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10 novembre 2014 1 10 /11 /novembre /2014 08:30

Sono sempre stata una persona apprensiva, faccio outing.

Ma il mio non è mai stato un essere rompiballe sul Dove sei? Cosa fai? Mettiti la canottiera di lana. Non correre, non sudare. Non mi sono mai interessate queste cose e, anzi, sono abbastanza teutonica da questo punto di vista.

Il mio è essere apprensiva dal punto di vista affettivo, sono una ansiosa maniacale della felicità.
Avevo poco più di tre anni quando, arrampicandomi sulle ginocchia di mia madre, la lasciai senza parole chiedendole: “Mamma, ma tu sei felice?”

Dicono che i bambini siano egoisti per partito preso e che la condivisione gli vada insegnata col crescere. Io mi preoccupavo già della felicità altrui, magari anche solo come specchio della mia; ma per me era (ed è) un problema.

Sei felice?

Ovviamente mia madre rispose di sì, non so se perché fosse vero o per farmi felice a mia volta. So solo che son passati moltissimi anni, ma in me nulla è cambiato. La felicità delle persone che a cui voglio bene mi preoccupa sempre, molto più della mia. E non perchè io sia particolarmente buona o caritatevole, ma sempre per quel vecchio discorso dello specchiarsi negli altri e nel voler essere certi che sia tutto a posto: maniaca del controllo, in due parole.

Sei felice?

E’ la domanda che faccio più spesso alle persone che amo, e il non poter far nulla per far sì che questa felicità sia assoluta mi snerva e non mi fa dormire, oltre ad essere la causa primaria della mia ansia e della mia gastrite. Se mi capita anche solo di intuire l'infelicità di un amico vero, mi prende male e vorrei muovere le montagne per cambiare le cose. Ma spesso non posso fare nulla, mi ritrovo a tormentarmi in silenzio senza nemmeno essere in grado di mettere quella mano sulla spalla che, a volte, può aiutare.
Non vi dico che poi entro in fissa con i miei genitori, mia sorella o con l'Amoremio. Divento non solo nociva, ma una tigre del Bengala pronta ad attaccare tutti quei grandissimi ammassi di cacca che attentanto alla felicità perfetta dei miei cari. Anche se a volte un colpevole vero non c'è, anche se è solo colpa del destino o del caso, chiamatelo come vi pare.

Forse dovrei imparare a preoccuparmi di meno ed agire di più. 
Oppure mi dovrei solo rilassare.
Certo.
Immaginate la mia ansia ora che c'è Emma?


Alle stelle.

 

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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