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5 dicembre 2014 5 05 /12 /dicembre /2014 08:30

Ieri sera.

Dopo cena, poco prima di andare a dormire, Emma decide di trasformarsi in un idrante di vomito. Riesce a colpire in un sol botto divano, tavolino e pavimento del salotto, nonché l’orgoglio felino del gatto.
Sola in casa per una serie di motivi, non mi faccio più impressionare e in pochi minuti pulisco, smacchio, faccio la camomilla alla posseduta che gioca nel box e che nel frattempo si è rianimata e sembra vispa come un grillo. Solo per l’orgoglio del gatto non trovo medicina e lo spedisco fuori a fare un giro: magari le sue amichette lo consolano. Non credo, ma lo spero.
Gongolando su come sono diventata brava, faccio bere la camomilla alla gnocca e la infilo a letto.
Al rientro dell'Amoremio non perdo occasione di bullarmi di me stessa: che mamma moderna sono?


Stamattina.

Emma sta bene, ma sono titubante: asilo sì o asilo no?
Con l’Amoremio decidiamo di mandarla lo stesso: non ha febbre, è pimpante e sembra tutto come al solito.
Ma l’istinto materno deviato che mi sussurra malefico all’orecchio mi dice: “Non ce la mandare!!!! E se poi sta male??”. Decido di ignorarla, di fare la madre moderna davanti all’Amoremio e di portarla all’asilo. A differenza del solito la porto io perché devo andare a fare un prelievo di sangue alla ASL e l’asilo è poco lontano.
Arrivo all'asilo e mi trovo una comunicazione per il regalo di Natale firmato "I rappresentanti.
"Bella roba" dico
all'educatrice "considerando che io sono una rappresentante e non so nulla!!". Sono ironica, è chiaro. Ho troppo da fare per fregarmene davvero di certe cose e questo non è decisamente il periodo adatto per le lotte superflue. Ma la maestra è mortificata, si genuflette in mille scuse.  

Al momento della consegna, Emma si scatena: piange, mi si attacca ai capelli, si dimena. 
Vado a fare il prelievo col magone, non prima di aver specificato all’educatrice di chiamarmi per qualsiasi cosa.
Alla ASL del paesello, dove in genere non c’è mai nessuno, c'è il delirio: che culo.
Dopo un'attesa che sembra infinita, e durante la quale telefono a mia madre e all'Amoremio giusto per stemperare il magone, arriva il mio turno.
Mi siedo, una gentile infermiera prepara la siringa, mi buca e... driiiinnnnnnn!!!!! Il cellulare attacca a suonare. Mia madre non può essere, mia sorella è al lavoro, le mie amiche no... oddio, è l'asilo di Emma. Sono sicura. è l'asilo. Oddio, ha vomitato. Si è sentita male. Oddio, devo rispondere... "Mi scusi, dovrei rispondere... si può sbrigare?" dico all'infermiera che sta facendo il prelievo. 
"Guardi che più veloce di così!"
"Mi suona il telefono e forse è l'asilo di mia figlia... ieri sera ha vomitato..."
Per un attimo mi sento Quelo, poi lo sguardo dell'infermiera mi riporta alla realtà: "Signora, non è che se si agita il sangue esce più svelto..."
Mi sfila l'ago, mi faccio buttare addosso un cerotto e scappo nell'atrio a telefonare. Visto che vivo in un posto dimenticato dal Dio della tecnologia, c'è poco campo.
"Pronto? Sono la mamma di Emma, mi avete cercato. Sta bene, ha vomitato, è viva?"
"Un attimo, che chiedo... chi ha chiamato la mamma di Emma? Ah, ecco. Buongiorno signora, la chiamo..."
"Sta bene? La vengo a prendere sub..."
"No, signora, Emma sta bene. La chiamo per quella comunicazione dei rappresentanti di classe."
​Il mondo s
otto forma di milioni di parolacce mi ha attraversato la mente: "COOOME????????!"
"Sì, ci dispiace che non sia stata avvertita, blablablablablablabla e ancora blablabla."
No, io dico, mi fai venire un colpo così e poi chiacchieri pure senza sosta al telefono?? Tipo che avrò perso cinque chili e rischiato lo strappo di una vena nel mentre del prelievo, maremma telefonica.
"Mi sente? Signora?"
"Guardi, non fa niente. Non sono gelosa, davvero."
"No, ma blablablabla blabla bla e poi ancora blabla!"
Ci manca poco che mi viene un colpo, come minimo mi si sballano tutti i risultati del prelievo. C'avrò i globuli bianchi genuflessi, cacchio.

"Ok, grazie e arrivederci."


Dicevamo: mamma moderna a chi?

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