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23 febbraio 2015 1 23 /02 /febbraio /2015 14:00

Tempo fa girava su FB un gioco particolare: ogni giorno, per un certo numero di giorni, si doveva indicare nel proprio status tre cose belle che, nonostante le rotture di balle quotidiane, erano accadute nella giornata.
Ora, già il fatto di dovere mi esclude categoricamente dalla questione. Io a scuola ero quella che se la maestra dava un libro da leggere obbligatoriamente per le vacanze manco lo compravo.
Magari ne leggevo altri sei, ma quello lì manco morta. Anarchy in the Trasimeno Land. Poi l'alto tasso di zucchero che anche no. Ma soprattutto non c'ho avuto voglia, non lo trovo divertente e, di base, io faccio quel che mi pare. 
Ecco.Troppo buonista. 
Vorrei invece elencare le cose che odio, tre cose che mi fanno valutare male l'essere umano medio e rivalutare i gatti. Non tre cose astratte e qualunquiste, tre a caso accadute oggi, per dire.
Un giorno a caso.

Uno.
Tu, omino pensionato col cappello che mi vedi andare verso il banco della Coop deserto, perché tiri la volata col carrello facendomi la piega ai capelli dalla velocità pur di arrivare prima di me alla colonnina coi numeri? Cos'hai di tanto urgente da fare a casa e soprattutto perché mi guardi in cagnesco come se un torto te l'avessi fatto io?
Spero davvero che la bresaola ti vada di traverso mentre guardi la Clerici alla Prova del cuoco. Guarda che non ho preso il acrrello, ma posso sempre tirarti in testa il cestino con dentro i limoni ed i pomodori, chiaro?

Due.
Gentilissima operatrice della TRE, io con la sua compagnia ci sto bene, davvero. Mi trovo bene, il costo è adeguato, mai un problema. Certo, cercate sempre un po' di fregarmi mettendomi in fattura qualche optional del cavolo, ma siccome io sono una ttenta è difficile che uno dei vostri giochetti la passi liscia. Mi trovo bene, dicevo, ma se non la smette di fracassarmi il fracassabile offrendomi telefoni che non mi servono, contratti che non ho richiesto ed invitandomi a compilare via telefono estenuanti e lunghissimi questionari di qualità, giuro che disdico tutto e torno al telegrafo.

Tre.
Si è rotta la macchinetta del caffè in ufficio. Rotta nel senso di rotta. Rotta proprio. Niente caffè. NIENTE CAFFE'. Non nelle prossime otto ore, almeno.
Maledetta macchinetta distributrice di caffé, affidabile come una promessa elettorale e cara come se dentro ci fossero due brasiliani che tostano e  macinano i chicchi a mano.
Rotta. Vi rendete conto? Ma se riesco ad aprirla col cacciavite e a sniffare la polvere va bene uguale secondo voi? Fa effetto? No perché affrontare le follie quotidiane della gente senza caffè è impossibile, incostituzionale e certamente incivile.
Specialmente col mio pessimo carattere, maremma caffeina. 

 

Ah, buon lunedì.

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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