive aiuti: vogliamo parlare del Campionato Nazionale di ginnastica ritmica spostato da Perugia a Forlì per il terremoto?
Perugia non è una città terremotata.
Chiaro? 

Lo so che io, con la mia razionalità anche esasperata, sto antipatica.
Perchè io non ho paura.
Non me ne vanto, affatto, ma chi si terrorizza e dorme in macchina fuori dalle zone veramente terremotate mi fa molto ridere. Ma molto, eh. E lo so che non si dovrebbe ridere delle paure e delle ansie altrui, ma cazzo. Sì, cazzo, ma dico: le avete viste le immagini in televisione?
Sì, la terra a tremato anche a casa vostra, come si dice a Perugia ha dato un sdringolata ai lampadari del salotto, ma basta. A casa vostra non è successo nulla. Pure io mi sono agitata, però poi basta.
Sì, certo, può succedere. 
Ma anche ieri avrebe potuto.
O tra due mesi.
O tra un anno.
Senza considerare poi il meteorite che potrebbe colpire la Terra. Mica farete affidamento su Bruce Willis, vero? L'avete visto, sì, come s'è ridotto nelle pubblicità della Vodafone?

E ancora.
Hanno sfollato la gente da Norcia e dai paesini montani limitrofi. Duecentoventi o poco più sono nel mio comune, alloggiati negli alberghi ormai vuoti per il fine stagione. 
Son tutti vecchiarelli, più o meno, ma ci sono anche tante famiglie ed un bambino di due mesi. E' gente che ha perso la casa o che comunque non sa bene cosa è successo. O potrebbe succedere. Il mio impagabile Comune (e lo dico senza ironia) ha predisposto tutto al meglio, comprese le scuole epr i bambini con relativo autobus che li passa a prendere nelle strutture in cui sono allocati. 
La gente del mio paesello, ancora sconvolta emotivametnte dal terremoto, si è fatta in quattro per dare una mano agli sfollati in ogni modo, come nelle più belle utopie.
Bello, vero? No, non così tanto. Perché, per esempio, gli sfollati non è che siano superfelici delle attenzioni loro rivolte, visto che hanno avuto un periodo di cacca e magari (dico magari) vorrebbero solo tornare a casa. Gente magari semplice, non abituata a dover prendere la carità, che si imbarazza e diventa burbera.
Molti hanno perso tutto, altri molto ed in ogni caso hanno vissuto un grosso trauma. E di fronte al no inizia a serpeggiare il malumore. Sempre a mezzabocca, perché non si può dire.

E poi.
Mi viene da pensare che questa sconvolgente affezione sia dovuta al trauma condiviso, seppur in lieve forma non paraganabile (torno a dirlo: NO ALLARMISMO). Se al mio paese fossero giunte 200  persone profughe in fuga dalla guerra sarebbe stato lo stesso?
Ci sarebbe stata questa corsa all'accoglienza?
Ci sarebe stata questa brama di farsi un po' più in là per fare posto a chi ha perso tutto?
E' una questione di pelle o più semplicemente di emozioni condivise?
Il terremoto, in fondo, è qui. Le bombe, invece, solo in televisione e lontane chilometri e chilometri. 

Poi vedo la faccia di merda di Salvini in visita agli sfollati a trecento metri da casa mia e mi rispondo da sola.

Ecco, riassumendo a me la tremarella per il futuro non la fa venire il terremoto, ma la gente. La gente sì che mi fa davvero paura; quella che sembra comune, buona, pacifica, ma che poi si fa fotografare mentre stringe la mano di Salvini perché prima gli italiani, prima quelli come noi.
Ma prima di che? Prima di chi? 
Ma poi, che senso ha?

Forse le bombe (quelle vere) ce le meritiamo davvero. 

 


 

 


 

 

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14 novembre 2016 1 14 /11 /novembre /2016 18:00

Io ed Emma, in macchina.
Dalla radio esce la voce di David Bowir che canta "Starman" e la gnocca batte le mani a tempo come sempre.
"Mamma. quanto bella questa canzone! Chi la canta?"
"Un signore che si chiama David Bowie. Ti piace?"
"Sì. Ma chi è?"
"David Bowie era un cantante molto bravo ma un pazzo. Sai, un giorno si vestiva da maschio e poi, se gli andava, il giorno da femmina."
"No, mamma. NO VERO."
"Perché no Emma?"
"No, mamma. Maschio è maschio e femmina è femmina"
"Ah. Quindi i maschi come si devono vestire?"
"Maschi pantaloni, mamma. Femmine gonna."
"Ah. E tu le metti le gonne, vero?"
"Io, ceeeerto!! Feste, compleanni, io sempre gonna bella!"
"Ah. Ed è per questo che sabato abbiamo litigato mezz'ora per vestirti e poi alla fine dopo un bagno di lacrime sei andata al compleanno di Riccardo in jeans, vero?"
"..."
"Ti piacciono molto le gonne, vero?"
"..."
"Io femmina, ecco." sentenzia mettendo il muso.
"Certo, ma le femmine possono mettersi anche i pantaloni, oltre alla gonna. Come preferiscono. Se ti piacciono più i pantaloni va bene lo stesso."
"..."
"Maschi però gonna no."
"Vabbè, diciamo tendenzialmente no."
Si illumina: "Allora FEMMINA è meglio!"

Contentati così, figlia mia, ché non sai quello che ti aspetta.

 

PS. Per tutti quanti, specie per chi non l'ha visto mai, ecco a voi David Bowie alla BBC nel 1972 che canta "Starman".

 





 

 

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11 novembre 2016 5 11 /11 /novembre /2016 18:00

- Mamma, io guarita?
- Sì, Emma, volesse il cielo l'abbiamo sfangata 'sta influenza. Tu come ti senti?
- Io bene. Io silo dei grandi, sì?
- Sì, amore. Lo sai dove andiamo domani invece?
- Nonna Anna?
- No, non andiamo a Pescara.
- Parco?
- No, andiamo al compleanno del tuo amico Riccardo. Richi, hai capito? Fa tre anni, è grande!
- Ah.
- Ohi, non sei felice?
Spallucce.
- Ci sarà Richi, Asia...
- Ah.
- ...Martina, Vittoria
- Francy? 
- Sì, anche Francesco. Sei contenta.
- Porta suo mnopattino?
- Non so, non credo..
- Ah.
- Non ci vuoi andare?
- Sì, sì... ma non è MIO compleanno.
Primadonna, mia figlia.
NON E' IL SUO COMPLEANNO.
Problemone.
- Vabbè, Emma, te l'ho spiegato, ricordi? Prima viene Natale e poi il tuo compleanno.
- Uff..
- La vuoi la festa tu?
- Sì sì, graaaande festa! Torta, palloncini, regali e tanti uguri a me!
- E chi inviti, dimmi.
- Vittoria, Asia, Richi.
- E poi?
- Poi niente.
- Ma come, tutti gli altri?
- No, niente. 
- Ma Viola? Martina? Francesco?
- No.
- Ma nemmeno Giulia, che ti piace tanto?
- No, solo noi.

Un festone, insomma...

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8 novembre 2016 2 08 /11 /novembre /2016 08:00

Giorno 1

- Mamma! Ottè papa fa la pipi in piedi e io no?
- Perché lui è un maschio ed ha il pisellino, tu sei femmina e hai la cocchina.
- Anche io in piedi, mamma!
- Ma che ti importa, è scomodo! Non è meglio sedute?
- Mmmm...

Giorno 2

- Mamma, io maschia.
- No, amore mio. Tu sei una femmina. Riccardo, ad esempio, è un maschietto.
- No, no e no. Io maschia.
- E va bene, sei maschia. Fai come ti pare.
- Io maschia, certo. Certo, mamma.

Giorno 3

Signora cotonata di paese non si fa i fatti suoi inizia a fare domande. Sempre a sproposito, chiaramente.
- Bella bimba, il fidanzatino ce l'hai?
- Sì, sì. Francy...
- Brava.
- ...Pippo...
- Ehm, ah sì? Brav...
- E... e... Livia.
- Eh??

Giorno 4

Sessione serale di water.
- Mamma, io 'mbelico. Ahahah, quanto buffo!
- Lo sai che quando eri nella pancia della mamma eri attaccata a me da un tubicino che partiva proprio da lì?
- Che schifo, mamma! NOO!!!

 

Se incontrate la cicogna, salutatemela...

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4 novembre 2016 5 04 /11 /novembre /2016 08:00

- Mamma, io elfo
- Come?
Che dolce, la gnocca. Non sa dire forchetta, ma elfo sì.
- TA-DAAAN! Io pessa delle fate!!! Guarda, volo!!!!!!

La nuova simpatica mania di mia figlia si chiama "Il piccolo regno di Ben & Holly", ormai datato cartone animato britannico figlio dei creatori di Peppa Pig, ormai relegato a fare da tappabuchi nel palinsesto televisivo e scoperto da Emma tramite youtube. 
Il cartone in questione, che tuttavia non ha sostituito la Pimpa nel cuore di Emma, si incentra sulle avventure di un piccolo regno popolato di elfi e fate, rigidamente divisi in classi sociali ben distinte.  e fate, infatti, poco fanno se non attraverso la magia mentre tutte le attività manuali sono delegati agli elfi che, da par loro, odiano tutto ciò che è magico. Peggio che in India, insomma. 

In mezzo due amici del cuore: Ben e Holly, rispettivamente un elfo e la principessa delle fate. A fare da corollario alle loro storie tanti strampalati personaggi, tanta ironia ed un sottotesto per adulti che fa sorridere anche i grandi.

Come se non bastassero le storie animate, Emma non può far a meno di inserire le avventure del piccoletti anche tra le favole della buonanotte. Ormai so a memoria le storie del libro, che non può mancare MAI tra le favole della buonanotte, nemmeno in trasferta dai nonni.

Volete farvi mancare anche solo per una sera "I volpacchiotti" oppure "Re Cardo non sta bene"? Siete matti? 

Ma il vero problema non è nemmeno questo. E' l'ossessione per Gastone la coccinella e per tutti i suoi parenti. Povere bestie. Avete mai dato n mano ad una bambina di nemmeno tre anni una coccinella? No? Bene, quello che otterrete è polpetta di coccinella.
Senza rancore, eh?
- Perché non si muove più?
- Dome, Emma, dorme.

Non c'è coccinella che sfugga al controllo a tappeto del manto erboso della piccola volenterosa ricercatrice, nemmeno in autunno. anzi, soprattutto in autunno, quando le coccinelle supestiti sono un po' rintontite dal freddo e si lasciano cogliere impreparate. Derelitte e tapine.
Violenza su animali.

Ha piccole ali, e puoi montargli in sella
E' Gastone la coccinella!

Glielo spiegate voi che se butta la coccinella dalla terrazza al settimo piano della nonna Anna non la sta rimandando dalla mamma né tantomeno dalla principessa Holly?

Così, solo per non essere partecipi di una strage...

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2 novembre 2016 3 02 /11 /novembre /2016 08:00

Padre e figlia seduti sul divano a sfogliare il libro degli animali.

- Papa, guarda: niglio!
- Emma, si dice CO-NI-GLIO. Capito?
- Quanto bello lui! Morbido! Bello, sì?
- Ehm... Sì, infatti, molto cario soprattutto con le patate. Ma si dice CO-NI-GLIO, ripeti con me, coraggio. Co...
- Niglio!
- No, CO-NI-GLIO. Ripeti con me, riprova, Co..
- Niglio!
- No, Emma, tutto insieme, non solo la fine. CO-NI-GLIO. Dai che sei capace. Riproviamo: Co...
- Niglio!
- ...
- ...
- ...
- Papa, guarda: bello CAMALEONTE!

Gioco, partita, incontro.

 

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31 ottobre 2016 1 31 /10 /ottobre /2016 08:00

Io, la Gnocca e l'Amoremio a passeggio nella città di mare dei nonni un sabato pomeriggio.
Arriviamo all'ingresso di un supermercato e, come capita sempre più spesso, Emma deve sviscerare tutte le cose che le capitano a tiro, anche quelle che ha già visto ed affrontato mille volte.
Oggi tocca alla mitica porta automatica del supermercato, che è stata sempre lì, ma oggi di più.

E tocca al suo genitore maschio, soprattutto.
- Papa, ottè apre da sola porta?
- Emma, vedi laggiù? C'è un sensore che quando ti avvicini fa aprire la porta.
- ...
- Vedi lì? Quel sensore? Quando un elemento di una altezza almeno uguale a lui si avvicina, parte un meccanismo che fa aprire le porte e poi richiuderle.
- Papa, ottè?
- Te l'ho detto, perché c'è un sensore che...
- ...
- ...
- Ottè?
- ...
Io: "Emma, sono le fate. Con la magia."
- Ah, certo! Papa, 'pito? Fate!
- Capito papa?
- Non è divertente.
- Invece sì.

 

Basta essere chiari, no?

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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