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3 dicembre 2014 3 03 /12 /dicembre /2014 12:00

Ore 6:30: suona la sveglia in casa Phoebe.

Incorruttibile, l’Amoremio seppur malato mi scuote e mi spinge ad alzarmi senza prorogare di cinque maledetti minuti l’orribile aggeggio.
La gnocca dorme beata a bocca aperta, figlia di sua madre, dopo essersi svegliata un numero imprecisato di volte nell’arco della nottata in preda al mal di denti.

Mi accingo al primo caffè della giornata, seppur mascherato nel latte di soia.
Presa la necessaria benzina, mi accingo a compiere le seguenti operazioni in sequenza.

Svegliare la gnocca e contestualmente cercare di rimettere a letto il malato febbricitante.
Preparare il pranzo da portare via e il biberon con a latte di soia e biscotti ad Emma senza invertire le due cose.
Dare il biberon alla gnocca prima che inizi a strillare così forte da attirare i cani di tutto il vicinato e che venga modificato l’asse di rotazione terrestre.
Vestire la gnocca e preparare i vestiti aggiuntivi per l’asilo, che mia figlia mangia creativo.
Far partire la lavastoviglie,
Nutrire il gatto che minaccia di divorarmi le caviglie.
Stendere una lavatrice di panni che mi guarda implorante da due giorni.
Buttarmi addosso cose a caso.
Lavarmi la faccia.
Pettinarmi.
Rimpiangere il tempo in cui mi truccavo con calma.
Rimettere a letto l’Amoremio che deambulando stile zombie continua a ripetere: “Voglio aiutaaaaartiiii” e dargli una tachipirina volante.
Mettere il giubbino alla gnocca, a me stessa e volare fuori di casa con tutto il necessario.
Rientrare alla disperata ricerca del ciuccio.
Legare la gnocca al seggiolino, darle in mano la giraffa e partire pregando ci sia ancora benzina.
La benzina c’è, ma è poca. ARGH.
Lasciare la sopracitata gnocca all’asilo, senza essere placcata dalle maestre per qualcosa che riguarda il consiglio di classe.
Missione fallita.
Lasciare la gnocca in lacrime alla maestra senza farsi venire il magone.
Rientrare all’asilo di corsa perché non si è lasciato né il sacchetto coi vestiti, né i 5 euro alle cuoche per il regalo di Natale.
Partire.
Trovare un traffico che in confronto Roma è percorribile.
Fermarsi a fare benzina.
Trovare ancora più casino a causa di un camion che deve fare manovra, mal'animadelimortaccisua.
Nel traffico chiamare il medico di base per fare il certificato all’Amoremio e prescrivere la tarapia che lo salverà dall’influenza.
Di seguito chiamare il pediatra per il mal di denti della gnocca, pregando che non ci sia il sostituto.
Dettare al cellulare la lista della spesa come promemoria.
Arrivare in ufficio.

Ore 8:30: secondo caffè della giornata.

 

Che accadrà prima del terzo?

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