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7 gennaio 2016 4 07 /01 /gennaio /2016 19:00

Io e il mio compleanno abbiamo da sempre un problema concettuale: io non piaccio a lui e lui non piace a me.

Non si tratta di una presa di posizione, né la paura dell'avanzare dell'età. Semplicemente sin da piccola ho sempre trovato fastidioso un giorno in cui dover essere felice ed allegra per forza. Un giorno che, tra l'altro, per tradizione è sempre carico di aspettative; in tutti i romanzi rosa, il giorno del compleanno della protagonista succede qualcosa che la fa svoltare, o eventi che dovrebbero cambiare il corso della sua vita. Io, mai.

Da piccola per me era il giorno in cui si tornava a scuola, e già questo lo rendeva inviso ai miei compagni di classe. Ah, sei nata il giorno in cui si torna a scuola, mi dicevano ("Semmai il giorno in cui cominciano i saldi abbello! avrei risposto poi con gli anni). 
Come se non bastasse, con l'arrivo della pubertà prima e della adolescenza poi si è trasformato nell'obbligo di fare festa e di organizzare qualcosa di memorabilmente figo che potesse essere ricordato come la festa dell'anno per tutta la settimana successiva. E se poi alla mia festa non fosse venuto nessuno? Se non si fossero ballati i lenti? E se i miei compagni se fossero annoiati?  
Insomma, diciamo che l'otto gennaio l'ho sempre visto come uno scapato pericolo. 
E dire che io sono una che adora preparare ed organizzare eventi e feste fin nei minimi dettagli, ma solo per lavoro o per gli altri. Farlo per me mi genera un'ansia indescrivibile e se possibile, appena raggiunta l'età della ragione e della possibilità di decidere in autonomia, ho detto anche no.  No allo stress di organizzare feste, sì al piacere degli amici.
Senza fretta però, che siamo appena usciti da un tunnel di feste.


Eccoci qui, siamo arrivati ai 40.
QUARANTA.
C'è chi dice che i 40 siano i nuovi 20, ma per me che sono già nata un po' vecchia questo non è che abbia molto significato. Non mi sento diversa da ieri, né più vecchia né più saggia, nemmeno più scafata. Uguale, ma proprio uguale, a ieri.
Segno dell'età: dieci anni fa festeggiai i miei trenta con i miei amici in montagna, con quello che fu il più grosso ubriacamento collettivo della nostra compagnia di amici. Alle cinque del pomeriggio. Con la grappa ai frutti di bosco. Una storiaccia, per carità. Oggi invece lo festeggerò in pigiama con la gnocca, guardando la Pimpa.

E, in fondo, mi piace così.

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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