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15 luglio 2015 3 15 /07 /luglio /2015 09:00

La nascita di Emma per me è stata un piccolo grande miracolo, non mi sembrava possibile che io potessi fare qualcosa di così bello e grande, magico quasi. 
Ecco, la nascita della gnocca per me è stato un evento soprannaturale, quasi che mia figlia fosse Raperonzolo ed il suo arrivo un insperato dono magico.

E invece lei è qui, cresce e corre libera e spensierata come tutti i bambini del mondo dovrebbero essere. Ma soprattutto, con mio ingiustificato stupore, mi capisce.
Quando parlo, lei mi capisce. MI CAPISCE, avete presente? 
Lo so che ha quasi diciotto mesi, che è normale, che deve esser così, che ha un giusto sviluppo neurologico. Però capitemi: lei era quel gattino minuscolo che mi si attaccava alla tetta per mangiare, così piccola che avevo paura di romperla in mille pezzi. Lei era quella col pianto da interpretare, quella del Ma che c'avrà? Boh, saranno le coliche, no? e giù a ninnarla come se non ci fosse un domani.

E lei, la stessa lei ma quaranta centrimetri più alta, ora mi guarda con grandi occhi nocciola e sbattendo le sue ciglia lunghissime afferma: "Cacca". Inarca il sopracciglio e mi prende per mano, portandomi a cambiare il pannolino.

E' sempre lei che sproloquia seduta sul seggiolone, cercando di esprimere concetti aulici incomprensibili ai maggiori di due anni, ma che evidentemente nel suo mondo rivestono una certa importanza. E che terminano tutti con "Gnam gnam". 

La gnocca, la mia Emma, la Memi, lei insomma, ci prova: vuole comunicare. E questa è una magia gigantesca, che mi riempe di stupore e di commozione, da vera mamma mammoletta che riprende col cellulare ogni virgola della vita della propria prole per imporlo ad amici, colleghi e conoscenti. Anche agli estranei, a volte. Aehm.

Ma che posso farci se è bellissima e speciale?
Cresce, ed è palese, lo si vede ad occhio nudo. Ma quello che passa nel suo cervello resta per me il più grande dei misteri, il frullio nella sua testolina rimane per me una magia che non si può raccontare né spiegare. 

Una magia fatta di sinapsi inesplorate, di collegamenti impossibili e di mondi abitati da fate e folletti che vorrei capire ed incontrare.
E quando cerca di parlare, di dirmi qualcosa e io non capisco, lei si incazza e io continuo a non capire e mi viene da ridere e lei si spazientisce e sbuffa, non posso far a meno di commuovermi ancora.

E pensare all'adolescenza...

 

 

 

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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