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28 gennaio 2015 3 28 /01 /gennaio /2015 08:28

In genere nel mio blog racconto la mia vita, le mie vicessitudini e pure i miei piccoli drammi. Parlo di me, in buona sostanza, e difficilmente faccio divulgazione.

Ma in questo caso, trovo sia importante dare spazio e visibiltà ad una iniziativa dell'INPS a favore delle madri che rientrano presto al lavoro e che non usufruiscono del congedo parentale, meglio conosciuto con l'obsoleto nome di maternità facoltativa
In pratica con il Bonus infanzia l'INPS permette alle lavoratrici dipendenti e a quelle iscritte alla gestione separata di "barattare" i mesi di congedi parentale non effettuato con altrettanti mesi di contributo, fino a € 600,00 al mese, valevole per:
1) pagamento della retta dell'asilo nido (purché la struttura sia accreditata presso l'INPS)
2) voucher per l'acquisto di baby sitting

Ovviamente questo contributo brucia la possibilità di usufruire della maternità facoltativa, ma tanto con il 30% dello stipendio non sarebbe riuscita a campare nemmeno Cenerentola. Figuratevi io. 
Non serve presentare l'ISEE in questo contesto, gli unici requisiti richiesti sono:
- il non aver usufruito (del tutto o in parte) del congedo parentale
- essere negli 11 mesi successivi al termine del congedo obbligatorio di maternità.

La circolare con tutte le indicazioni la trovate allegata, chè qualche dettaglio posso essermelo perso qua e là.

Ne parlo perché i nostri potenti mezzi di informazione sono troppo presi dal morboso interesse per l'ultima novità (ora le due ragazze liberate, prima il povero bambino forse ucciso dalla madre) per parlare di cose che davvero possono interessare il mondo reale. Persino il mio Comune, che ha dovuto accreditare l'asilo, si è trovato in pratica senza informazioni e solo grazie ad un assessore (donna, chevelodicoafà) così intelligente ed umile da accettare i consigli di un cittadino, sono riuscita a presentare la pratica.
Perciò, mamme: preparatevi a lottare per questo beneficio. 

E poi perché, come sempre, la disinformazione genera stupidità, odio sociale e malcontento. Nello specifico, in merito al bonus infanzia le opinioni predominanti nei forum sono state:

1) Invece di dare un contributo alle mamme disoccupate, lo danno a chi lavora. Che, guarda un po', è anche chi contribuisce col pagamento delle tasse. No, dico, così.

2) Dovrebbero darti i soldi per stare a casa, invece che per l'asilo. Con mio figlio voglio starci io! E grazie, davvero. Pure io vorrei stare con Emma, ma la vita di oggi è diversa e pure le esigenze del datore di lavoro (che non è sempre un mostro) contano. 

3) Danno sempre i soldi a chi già ce l'ha. Piacere, Paris Hilton.

4) Tanto in Italia i contributi li danno solo agli extracomunitari. No, pure ai terroristi. E ai drogati. Ed agli zingari. E agli UFO, ma solo se vengono dal lato sinistro della galassia, sennò ciao. 

5) Ma spetta solo ai nati nel 2015? Certa gente mi fa dubitare della correttezza del suffragio universale. 


Io invece voglio dare massima diffusione a queste iniziative, perché noi mamma lavoratrici siamo, specie nei primi anni di vita della prole, delle vere e proprie giocoliere, con in mano diversi tipi di palline: il tempo, l'amore, i soldi, il lavoro, le necessità di tutti, l'imprevisto.
Corriamo tutti i giorni su di un filo sottilissimo, portando da un lato la spesa e dall'altro il pupo e con la testa alla prossima riunione di lavoro.

Non ce lo meritiamo un piccolo aiuto?
Che poi, non è niente di regalato, bensì solo la trasformazione di un diritto inutile in un beneficio fruibile.  

Che in un paese civile dovrebbe essere pure logico. Già.

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