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9 febbraio 2015 1 09 /02 /febbraio /2015 09:31

In Italia c'è molto da fare per le Politiche Agricole.
Anzi, diciamola meglio: l'Italia non ha mai avuto una politica agricola degna di questo nome (soprattutto secondo mio padre, ragioniere in pensione riconvertito all'agricoltura), tant'è che la campagna è pressoché abbandonata in molte zone d'Italia e lasciata alla buona volontà dei pensionati, mentre in Stati più evoluti del nostro riesce addirittura a fare reddito.

Dicevo che, appunto, in Italia c'è molto da fare. Ed infatti c'è un Ministero della Politiche Agricole, con a capo c'è l'onorevole Maurizio Martina, un giovane classe 1978 (sbarbatello, per gli standard italiani, eh) che per una volta avrebbe tutti i requisiti per gestire tale ministero. In un paese in cui gente che non sapeva la differenza tra conto economico e stato patrimoniale gestiva il Ministero dell'Economia, lui almeno è laureato in Agraria. Non che sia sufficiente, per carità, ma almeno capisce di cosa sta parlando. Più o meno.

Il Ministro, il cui mandato riguarda anche le politiche alimentari e forestali, lancia per il 2016 una nuova campagna nelle scuole: dopo Frutta nelle scuole, che dal 2010 porta frutta fresca nelle primarie pubbliche di tutta Italia divulgandone il consumo e le proprietà, il Ministero pare che darà il via a Latte nelle scuole.

Latte.
Latte di mucca.

Sembra infatti che il consumo di latte e latticini sia in calo verticale e questo non è bene, quindi i bimbi vanno incentivati a berne di più. Ora, io sono intollerante alle proteine del latte e pure mia figlia, ma non è questo il punto. 

Il latte è un alimento che non è ben tollerato, a vari livelli, almeno da un terzo della popolazione italiana e non per caso: chi non lo digerisce infatti, non è difettoso, ma semplicemente non ha in sé la mutazione genetica che, in tempi abbastanza recenti per l'evoluzione umana ne ha permesso l'introduzione come alimento nella dieta dell'uomo. 
Io, per esempio, per niente.
E nella mia famiglia è mal tollerato anche da mia sorella  eda mio padre. E ora da Emma. Non vi sto a raccontare le avventure per trovare prodotti da bambini senza latte, è troppo tedioso e non voglio parlare di questo.

Quel che mi sconvolge della campagna "Latte nelle scuole" è la sua illogicità. Come faranno coi bambini che non ne possono bere nè consumarne  derivati? Li mettono nell'angolino? Gli danno una mela? E soprattutto, è davvero giusto bere più latte? Analizziamo la questione:

1) Ma il latte fa bene!!!! Che il latte faccia bene alla salute è una falsa credenza, lo dicono persino i pediatri. Il mio, ad esempio, non mi ha dato nulla con cui integrarne la mancanza nella dieta di Emma, quindi non sembra così indispensabile. Il latte che fa bene è quello materno, che il bambino prende fino allo svezzamento (o fino al nono imperativo da parte sua) e non quello di specie animali diverse. 

2) Il latte è sano! Che il latte prodotto da uno stabilimento industriale sia sano come quello prodotto dalla Lola (sic!) potremmo discutere a lungo. Certo sarà "pulito", ma l'allevamento industriale non può prescindere da mangimi equivoci e dalla somministrazione di medicinali.

3) Il latte fa bene alle ossa e alla salute! Il latte contiene calcio utile alle ossa, è vero, e per questo viene consigliato per l'osteoporosi. Ma contiene anche proteine animali, acide, che, per essere smaltite, consumano calcio. Se poi parliamo di grassi, a parte quello scremato, il latte ed i suoi derivati ne contengono davvero tanti e non mi sembra il caso di fare una campagna divulgativa poer il loro consumo, specie nell'ottica della lotta all'obesità infantile.

4) Ma le mucche, così carine!!!! Le mucche così carine vengono tenute negli allevamenti industriali in condizioni così orribili da rendere il vostro peggior incubo una fiaba da bambini. Senza considerare i danni ambientali che producono in mille modi diversi. Tutte le persone sane di mente dovrebbero di corsa diventare vegetariane, senza dubbio. No, non lo sono, ma per mancanza di volontà mia. Supplisco a questa mancanza cercando di limitare l'uso della carne e comprando solo ciccia di allevamenti che conosco. Sì, esistono. Tipo quelli del nonno di Heidi. Piccoli, nascosti, ma ci sono.

Detto ciò, non sono una talebana, una che crede alle scie chimiche, nè tantomeno una vegana infoiata che cerca di imporre le proprie idee.
Mi piace però ragionare con la mia testa e questa iniziativa, caro ministro Martina, sembra fatta  esattamente con la parte opposta del corpo umano.
Tanto è bella e giusta la campagna Frutta nelle scuole, tanto mi sembra mirata solo a risollevare le sorti di un settore produttivo in crisi questa. E non ci sarebbe nulla di male, caro MInistro, se ciò non fosse fatto sulla pelle dei nostri figli.

 

Attendo opinioni, di qualunque genere.

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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