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1 luglio 2014 2 01 /07 /luglio /2014 08:15

Appena è nata Emma credevo che i primi giorno della sua vita sarebbero stati per me i più impegnativi. In fondo, non ci conoscevamo e non sapevamo capirci, come poteva essere facile? Io non avevo nemmeno la manualità necessaria per cambiare un pannolino in un tempo accettabile, come poteva non essere un casino su tutta la linea?

Eppure mia figlia ha subito mostrato il suo lato angelico: poppate ogni quattro ore o anche di più la notte, propensione al pisolino, carattere tranquillo. Insomma, mi sono detta, allora non è poi così difficile!
Riuscivo a scrivere, telefonare, avere un minimo di vita sociale. Pure ad uscire la sera, nei limiti dei suoi orari da neonata.
Tutto a posto, quindi.
Sbagliavo, e di grosso anche.
E dire che quelli che mi apostrofano con la massima "Figli piccoli, problemi piccoli" mi sono sempre stati simpaticamente sulle balle. 
Oggi Emma ha cinque mesi ed è ben più impegnativa di prima.
Dorme di meno, vuole continuamente e giustamente attenzione, è curiosa di tutto e manifesta i primi segnali di mammite acuta.
Mi cerca, vuole stare in braccio, inizia ad interagire e tutto questo è meravigliosamente faticoso.
Anche perché la gnocca è otto chili per 72 cm, quindi inizia ad essere di difficile maneggio. Infatti è già arrivata la tendinite al braccio destro, che insieme al sonno frammentario e alla congiuntivite di cui mia figlia ha omaggiato gentilmente mi rendono ufficialmente una madre cariatide.
Anziana, proprio.

E qualche volta mi sembra di non farcela più, di essere al limite. Rimpiango addirittura certi esemplari di essere umano che animavano le mie giornate. Non sto mica bene, capire?


E poi, quando mi sembra di essere davvero troppo stanca per qualsiasi cosa, lei fa qualcosa di meraviglioso e sempre inaspettato: ride.
Un gest semplice, quasi banale in un adulto, che sul viso di Emma ha sempre la connotazione della magia. un gesto magico, sì, capace di aprire porte, spalancare portoni e distruggere difese corazzate.
Un tifone, un temporale estivo, una meraviglia.
Ride. 
Senza un perché, con la bocca sdentata. A raganella, magari, come ha imparato a fare de poco. Oppure da sotto il ciuccio, da impunita, come a dire "Lo sai che non mi puoi resistere".
E la fatica non esiste più.

Ma torna, eh.

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Published by Phoebe - in mammaphoebe
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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