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19 marzo 2015 4 19 /03 /marzo /2015 07:48

In fila all'Inps per una pratica che mi sta uccidendo l'anima, non posso fare a meno di lasciarmi andare ad amare riflessioni sulla gente e sul mio paese in generale.
Sarà che è un posto maledetto, pieno di gente incazzata, di bambini che piangono, di odori sgradevoli e di burocrazia, sarà che fare la fila non piace mai, ma come potrete immaginare non si tratta di riflessioni allegre.
Ho dovuto pure pagare il parcheggio all'esterno, perché per venire a sbrigar rogne che sono generate dalla burocrazia devi pure prendere le ferie e pagarti il parcheggio.
Mica vorrai credere che per far valere un sacrosanto diritto ti srotolino il tappeto rosso sotto i piedi?

Il futuro è l'anziano.
La gente in fila da sempre il peggio di sè, ma tu anziano pensionato perché mi vuoi per forza passare avanti a prendere il numero,? Sì, è illogico che diano i biglietti a mano e non ci sia un totem , ma è così per tutti e noi qui in fila non è che stiamo facendo un rave party. E se continui ad insistere, caro anziano col capello, sappi mi troverò costretta ad informarti che mia nonna mi ha insegnato sì il rispetto per la vecchiaia, ma anche a sputare in un occhio a chi cerca di fregarmi.

Burocratese mon amour.
Siamo un paese fatto al 99% di burocrazia, arma numero uno per non farti capire una mazza di quello che fai, e all'1% di stronzaggine travestita da piaggeria. 
Ho visto gente compilare moduli, fare la fila, parlare con l'operatore, tornare in fila a riempire moduli e ricominciare da capo all'infinito. 
Per me sono ancora lì e ci resteranno fino alla pensione (se gliela danno)

Immigrati. Ma perchè?
Tanti bambini piccoli, stamattina. Di tutte le nazionalità. E sì, anche stranieri. E mi son messa a guardare queste mamme che vengono da lontano, ma sono uguali a me. Ragazze giovani, mamme che guardano i propri figli come io guardo Emma ed hanno per loro gli stessi sogni che ho io: la felicità, un futuro tranquillo, tutto il bene del mondo. Da lontano, vengono. Sono arrivate in Italia magari da poco, oppure ci sono nate non lo so. Ad ogni modo son arrivate qui e sono in fila pronte a litigare con l'uomo allo sportello proprio come me. 
Mi sono scoperta a pensare che queste mamme sono davvero disgraziate, cercavano il meglio per i propri figli e sono arrivate in Italia, magari da molto lontano. In Italia. No, dico, io manderei mia figlia a scuola d'inglese a tredici mesi pur di assicurarle una fuga da questo cazzo di paese, e tu sei arrivata qui. Ma chi te lo ha fatto fare? Ma perché proprio qui? hai battuto forte la testa? Ma ti rendi conto, sì?Mah.

 

E poi?
Poi è arrivato il mio turno, ho trovato una persona gentile e forse (ma dico forse) ho pure risolto.

Ma mica finisce qui secondo me...

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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