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18 luglio 2014 5 18 /07 /luglio /2014 07:42

Ho iniziato questo libro per curiosità, perché tra la pioggia di libri rosa sulla maternità ed affini questo è l'unico scritto da un uomo, Jon Rance, e mi sembrava molto ironico sin dal titolo: "Non son degno di tre".
Insomma, era stato definito Un Bridget Jones al maschile, no? E le mie aspettative di intrattenimento non sono state deluse. Il libro racconta con la formula del diario la storia di Harry, professore di storia trentenne allergico alla maturità.
Finché sua moglie gli annuncia di essere incinta.

Panico.
Moltissimo panico.

E qui inizia il libro, le disavventure di Harry, le sue tentazioni, i suoi malriusciti tentativi per nascondere mancanze assurde ed infantili, fino alla patetica relazione virtuale con una ex frustrata. Insomma, di tutto pur di scappare dalle responsabilità.
Un uomo abituato alla sua vita che si oppone al cambiamento con le unghie e con i denti, fino all'ovvissimo happy end.

Di primo acchitto non mi è sembrato un granchè, una piccola accozzaglia di banalità sulla irresponsabilità dei maschi e sulla sindrome di Peter Pan. E la moglie? Una roccia, un granito senza un tentennamento, uno squalo assettato di sangue e pronta a bastonare il marito al primo errore. Eppure le avrà avute pure lei le sue paure, le sue incertezze e le sue lamentele.
Insomma, non è che essere incinta sia una passeggiata di salute, la maternità è un cambio di vita sconvolgente anche per una donna, no? Anzi, soprattutto per una donna, non trovate?
Poi però ho realizzato che a scrivere era un uomo e che, ovviamente, quello era il suo punto di vista, un punto di vista che noi donne spesso non ascoltiamo né consideriamo se non con sufficienza. 
L'arrivo di un figlio cambia tutto, è inutile negarlo. La vita così com'era prima viene spazzata via e l'idea può far paura: riuscirò ancora a scrivere, a leggere, a fare quello che mi piace? Potrò ancora ubriacarmi e vivere come se non ci fosse domani, nel caso di Harry? E' importante continuare a essere sempre uguali? O cambiare non è poi così orribile?
E se è vero che l'happy end era scontato sin dalla prima pagina e che la nascita del bambino cambierà Harry ma non troppo, è vero anche che questo è un libro gradevole, che si fa leggere per la sua leggerezza ed ironia., un piacevole passatempo specialmente se state aspettando un bebè o se è arrivato da poco.

 

Per ridere un po' delle proprie paure.

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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