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10 dicembre 2015 4 10 /12 /dicembre /2015 14:00

La maternità ti cambia, l’ho già detto.
Cambia tutto, non solo la quotidianità o il rapporto con gli altri.
Cambia te, le tue abitudini, il tuo corpo.
Il tuo corpo che era tuo, e che all'improvviso ti ritrovi deformato dal passaggio dell'essere umano più importante della tua vita e che non sai più riconoscere allo specchio.

Magari per Michelle Hunziker non sarà così e anche per tante altre donne fortunate, ma io allo specchio non mi guardo più e quando capita mi dico "No, non posso essere io".
Distolgo lo sguardo, è più forte di me. Quella allo specchio non sono io, non sono quella che vedo riflessa. Non posso essere io.
Mi guardo, o almeno ci provo, e mi viene automatico distogliere lo sguardo. 
Il mio corpo, la mia faccia, il mio vestito esteriore: non sono più io. 

Mi dico che tornerà tutto come prima,o quasi, che il tempo e la ripresa della solita frenetica vita aggiusterà tutto; ma non è solo questione di pancia indistruttible o di tette cadenti, e nemmeno di cellulite o chiappe che si arrendono alla forza di gravità.

Sia chiaro un concetto: non è che prima della gravidanza facessi a gara di gnoccaggine con Bianca Balti, né che avessi la tartaruga nella giusta posizione sulla pancia. Anzi, paradossalmente mi entrano cose che prima avevo accantonato.

E' una questione di sensazioni, di pelle.

E' il viso, ad esempio: sono io, quella? Guardo le foto del prima e no, non sno più quella. sono diversa, cambiata, deformata. 
Dove sono finita?
Forse nel buco che porta alla tana del Bianconiglio?
Ehi, c'è nessuno lì?
Vedo le foto di ggi è mi dico che 'sta cosa grigia non posso certo essere io.

Non che io rimpianga nulla, ci mancherebbe. La vedo dormire, ridere, crescere, saltare e comunicare in un vocabolario tutto suo e tutto il mio mondo all'improvviso ha un senso ed è perfetto.

Mi chiedo solo dove sono finita io.

 

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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