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17 febbraio 2014 1 17 /02 /febbraio /2014 18:23

A volte credo di avere una sensibilità diversa dalla media, oppure, come direbbe una mia amica molto diretta, di essere proprio una bestia senza Dio. Volete un esempio? Non ci credete? L'avete vista la pubblicità della P&G sulle Olimpiadi invernali che impazza virale in rete? Ecco, tutti la trovano commovente, io no. Voglio dire, carina eh, anche se ci sarebbe proprio da discutere su Sochi come sede delle Olimpiadi in generale, ma lasciamo stare.

Bello il messaggio delle mamme che aiutano i propri figli a diventare campioni olimpici domani, ma mi sono chiesta subito:
1) I padri? Sono tutti morti in guerra in tempo di pace oppure sono a vedere la Champion's?
2) Come si abbina questo messaggio con la P&G che produce più che d'altro detersivi e prodotti per il bagno? Il trait d'union è che sono la mamme che fanno la spesa? O che fanno il bucato?
Mah. E, tra l'altro, le multinazionali sono il male quindi non vedo e capisco la commozione che dovrebbe suscitarmi questo spot.
Sono un mostro?

Non festeggio nemmeno S. Valentino, per dire. 
E' la festa dei fiorai e io non lo sono.

No, perché ho iniziato ad avere dei dubbi alla nascita di mia figlia. Tutti mi dicevano che il momento in cui me l'avrebbero messa sopra sarebbe stato di svolta per la mia vita. Sia le mie amiche che altre donne di cui avevo letto le esperienze in rete lo confermavano: un momento da ricordare!
Io, invece, no.
Dopo il cesareo l'avevo vista per un attimo e la dottoressa, che è anche una amica, mi aveva rassicurato confermando che era tutto a posto. Quando me l'hanno messa addosso mi aspettavo un'esplosione. DOVEVA essere così, in fondo lo è stato per tutte, vero?

E invece no. Lei mi si è arrampicata addosso e mi ha puntato in faccia i suoi occhi cerulei. E io non ho pensato nulla di romantico o materno, ma mi sono detta: “Oh cazzo, ed ora che faccio? Come faccio a crescerla, proteggerla, a capirla? Dov'è il libretto delle istruzioni?"
Avete presente il terrore puro? Ecco, io al quadrato. 
Panico proprio. Sarà stata l'anestesia, la stanchezza, l'operazione. Ma anche no.
Mi ci è voluto un po' per provare quella sensazione, ci siamo dovute imparare a conoscere io e mia figlia, una neonata che si è presentata a sua madre mordendole due volte un seno e trasformandola da un lato solo in Pamela Anderson, ma con sfumature violacee.
Simpatica come sua madre.

Ora, quando la guardo dormire o cercare spasmodicamente di strapparsi la faccia, mi rendo conto che è mia. Che l'ho fatta io. L'ho fatta io, capite? Sì, ok, pure l'Amoremio ci ha messo qualcosa di suo, ma l'artigiano sono io. Ed è perfetta sotto tutti i punti di vista, fatta da me che di perfetto non sono riuscita a fare mai nulla, nemmeno il parallelepipedo di cartone bristol a lezione di tecnica alle medie.
E quando mi guarda con i suoi occhi cerulei aggrottando la fronte mi chiedo ancora se sarò all'altezza, se troverò mai il libretto delle istruzioni oppure no. Ma soprattutto mi sento stringere dentro; la guardo e so che lei è il mio diamante, il più prezioso che poss esistere. 
E so anche che non c'è nulla che non farei per lei.

Ecco, ora mi commuovo.

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