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24 giugno 2008 2 24 /06 /giugno /2008 10:33

Nonostante il caldo asfissiante del passato fine settimana, in cui comunque ho dato una bella botta alla mia tintarella, mi sono ritrovata col mal di gola.
In questo momento ho una specie di gatto selvatico urlante che gioca ad acchiapparella con le mie corde vocali e non pensa proprio di smettere per adesso.

No, niente avventure erotiche in camporella o all’aperto.
Sono anziana, dovreste saperlo.
Mi piacciono le comodità.
 
La “colpa” di tutto ciò è di Giovanni Allevi.
Già, perché dopo un inverno intero passato ad ascoltare “Joy” a palla nel lettore mp3 (mi dovreste vedere che meraviglia che sono al supermercato mentre compro il tonno e piroetto) non mi sono lasciata la prima del suo nuovo tour “Evolution” e la conseguente uscita dell’album omonimo.
Ora, io lo so che Allevi è molto di moda in questo periodo e che se vuoi fare quella che ci capisce di musica un po’ snob e sofisticata è perfetto decantare il suo ascolto nell’I-pod. Tuttavia a mia discolpa posso dire che:
- Io-lo-conoscevo-già-da-prima grazie alla straniera di San Feliciano ed alla sua passione ultradecennale per il piano. Lo so che tutti dicono così, ma è vero lo giuro. C’ho le prove ed anche un paio di testimoni. Giuro.
- Non c’ho l’I-pod, ma uno scassatissimo lettore mp3 della Samsung comprato a San Marino che a volte mi si ribella mischiandomi l’ordine alfabetico a casaccio e spegnendosi sempre sul più bello. Insomma, l’antitesi della fighetteria tecnologica.
- Io non posso fare la snob musicalmente parlando, visto che nonostante i ripetuti sforzi di maestri e professori prima, dell’insegnante del coro poi, nella mia testa non sono MAI riuscita ad associare le note ed i segni stampati sul pentagramma ad un qualunque tipo di suono. Dev’essere una specie di tara, perché nonostante i miei sforzi non ci sono mai riuscita. E ora che ci penso nessuno dei miei familiari o parenti ha la passione o anche solo lo sfizio del suonare un qualsivoglia strumento. Lo sapevo, è genetico.

E’ che io vivo la musica così come vivo la pittura e l’arte in genere: in maniera empatica, da bambina appassionata che nulla sa e che è attirata dal bello e da ciò che le suscita emozioni.
Oddio, scritto così suona malissimo sembra un discorso da Maria De Filippi, ma è vero.
Mi pongo con la massima reverenza verso le cose che non capisco, verso una espressione della creatività di cui non sarei mai capace.

Con la letteratura invece sono molto snob.
Li chiamo per nome i libri, io.
Ma questa è un’altra storia.

Ad attirarmi al concerto non è stato solo Giovanni Allevi, ma anche la bellissima cornice in cui si è svolto il concerto: il sagrato della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi.
Assisi è un posto magico, fuori dal tempo.
Un posto dove anche chi non crede sente salire dentro di sé un afflato di spiritualità, dove Dio o chi per lui ti sembra essere vicino a portata di mano.
Lì per la prima volta nella storia era stato allestito un palco sul quale avrebbero suonato Allevi con l’orchestra dei Virtuosi Italiani.

E così, dopo un panino da Mc Donald’s (giusto per non perdere il contatto con il mondo reale) ci siamo buttati sul prato del sagrato, proprio leggermente sopra la celeberrima scritta “PAX” ed abbiamo atteso la magia di Giovanni.
Prima si è esibito da solo con brani tratti dai suoi album precedenti, poi come direttore d’orchestra. Infine ha suonato con l’orchestra i pezzi del suo nuovo album.
Lui, con la sua arietta da nerd scaltro, intrattiene il pubblico con piccoli monologhi buffi e teneri. Studiati, dicono i maligni detrattori, ma io non ci credo.
Anche in una serata come questa, la mia preferita resta sempre “Back to life”, ma la nuova “Come sei veramente” mi ha fatto scendere una lacrima.

Dopo quasi due ore di concerto e due bis siamo tornati a casa in silenzio.
Leggeri.
Emozionati.
E consapevoli che la vita può ritagliarti attimi meravigliosi di luce.

Dopo tutto questo splendore, vi starete chiedendo: ma come hai fatto ad ammalarti?
Stateci voi su un pratino (seppur santo e mistico) due ore, con l’umidità di una notte estiva!!!!

Non c’è nulla da fare, sono anziana…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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