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28 novembre 2017 2 28 /11 /novembre /2017 14:00

C’era una volta una coppia di anziani, molto ma molto anziani, molto più anziani della media degli anziani.
Li incontravo sempre le mattine d’estate oppure i pomeriggi d’inverno, quelli azzurri azzurri in cui il cielo sembra dipinto.
Camminavano a braccetto per la provinciale che costeggia il Trasimeno, lui teneva sottobraccio lei con la mano sinistra e nella destra teneva un bastone da passeggio. Lei, viceversa, teneva sempre a braccetto lui con la destra e nella sinistra stringeva il suo bastone da passeggio. Camminavano così, con una strana andatura ondeggiante, quasi fossero due pinguini indecisi sul ghiaccio. Una andatura che già da lontano sapeva di comprensione reciproca, di amore.
O almeno, a me e all’Amoremio piaceva immaginarli così: due innamorati che tutti giorni vanno a passeggio, ma tutti tutti giorni della loro vita.
Una passeggiata di salute, forse. Imposta dal medico, magari.


È arrivata l’estate del 2017, afosa e caldissima, e io non mi sono meravigliata poi molto del diradarsi degli incontri e poi della loro soppressione. Fa caldo mi sono detta, torneranno.

È arrivato l’autunno e loro non sono tornati.
Poi è apparso lui, solo.
Una volta, due. Forse tre. Solo.
Non puoi pensar subito che sia morta!“ diceva l’Amoremio “Ti stai costruendo un film, magari è solo a casa che prepara una torta!
Certo. E io sono io quella che costruisce un film.
Ma non mi sono arresa, ho continuato a cercare quella fantastica coppia con gli occhi, ad inseguire quella camminata traballante nei miei pensieri.
Fino a oggi pomeriggio.
Rientrando al lavoro e passando per la provinciale assolata, in uno di quei pomeriggi azzurri azzurri che solo l’autunno inoltrato sa regalare, quelli col cielo dipinto.
Ed ho visto lui.
L’ho visto da lontano, bastone alla mano e giacchetta da camera rossa, quasi fosse un novello Hugh Hefner. Gli occhiali da sole, il bastone e quell’andatura leggermente claudicante, ma che in passato mi era sembrata piena di allegria. Ero sola in macchina, senza l’Amoremio, e non ho potuto fare a meno di rallentare.


Così l’ho visto, l’ho visto in faccia per la prima volta dopo tutti questi anni.
E ho visto disegnata sulla sua faccia tutta la tristezza del mondo.
E lì ho capito, ho capito di avere dannatamente ragione io.

Lei, il braccio destro, non sta facendo una torta.

Lei, ha deciso di lasciare questo mondo prima di lui.

Ed eccolo lì, lui, in quell’andatura un po’ incerta ma non ancora doma.
Vestito come si può vestire un uomo che vive da solo, o vive con dei parenti, ma non certo con l’amore della sua vita.

Magari non è così, magari tutto un film, solo nella mia testa troppo piena di immaginazione anche quando l’età la vorrebbe doma.


Sarà solo un film, ma oggi sono triste.

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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