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2 marzo 2011 3 02 /03 /marzo /2011 13:33

Un mio caro amico giorni fa mi gira, incattivito come il mio gatto a caccia della balorda cimice che contnua (geniale e subdola) a sfuggirgli giorno dopo giorno, un link per una petizione on line.
Ora, oggigiorno c’è una petizione on line per tutto, da “Berlusconi dimettiti” a “Salviamo la tipicità dei cetriolini sott’olio”.

Per dire.
Quindi il mio scetticismo è stato subito palpabile.
Tuttavia questa segnalazione mi ha permesso di venire a conoscenza di una diatriba sul web molto accesa e che francamente ignoravo.
Pare che la pietra dello scandalo sia, come un po’ tutto ultimamente, la celebrazione di questo anniversario dell’Unità d’Italia che tanto rompe alla parte leghista del nostro governo.
Pare infatti che la RAI abbia scelto Giovanni Allevi per eseguire e rimodernare l'Inno di Mameli per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Il tutto dirigendo l’Orchestra Sinfonica della RAI stessa. Pare anche che questo abbia scatenato le ire funeste di esperti di musica classica e amanti in genere, nonché degli addetti ai lavoro.

Senza contare che per tutto il 2011 la versione Allevi del già troppo discusso nostro Inno nazionale sarà sigla di apertura dei programmi di Radio Rai con conseguente corresponsione di diritti Siae per aver revisionato il pezzo. E con la crisi dei teatri a molti è sembrato uno spttanamento di denaro pubblico mica da poco.
Allevi sarebbe, a detta degli esperti del settore, il Federico Moccia della musica italiana (Oh m-i-o D-i-o!!), espressione della svendita del patrimonio classico, plagiatore fin nel midollo, ruffiano e piacione nella sua totalemancanza di cultura.
In più gli addetti ai lavori lo tacciano di essere un falso
modello per i giovani che studiano musica dentro e fuori dai Conservatori privo di serietà, preparazione e cultura.
Ad infastidire è anche l’aura finto innocente di  Giovanni Allevi, un’aria da folletto dei boschi che emerge dalla brughiera solo per suonare, che ha dichiarato di non avere un pianoforte in casa perché va in concerto e suona, senza studiare le sue performance. Diffondendo così si diffonde l’idea che studio e applicazione non servano a niente, che il successo arriva con facilità e per botta di culo.

Ah. Ecco.
 
No, perché io ad un concerto di Allevi ad Assisi ci sono stata e mi è anche piaciuto molto. Ed ho anche scar... ehm… ehmm… cof, cof… comprato diversi suoi cd che ascolto immancabilmente mentre faccio le pulizie. Dovreste vedere come vado spedita con straccio e ramazza dietro le sue note, meglio di un ippopotamo rosa di Fantasia, altrochè!
Non pensavo che potesse essere il male personificato, nonché il nipote acquisito di Apicella.
A mia parziale discolpa posso dire che io di musica strictu sensu non ci capisco una cippa. Maestri e professori alle elementari prima e alle medie poi, hanno tentato inutilmente di insegnarmi non dico a leggere la musica, ma anche solo a disegnare palline sul pentagramma.
Con esiti disastrosi: non ho mai compreso il legame tra le note disegnate storte sul pentagramma e la musica.
Il trauma si è ingigantito a dismisura con l’introduzione del famigerato flauto dolce di plastica con cui non sono mai riuscita a suonare nemmeno Fra Martino Campanaro, ma tutt’al più a sputacchiare per casa e rendere parzialmente sorda da un orecchio mia sorella minore.


Detto questo, ribadisco che io con Allevi ci faccio benissimo le pulizie.
Volteggio. Piroetto. Faccio la polvere.
Mi piace, ok?
Perché me lo volete togliere?
E’ musica da ascensore? Sì, forse.
E’ farlocco? E’ un plagiatore? Boh, che ne so.
E’ un finto autistico che cerca di ingraziarsi le folle? Secondo me una rotella o due gli mancano per davvero.
Checco Zalone suona meglio di lui?
Chi sono io per giudicare?

 
Tuttavia, nella mia immensa spocchia voglio capire. Se lui è davvero un cialtrone pompato dai media e dalle case discografiche fatemi capire e rendetemi edotta.
Senza polemiche, dico davvero: voglio migliorare.
Consigliatemi, educatemi all’ascolto, fatemi nomi e datemi idee.
 
Non lasciatemi nell’ignoranza…

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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