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11 marzo 2014 2 11 /03 /marzo /2014 09:14

Nel mese di novembre 2013 al corso preparto l'ostetrica, tra le altre nozioni di puericultura, ci informava che secondo lei il miglior posto dove far dormire il neonato nei primi mesi era il lettone. Contestualmente, circa 25 donne molto panciute e facilmente irritabili scuotevano la testa in un rigurgito da Tata Lucia e in sottecchi di scambiavano tra loro accorati "Ah, io no!"

Oggi, marzo 2014, tutte quelle pance si sono sgonfiate, le loro portatrici sono tornate tutte (o quasi) abbastanza in forma, la vita è andata avanti alla velocità della luce. E almeno il 90% dei nuovi nati passa agevolmente la notte nel lettone, tra mamma e papà. 
Evviva la coerenza, direte voi.

Come al solito, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare... o la maternità, in questo caso. Parlare è facile, poi trovarsi con quell'animaletto appena nato tra le braccia cambia tutto.

Ma Emma no, direte voi.

No, Emma invece sì. Dopo le prime due settimane in cui la allattavo e la rimettevo nella carrozzina in fondo al mio letto anche di notte, il suo rifiuto per un aggeggio che era diventato troppo piccolo per lei e le sue mire espansionistiche sommato alla mia pigrizia hanno portato al suo trasferimento nel lettone genitoriale.

E' una comodità mia, lo ammetto. Non solo, è anche troppo bello vederla dormire, con le belle guanciotte tonde che non toccano nemmeno il materasso da quanto sono gonfie ed il respiro regolare quando dorme. In fondo, mi sono detta, è piccola. Davvero molto piccola.

Posso smettere quando voglio, lo giuro.

E poi lo fanno tutte, gli hanno dato anche un nome figo: co-sleeping.

Nonostante quello che dicono nonne e zie è giusto, è sano, non è vero che è un vizio almeno in certe fasi della vita di un bambino.

Nella maggioranza delle culture i neonati dormono con i genitori, così come accade anche nei primati che tanto ci assomigliano. Non è che fanno due tane, eh, una piccola per i cuccioli e una grande per gli adulti. Non vi ho convinto?

Inoltre secondo molti psicologi il dormire nel lettone e sentire la vicinanza della madre il più possibile da piccolo renderà il neonato più autonomo e sicuro da grande.

Come dicevo, più che una esigenza di mia figlia si tratta di pigrizia mia: lei si sveglia una volta la notte e girarmi ed allungarle la tetta in bocca è molto più agevole che alzarmi, prenderla, sederci, allattarla per venti minuti e poi riaddormentarla. Così, tra cambio di pannolino e tutto, in poco tempo già dormiamo di nuovo entrambe. Due bradipi, insomma.

Ma tutto questo sta per finire.

Come dicevo, mia figlia ha mire espansionistiche. Grosse mire, a quanto pare.
I neonati in genere necessitano di contatto fisico coi genitori, ma lei no. Lei vuole il suo spazio e solo il suo, peggio di Patrick Swayze in Dirty Dancing. Stanotte, ad esempio, è riuscita per due volte a mettersi in posizione perpendicolare ai suoi genitori, rischiando di buttarmi giù dal letto con la massima nonchalance ed il sorriso sulla bocca sdentata. Oltre a prendere a schiaffoni l'Amoremio per almeno una decina di volte a notte. Il tutto ad occhi ben serrati, ovviamente ed alla tenera età di un mese e mezzo.

Senza considerare Nevruz, un capitolo a parte della coabitazione notturna.

Stiamo quindi pianificando un modo per spostare il lettino di Emma, dove lei già dorme di pomeriggio, dalla cameretta alla nostra camera in modo da agevolare il passaggio con il tempo. In questo momento, non sono in grado di pensarla dormire la notte da sola in cameretta, è troppo piccina.

In fondo, così staremo più comodi tutti, anche lei che di pomeriggio ha già iniziato una relazione amorosa tutta sensoriale con il salsicciotto che la protegge dalle sbarre del lettino.

 

Oppure lasciamo a lei e al gatto il lettone e andiamo a dormire direttamente sul divano.

 

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Published by Phoebe - in mammaphoebe
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