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9 ottobre 2007 2 09 /10 /ottobre /2007 00:41
Sono sempre stata contraria alla saga del maghetto inglese nato dalla penna di J. K. Rowling.
L’ho sempre sottovalutato, schernendo chi ne era appassionato, elevandomi sopra i suoi fan in un delirio megalitico.
Perché io, si sa, leggo ben altro.
Ma non di solo Houellebeq si vive (e per fortuna, oserei dire…).

Ebbene, signori e signore, mi sono appassionata ad Harry Potter.
Sì, ebbene sì.
Ho cambiato idea.
Possono farlo tutti, perché io no?

Ho iniziato a fine giugno, quasi per gioco, con il primo capitolo della serie spinta da un caro amico e da uno spasimante che s’è arreso troppo presto.
Ne sentivo parlare in modo troppo entusiasta, la curiosità mi cresceva dentro.
In fondo, mi sono detta, era un libro piccolo e all’apparenza innocuo.
Giusto giusto 293 pagine e qualche illustrazione.
Proviamo.

Poco ingombrante e tutt’altro che minaccioso, “Harry Potter e la pietra filosofale” l’ho triturato in due giorni.
Ed è stato l’inizio della fine.
L’inizio di una mania che mi ha portato a macinare in allegria pagine su pagine, stesa sotto il sole estivo o arrampicata su di una panchina in pausa pranzo.
Mi sono lasciata allegramente trascinare nel mondo parallelo dei maghi, nelle vicissitudini del ragazzino con la cicatrice a forma di saetta sulla fronte.

Proprio stasera, sette ottobre, ho appena finito “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, il quinto libro, composto di ben 803 pagine.

A parte il genere fantasy che può non piacere, l’abilità della Rowling sta nel dipingere con colori completamente realistici un mondo nuovo, inventato completamente eppure vicinissimo e pieno di sfumature.
Un mondo in cui i Babbani (cioè i non maghi) non si accorgono di tutto ciò che gli frulla intorno o sono vittime di incantesimi per modificare la memoria, in cui le scope volanti sono normali mezzi di locomozione e la Metropolvere si può andare da un camino all’altro in tutto il mondo.
Come non appassionarsi?

La saga di Harry Potter, com’è arcinoto, si articola in sette libri, l’ultimo dei quali verrà commercializzato in lingua italiana il 5 gennaio 2008 (c’è sempre la versione inglese, ma le diverse traduzioni di nomi di persona e di luogo potrebbero generare confusioni, io consiglio di aspettare…) e narra sette anni di vita del piccolo mago, una sorta di passaggio dall’infanzia alla vita adulta in cui dovrà imparare a lottare contro il male.
Lo schema è semplice, la storia piuttosto lineare; ogni libro si dipana come un piccolo giallo da risolvere in cui i cattivi non sono poi così terribili e viceversa.
Il tutto condito dalle invenzioni geniali della Bowling, come il complicatissimo gioco del Quidditch o le fantastiche caramelle Tuttigusti + 1.

E mentre il percorso pedagogico di Harry si dipana, impariamo ad amare anche gli altri personaggi della serie; lui cresce, diventa adolescente, la storia cambia e si trasforma in un percorso che lo farà diventare uomo.

Un appunto devo farlo alla casa editrice Salani: io capisco che con la saga di Harry Potter ci risanate il bilancio, che vende e vi permette di pubblicare anche autori “minori”… ma si può pagare un libro uscito nel 2003 ben € 24,00? Per essere chiari, quasi cinquantamila vecchie lire.
Non si può, non si può.
Per il sesto tomo della serie dovrò aspettare un po’, magari fare un giro negli ipermercati che in genere scontano i libri (ah, che isole felici!!!).

Insomma, mi sono appassionata.
Certo, non posso dire che i libri della Rowling mi abbiamo cambiato la vita o abbiano lasciato un segno. Non sono nemmeno paragonabili alle opere di Tolkien, ed “Il Signore degli anelli” è proprio un altro pianeta. Non sono una fan alla ricerca instancabile di news, immedesimata fino al midollo.
Ma è una lettura godibile, divertente ed appassionante.
Si può volere di più?

Divertente storia, certo.
Di cui, però, la sua autrice sta cercando di sbarazzarsi. Stanca dell’immedesimazione in una saga che ha reso lei e la sua famiglia multimiliardari per generazioni.?
Mi sono ricreduta su Harry ed il suo mondo, avevo giudicato senza infilarci dentro il naso.
E sbagliavo.

Ma su Dan Brown mica no…


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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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