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16 febbraio 2015 1 16 /02 /febbraio /2015 08:12

Come sapete bene, a me al supermercato capitano di tutti i colori. un po' anche perché mi piace osservare la gente, immaginare, dialogare col prossimo. Anche se a volte non se lo merita affatto.

Ieri sera ero alla Coop, non c'era (stranamente) molta fila alla cassa e mi è capitata pure la mia cassiera preferita. Voi ce  l'avete una cassiera preferita? Io sì, anche se non ne conosco nemmeno il nome. E' una signora di colore, corpulenta quel tanto che basta per immaginarla a cucinare cajun e con un accento francese deliziosamente cantilenante. Non ne ricordo nemmeno il nome, come non credi lei ricordi il mio, ma è simpatica e ci scambio volentieri quattro chiacchiere ogni volta che mi fa il conto.

Davanti a me in fila un uomo sopra la sessantina, alto e grande come una montagna e dotato di una vistosa sciarpa a scacchi. Fa freddo, si sa, però.  Fa il piacione, raccontando ad alta voce alla cassiera paziente (ed a tutto il mondo circostante) le sue avventure di sciupafemmine ai tropici.
"Perché sa, io sono un playboy! Mi sono sempre piaciute le donne! Specie quelle del sud come lei."
La cassiera ride e passa la spesa.
Io mi infastidisco.
"Che poi sa, io sono un latin lover, le donne mi cascano ai piedi. Come mi vedono, eh: BUM! E a quale uomo non piacciono le donne?"
"Eh no, "risponde lei sorridendo "dipende dai gusti, signore. Ci sono uomini a cui piacciono le donne o gli uomini, ma anche alle donne possono piacere le donne. Ognuno fa quel che vuole!"
Lui ride, la cassiera ride, io scrollo la testa sarcastica. 
Tocca a me e le dico che certa gente che parla tanto dei suoi successi con le donne, poi alla fine non è così dotato come vorrebbe far credere al resto del mondo, né nel senso di fascino né di altro.
"Ma tu non sai quante gente è sola al mondo, soffre la solitudine e non vede l'ora di arrivare qui a fare due chiacchiere e dare un senso alla giornata." Mi ha risposto serafica la cassiera, con quel suo bell'accento francese così musicale, passando la mia spesa in scioltezza sul nastro..

Ecco, se mi avessero accoltellata sarei stata meglio., non ci sarei rimasta così male. Io arrivo lì, bella sarcastica, e con nonchalance  un sorriso lei m'ha riportato alla realtà oggettiva. Che spesso non è bella, non è cool e non si riassume in uno stato di facebook. 
Sono una brutta persona.
La solitudine è una tunnel senza fine, un sentimento che prende alla gola ma che è facile da dimenticare quando non se ne soffre più per qualche tempo. Ricordate quando avevo paura di morire sola coi miei resti divorati dal gatto? Ecco.

E se è vero che uno la vita se la costruisce un po' come vuole, non mancano occasioni in cui il fato ti fa uno sgambetto ed è sempre bene ricordarsene. Ricordarsi com'è guardare dentro quel buco e vedere solo buio.

Ed essere allegri, come la cassiera della Coop che non si spanzientisce mai e sorride, mostrando i suoi bei denti bianchi e ridendo con la musicalità del suo accento in fondo alla gola. Provare a vedere cosa vedono gli altri, senza farci incattivire dalla vita.

 

Mica facile, vero?


 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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