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5 marzo 2008 3 05 /03 /marzo /2008 23:11
Faccio outing: io “Amici” lo guardo da sempre.
Addirittura da quando di chiamava “Saranno famosi”.
E questo nonostante la De Filippi ed il suo entourage mi stiano simpatici come un herpes genitale.
Però appartengo alla generazione cresciuta con il “Saranno famosi” quello vero, quello di “Fame, I'm gonna live foreveeeer!”, quello di Leroy Johnson e della signorina Grant che redarguisce gli alunni della scuola agitando un bastone (tanto per far capire chi comanda).
Proprio per questo non posso assolutamente scappare dal meccanismo del gioco e non riesco a venirne fuori.
Anche se la simpatica Maria, dolce come un rottweiler picchiato a sangue da cucciolo, ha trasformato il suo giocattolo da un talent show ad una di quelle trasmissioni che riescono bene solo a lei, uno di quei pasticci fatti di lacrime, buonismo, litigate gratuite, aizzamenti e RVM come se piovesse.
Insomma, il vomito.

Sinceramente, credevo che il fondo si fosse toccato con l’eliminazione arbitraria di Nicola Gargaglia, ma quello fu solo l’inizio.
Da lì è cominciata una parabola discendente senza fine, fatta di manovre autorali, ricerca della lite, cattiverie gratuite, Platinette.
Pensavo che potesse andar male, ma non così.
Quest’anno è davvero l’apoteosi.
Alunni senza talento, professori in preda a sbalzi ormonali e crisi isteriche, autori alla ricerca del sordido più sordido, delle fragilità, dello scheletro nell'armadio che più o meno tutti abbiamo.
Che schifo...
Vogliamo parlare della tirata “Yes we can”? Spero che Obama non lo venga mai a sapere oppure che faccia causa a Zanforlini e a Chicco strappandogli tutti gli introiti derivanti dai loro libri infimi per darli in beneficenza ad un ente a caso.

Riassumo brevemente per i not addicted.

Su migliaia di ragazzi che si sono presentati ai provini, quest’anno sono state selezionate due ballerine:
- Susy decisamente tamarra e culona, surrogato deformato di Britney Spears (e per questo icona gay? Vuoi vedere che è per questo che Garrison la ama tanto?), capello bicolore e ammiccamenti da cubista arrapata.
- Giulia, una camionista che solo un sadico poteva far vestire di bianco. Per l’amor del cielo, balla bene l’hip hop e non si discute. Ma se continua così a Leon viene l’ernia al disco, pover'uomo.
Ora, capirete bene che se solo avete mai visto da lontano un balletto, loro due non possono farne parte. E non è sufficiente che lo vogliano, che ci mettano il cuore e che si impegnino.
Se c’hai la gamba corta, c’hai la gamba corta, arrenditi. Non dovrebbe essere la Celentano a dirtelo, ma lo specchio. Non ce ne hai uno a casa tua?

Non che i cantanti siano messi meglio, non c'è di che scialare.
Però rientrano almeno nella decenza.
Ma le ballerine...

E lo so che quella non è una “scuola” e che ste due poveracce non hanno colpe. Ma che messaggio si dà alle ragazzine che buttano la loro paghetta nel telefoto tarocco?
E non c’è necessità di tirare in ballo l’anoressia, che è una malattia seria!
La realtà è che per far tutto ci vogliono i requisiti necessari, fisici o interiori che siano, non raccontiamoci balle in nome di un finto buonismo populista.
Ma che, Berlusconi docet?
In una parola, pure banale, ci vuole il talento. E pure predisposizione.

Perché se è vero che basta volerlo, da domani io sfilo per Gucci.
Cacchio.

Detto ciò, sono in crisi da rigetto.
Finché è andato in onda di domenica, la trasmissione aveva un perché. Con le mie amichette ci si riuniva per cena e si stava a chiacchierare usando come pretesto le mise sadomaso ed orride di Maria, le polemiche gratuite e le spalle del Mariottini. Che è sempre un bel vedere, anche se rientra quasi nella pedofilia. 
Si banchettava, rideva e ci si dilettava nel gossip fino alla fine dello show, approfittando dell'occasione futile per crearsi un appuntamento fisso.
Ma di mercoledì non è possbile, non si regge.
E vuol dire che ci riuniremo senza la De Filippi.
Pazienza.
Peggio per lei.

Io stasera mi sono accorta che non riesco a vederne più di cinque minuti di fila.
E con nostalgia, ricordo i bei tempi andati, quando c’erano talenti per tutti i gusti ed era un piacere guardare le esibizioni.

Che ne dite, pratichiamo l’eutanasia?

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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