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19 novembre 2014 3 19 /11 /novembre /2014 14:30

Dopo quasi un anno, un anno rilevante della nostra vita, io e l'Amoremio siano tornati al cinema. E per farlo non ci siamo accontentati di un film qualunque, ma abbiamo fatto un rientro col botto e per di più con un film intriso di temi cari all'Amoremio: siamo stati a vedere la nuova opera di Christopher Nolan, "Interstellar". 
Voglio solo dire che non andavo al cinema da così tanto tempo che, appena seduta sulla poltrona e partiti i trailer pubblicitari, guardando l'Amoremio ho esclamato: "Ma si vedeva così bene anche prima?"
Rincoglionimento da maternità.

Certo, ci siamo dovuti accontentare di un orario da ragazzini (le tre del pomeriggio, vista anche la durata del film) e in sala eravamo noi, tre vecchini e due ragazzini che limonavano, ma non siamo rimasti delusi.
L'Amoremio ha trovato la fantascienza con basi scientifiche che da diverso tempo inseguiva senza risultati apprezzabili, io ho amato la storia e pianto lacrime da mamma sul rapporto padre/figlia dei due protagonisti e contemplato Matthew Mc Conaughey che va sempre bene.


Insomma, un bel film che fa scivolare veloci quasi tre ore di narrazione e di cui non vi starò a spiegare la storia (sapete bene dove cercarla in rete, se imnvece vi interessa una analisi meno didascalica la trovate qui), ma che non può comunque sottrarsi a dei doverosi interrogativi.

  1. Con questo film ho capito che di scienza non capisco una cippa e che sono ferma alla nascita del germoglio dal fagiolo in terza elementare. E questo, direbbe l'Amoremio, già si sapeva. Nonostante lui, grande appassionato, abbia più volte cercato di spiegarmi buchi neri, teoria della relatività, accenni di fisica quantistica, singolarità e compagnia cantante, ho sempre l'espressione attonita di Penny davanti a Sheldon. O di una mucca al passare del treno, fate voi. E comunque non sono sola, pure il vecchino accanto a me, ad esempio.
  2. Matthew Mc Conaughey: chi l'avrebbe mai detto che oltre glia addominali ci fosse di più? Bravo, bravissimo, intenso e credibile. Solo un problemino: io continuo ad immaginarlo macilento, mezzo alcolizzato e sociopatico mentre interpreta Rust Cohle e a vederlo fare il padre proprio non riuscivo ad abituarmici. Almeno per le prime due ore di film. Poi ho cominciato a rcordarmi di Magic Mike. Più addominali ci vorrebbero in questo film, più addominali.
  3. La terra sta per finire, la polvere è ovunque e Philip Pullman stavolta non c'entra nulla. Gli uomini non hanno riciclato, hanno cementificato la natura, hanno massacrato il pianeta in pochi secoli, hanno mangiato tutto il mangiabile e ora la desetificazione e la piaga che infetta le piante avanzano a ritmo di rumba. La risposta dell'umanità? Tutti a fare gli agricoltori, perché il popolo ha fame ed allora occorre tornare alla vita semplice e senza grosse aspettative, un giorno dopo l'altro. Più agricoltori e meno ingegneri: e se fosse la risposta?
  4. Casualmente, vicino casa dell'eroe c'è quel che resta della NASA. Io non potrò mai essere un'eroe. Vicino a casa c'ho l'Autodromo, al massimo.
     

E insomma, m'è piaciuto, sì, anche se in alcune parti i dialoghi mi sono sembrati scritti da due alieni con un vocabolario ristretto e anche se alcune parti della trama strettamente legate alla parte scientifica (che mi dicono molto accurata) mi hanno lasciato punti interrogativi in testa.

Tipo: perché non vanno via dalla Terra con i motori a curvatura come Star Trek? Ma la libreria? Che vuol dire la libreria? Spolverare, no?

Ad ogni modo tornare al cinema è stato bellissimo ed assolutamente da rifare.

 

Cosa mi suggerite di andare a vedere?

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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