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4 marzo 2014 2 04 /03 /marzo /2014 10:27

Si fa un gran parlare del nuovo Ministro per la Semplificazione, nominato il 21 febbraio con il nuovo Governo Renzi (no, non ne voglio parlare, andiamo oltre che è meglio). Il Ministro non è solo giovane e donna, ma, anatema, è pure incinta di sette mesi e si è presentato al giuramento davanti al Capo dello Stato con un vestitino che ne metteva in risalto la pancia, mica con un orrido camicione o con la salopette.
Donna, giovane, incinta.
Certo, fosse stata anche lesbica sarebbe stato perfetto, i programmi di intrattenimento televisivo del pomeriggio avrebbero avuto di che parlare fino alla fine della stagione, ma non si può avere tutto dalla vita.

Ricapitoliamo: donna, incinta, giovane. Non è nemmeno orrida, e questo non la agevola. Sulla sua competenza e intelligenza nulla posso dire, non la conosco. Non conosco nulla nemmeno sulle sue idee o slla sua vita politica, tranne la polemica con Chiara Geloni che la accusava (a torto o ragione) di essere una banderuola e di cambiare idea come si cambiano le scarpe, senza mai spiegare il perché.
Ah, so anche qualcosa di gossip: è stata la fidanzata del figlio di Napolitano. Ecco, mi chiedo, come sarà? Non so perché ma me lo immagino vecchio come il padre, un po' muffo e noiosetto, tipo Federico di Masterchef. 
Ma non divaghiamo.
Quello che mi ha colpito sono state tutte le inutili polemiche sul fatto che la Madia abbia ricevuto l'incarico e, peggio, lo abbia accettato essendo incinta. Cioè, mi sono spiegata bene? 

INCINTA. 

Vi rendete conto?
Praticamente spacciata, morta lavorativamente, finita, stop. Ché lo sanno tutti, una donna dopo che fa un figlio si rincoglionisce, chiede il part-time, c'ha altro per la testa e poi diventa solo un peso. E infatti, giustamente, le donne in età fertile un datore di lavoro nemmeno le dovrebbe assumere, avesse un po' di sale in zucca!!!! 
Fargli fare carriera, poi, o ricoprire un ruolo importante o direttivo assume contorni da fantascienza, manco fossimo in America!!!! Ma scherziamo?

Ora, sarebbe facile dire: "Eh, ma ora partorisce, c'avrà da fare, da accudire suo figlio/a. O trascurerà il lavoro o trascurerà quella povera creatura!
Già in questa frase c'è tutto il pregiudizio conro le donne al lavoro: o sono pessimi investimenti o sono madri snaturate, niente vie di mezzo.

Qualche cosina in merito la vorrei dire:

- E' vero, la donna partorisce fisicamente un figlio, ma la sua responsabilità e la sua cura ricade (o dovrebbe ricadere) su entrambi i genitori. Perchè, allora, non vengono discriminati anche i neo padri? 
- Il problema non sono le donne che scelgono di diventare madri, ma le istituzioni che se ne strafregano di rendere accessibili e consone le necessarie strutture che le potrebbero aiutare. Sapete quanto costano gli asili nido? E che orari fanno? Ed i salti mortali che si devono fare per incastrare nonni/baby sitter/vicine di casa? Se se ne hanno le possibilità, ovviamente. Tuttavia, qualcosa dentro di me mi dice che qesto non sarà l caso della Madia. 

- Se l'Italia va così male, se non cresciamo, se la qualità e la produttività del nostro lavoro è così scarsa è anche perché non riusciamo a liberare nel mercato del lavoro le energie delle donne, da sempre viste nel nostro paese come angeli del focolare. Ma stateci voi sedute sul bordo del focolare, cazzo.

- Sono figlia di una madre che ha sempre lavorato a tempo pieno, che si è dovuta barcamenare tra mille cose come un funambolo, che ci dedicava la qualità del suo tempo più della quantità, che pur soffrendo per non poter esserci sempre ci mandava dal dentista con la zia e dal medico da soli a dodici anni. Bèh, io son venuta su bene lo stesso.

- Quando ero incinta i soliti ipocriti mi dicevano: "Eh, poi tutto sarà diverso!". Certo, tutto è diverso. Non è che uscendo dal lavoro penserò di andare a bere uno spritz o al cinema, ma avrò il pensiero fisso lì, alla mia pupa che mi aspetta. Non credo che questo farà di me una lavoratrice peggiore, semmai mi renderà più consapevole. Ai posteri l'ardua sentenza.

Ripeto, io non conosco Marianna Madia, ma di certo non dovrebbe essere criticata per il suo status di futura madre; magari per quello di raccomandata, ecco quello sì. 
Non ne facciamo la portabandiera di una battaglia atavica che le donne combattono tutti i giorni con le unghie e con i denti, perché non credo che se lo meriti. Ci sono esempi ben più meritori di una ragazza che ad occhio e croce mi sembr anche in gamba, ma che per status sociale e conoscenze non mi sembra abbia bisogno di ulteriori tutele.
Saprà fare la madre?
Saprà fare il Ministro? 
Non lo so, ma se non sarà in grado di fare il suo lavoro, non sarà certo per il fardello che ha scelto di portare.

Chiamiamo le cose con il loro nome, per favore.

 

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