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13 luglio 2015 1 13 /07 /luglio /2015 10:15

Cari genitori,

quando portate i bambini al mare non li portate nella jungla ai confini del mondo conosciuto. Non li depositate in un luogo oscuro, in una terra franca in cui le regole non valgono ed il rispetto verso gli altri e l’educazione vale quanto una dracma bucata. Cari genitori, mi dispiace per voi ma li depositate in un luogo libero, sì, ma in cui le regole devono comunque valere.
Almeno quelle basilari.

Se io vieto a mia figlia di buttarsi sotto l’ombrellone altrui e depredarlo della ruspa gialla che tanto anelava, tu perché devi permettere al tuo riccioluto pargolo treenne di depredare i giochi di mia figlia sbattendoli in ogni angolo della spiaggia mentre facciamo il bagno in mare? Senza considerare la tua vaghezza al nostro ritorno, che ha permesso alla tua progenie di continuare a giocare con il depredato senza batter ciglio né balbettare scuse appropriate. La prossima volta la ruspa, cara signora mia, gliela sequestro e la faccio pilotare a mia figlia verso il suo ombrellone, che lei è una gran fan del Sig. Toro.

Io capisco che i bambini sono bambini, signora mia, ci mancherebbe. Ma alzare sei metri cubi di sabbia per fare capriole e ruzzoloni e farli atterrare sulla faccia di mia figlia NON FA RIDERE nemmeno un po’. Che i suoi due mostri non si vengano poi a lamentare quando, tra vent’anni, lei non gliela darà manco morta. E farà benissimo. 

Ma soprattutto, cari genitori, al mare i bambini si sfiniscono, si caricano a molla e finiscono per trasformare giornate piacevoli in gironi danteschi. Urli, strepiti, capricci a non finire e simpatia a manetta. Se tutto ciò è generato dalla propria discendenza può anche (anche) venire tollerato, ma altrimenti genera nel proprio vicino di ombrellone la stess benevolenza della sabbia nelle mutande. Per evitare queste spiacevolezze, le strade sono due: 
1) far dormire i propri figlia la mare dopo pranzo, come faccio io con Emma che si schianta almeno due ore all'ombra godendosi la brezza marina, 
2) volare verso casa alla velocità di un supereroe, pregando che la macchina anestetizzi il brutto momento caratteriale dei propri figli.

No, rompere le palle non è una terza opzione, specie quando i figli altrui russano alla grande e io mi sono messa in testa l'idea di finire il libro che sto leggendo.

Lo so, sono bambini.
Lo so, ragionare come la vecchietta che da ragazzini ci bucava il pallone e rompevamo i suoi gerani con un colpo troppo lungo non mi fa onore.
Lo so, non ho pazinza.

Ma chi l'ha detto che ci vuol pazienza, se gli altri non hanno educazione?

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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