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25 agosto 2014 1 25 /08 /agosto /2014 10:32

Dato che tra una settimana ricomincerò a lavorare, abbiamo iniziato con Emma l'inserimento a casa dei nonni. Non che non ci sia mai stata o che non ci si trovi bene, ma anche se poi andrà all'asilo deve comunque trovarsi completamente a suo agio a casa dei miei, ma deve abituarsi alla mia assenza.
Sia chiaro, Emma è già la khaleesi e regna con fare magnanimo sulla magione dei miei genitori, non è che si fa problemi, ma l'abitudine se la deve creare.
Così io, rimasta sola o in compagnia dell'Amoremio, mi sto riprendendo le lentamente i miei piccoli spazi.
Leggo, scrivo, soprattutto rassetto casa e mi faccio la doccia con calma. E faccio barattoli, tipo la marmellata di nashi o i peperoncini ripieni. Interessa? Semmai agevolo ricetta.
Ma mi sta succedendo una cosa strana: passata l'euforia da sbolognamento della nanerottola, passata la frenesia di fare le cose... Mi manca. Non so fare altro che pensare "Che farà?", "Che combinerà?", "Le mancherò?" oppure "Che strano, non sento rumori e la telecamera della camera è spenta..."
E non perché non mi fidi di mia madre, assolutamente. È che la casa mi sembra vuota e silenziosa, non me la riesco ad immaginare senza di lei. La vita prima, ma com'era? Non me lo ricordo più.
Più libera, certo, senza pensieri. Potevo leggere un libro in un pomeriggio, decidere se uscire o meno in un minuto, andare al cinema, uscire senza pensieri, stare fuori tutta la notte, guardare un film senza interruzioni e mangiare con tutta la calma del mondo. Potevo godermi tutta una stagione di un telefilm senza soluzione di continuità, fino alla morte celebrale mia o dell'Amoremio. Potevo tenere una conversazione che non includesse per forza argomenti come percentili di crescita, pappe e cacca.
Dormivo tutta la notte, mi alzavo alle dieci o comunque quando volevo, senza dovermi preoccupare dell'animaletto nel letto in fondo (ok, c'era il gatto che rompeva, ma non è uguale, via).

Era bello, era comodo e forse mi manca un po' la libertà di disporre di me stessa.

Ma poi, quando torna a casa, in braccio a suo padre e si sganascia di sorrisi con la sua bocca sdentata da settemesenne, quando mi si butta addosso felice e mi stringe forte penso che la vita prima era bella, ma ora è bellissima.

Vi si sono cariati i denti, dite la verità..

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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