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9 aprile 2013 2 09 /04 /aprile /2013 08:28

images-copia-1.jpgUna mia cara amica me l'aveva detto: non guardalo, ti farà star male da cani.

Ma non è bello? Ho chiesto io con candore.

Molto, sì. Ma tu non guardarlo, che sennò mi finisci in depressione.

Ovviamente non l'ho ascoltata, ed ho scoperto così troppo tardi che aveva pienamente ragione.

 

Ma io sono coriacea e così sono andata dritta per la mia strada d ho costretto alla visione di “Amour” anche l'Amoremio. C'è da dire che tra le mie molte fortune c'è anche quella di non avere un compagno rompiballe in tema di cinema, anzi. Considerando che ha adorato “The tree of life”, con lui proponendo un mappazzone vado sempre sul sicuro.
“Amour” però ci ha spiazzato.

 

Tredicesima opera del regista austriaco Michel Haneke, “Amour” è il vincitore della Palma d'oro al 65° Fetival del cinema di Cannes. Racconta la storia di Georges (Jean Louis Trintignant) e Anne (Emmanuelle Riva), due ottantenni ex maestri di musica che si incamminano verso una vecchiaia serena, nonostante qualche reciproca ruvidità, quando una prima paralisi e poi una seconda tolgono mobilità e fin quasi la parola alla donna. Inizia così una specie di calvario che lo spettatore sa già come finirà e che Haneke racconta con uno sguardo da studioso dei sentimenti, che lascia poco spazio all'immaginazione e soffoca lo spettatore con una angoscia che rimane anche dopo la visione del film. Bellissima la fotografia, che alterna sprazzi inaspettati di colore in ambienti grigi che sembrano non avere più nulla da dire.

Il regista racconta senza compiacimento i momenti di svolta narrativa come le prove più strazianti che la coppia subisce, fino all'inevitabile epilogo. I protagonisti, magistrali ed intensi, scioccano il pubblico per la loro nudità interiore, lasciando un senso di impotenza nello spettatore.

 

L'ho detto che mi ha sconvolto, vero?

 

Alla fine del film io e l'Amoremio siamo rimasti in silenzio. Io, personalmente, mi sentivo senza nulla di intelligente da dire, svuotata del senso della routine quotidana.

Non mi lasciare mai, tantomeno così.” mi ha detto lui.

Nemmeno tu” ho risposto io di rimando.

E sono andata a fare una tisana al finocchio, ché mi pareva adatta.

 

Amour” è, appunto, un film sull'amore. Non un film sull'eutanasia, sulla vecchiaia, sull'egoismo dei figli. E' un film sull'amore totale, asfissiante, senza negoziazioni e sensi di colpa.

Un amore che lotta contro il disfacimento del corpo umano, contro la mancanza di dignità della malattia, contro il tempo stesso che passa inesorabile.

 

Guardatelo, è bellissimo.

Ma poi dietro guardetevi un film idiota (noi abbiamo visto questo), che vi faccia ridere e vi riporti al cinismo ed all'ironia che sono indispensabili per vivere sereni.

 

Altrimenti non se ne esce, eh...

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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