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21 settembre 2014 7 21 /09 /settembre /2014 12:24

Che io ami leggere è risaputo, che odi i luoghi comuni lo è ancora di più e che abbia un cattivo carattere ormai è vangelo.
Per questo quando vengo coinvolta in discussioni inerenti i libri e la lettura finisce sempre molto male, anche perché odio le persone saccenti a meno che la persona saccente in questione non sia io stessa.

Si può dissertare su molte cose in ambito letterario: sulle preferenze, sugli stili, sulle epoche storiche. Certo non si può definire certa letteratura come capolavoro in senso assoluto, ma si può logicamente e un certo grado di sicurezza affermare che cerca letteratura sia spazzatura.

Ma a parte il lapalissiano trovo sempre molte materie di cui discorrere  e su cui esprimere il mio parere, spesso anche non richiesto.
Proprio l'altro giorno una mia collega che pensa di avere l'oro in bocca andava in giro affermando che la l'amore per la lettura si insegna da bambini e che le persone che non amano leggere sono così solo perché non hanno incontrato sulla loro strada degni maestri.
A parte che la definizione di degno maestro non è e non può essere univoca, mi sono subito inalberata. Non ritengo che l'amore incondizionato per la lettura possa essere insegnato, ma che nasca da dentro. Tutt'al più può essere incentivato un insegnante certo, ma anche un genitore può aiutare un bambino a scoprire la bellezza dei libri. Ma se lui non ne è morbosamente a attratto come ero io,resterà sempre un lettore occasionale magari innamorato della lettura, ma non follemente innamorato della carta stampata.

Lei invece andava raccontando le meraviglie del suo insegnante preferito che in tenera età aveva portato lei e tutta la sua classe ad adorare Manzoni. A parte che evidenti errori anagrafici (Manzoni alle elementari? Davvero?),  è veramente così?

Certamente anche io affermo l'importanza dell'insegnamento e ricordo con affetto la mia maestra di terza elementare che aveva istituito l'ora di lettura settimanale, un'ora esclusivamente a scopo ludico in cui leggere non portava a riassunti, schede o temi. Era solo il piacere di leggere se uno voleva, altrimenti se ne poteva stare a guardare il soffitto.
Ma il mio amore per la lettura deriva da lei? 

No, non lo credo.
Magari ha aiutato, non lo metto in dubbio. Magari ha acceso la mia curiosità, ma sarebbe accaduto lo stesso.

 

E voi, che ne pensate?
L'amore per la lettura si può insegnare?
E' scritto nel DNA o è frutto di indottrinamento?
Ma soprattutto...

E se mia figlia odiasse leggere????  

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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