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18 marzo 2016 5 18 /03 /marzo /2016 08:00

- Emma, usciamo?
- No.
- Andiamo al parco? Ai giochi?
- No.
- Dalla nonna?
- NO.
- Dalla zia?
- NO.
- Allora stiamo a casa.
- NO.
- Allora usciamo?
- No. No. No.
- Aehm.

- Mami, io nanna.
- Ah, vuoi andare a nanna?
- No, nanna no.
- Ecco.

- Emma, ecco la cena. 
- NO. (accompagnato da uno sguardo torvo che Mercoledì Addams sembrerebbe in confronto una reginetta di bellezza anni'50)
- Ma come no, è la frittata! Il tuo piatto preferito!
- NO. (allontanando il piatto). NO, NO, NO!
- Fai come vuoi.
Seguono cinque minuti di silenzio musone, in cui nella mente di mia figlia si combatte l'inferno e che fanno seguito ad un ritmico tintinnio di forchetta nel piatto. Tra tigna e pancia, ha vinto l'appetito. 
Strano.

Tutto questo succede anche a casa vostra con cadenza oraria?
Benissimo, sono lieta di informarvi, qualora non lo sappiate ancora, che siete atterrati nei famigerati terrible two. I terrible two altro non sono che quel periodo temporale (in genere di qualche mese, se vi va male un anno o più) in cui la vostra piccola e paffuta creaturina decide che è arrivato il fatidico momento dell'affermazione della propria volontà sopra tutte le altre. Soprattutto sopra la VOSTRA.

Così, eventi in teoria semplici come lavarsi, vestirsi o fare la pipì si trasformano in veri e propri conflitti mondiali, che culminano con pianti e scene madri, non sempre del pargolo. E' che alla lunga questa tiritera diventa snervante, lo capisco benissimo.

Dicono che il segreto sia l'ironia.
Dicono anche che uno dovrebbe esserne felice, visto che è un momento di formazione psicologica molto importante per il bambino.
Dicono che l'importante sia cedere sulle cose futili ed essere fermi su quelle che non possono essere derogate in nessun caso. Ad esempio mai senza seggiolino in auto, nemmeno se le urla della vostra progenie rischia di incrinare il parabrezza, ma se in casa vuol girare con le galosce son problemi suoi. In fondo il figlio di una mia amica girava con una maschera da sub del padre calata sul viso. Per dire.

Dicono anche che poi passa. 
Dicono che poi ci si possa ragionare.
Dicono.

Che faccio, ci credo?


 

 


 

 

 

 

 


 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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