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25 agosto 2004 3 25 /08 /agosto /2004 11:08
Mia sorella è una vera stronza.
Irritante, bigotta e comandina.
Presuntuosa e convinta che il restante universo non sia in grado di sopravvivere senza i suoi preziosissimi consigli.
E' saccente.
E' capace di atterrarmi con una sola battuta tagliente, sprezzante.
Ventidue anni di vero e pura spocchiosità distribuiti per 1 e 70 di altezza.
Micidiale.

Mia sorella è un angelo.
Una spalla su cui piangere quando la vita ti prende a schiaffi.
Quando la persona attorno alla quale scioccamente facevi girare la tua vita ti prende e calci sul muso, lei c'è.
Quando nessuno ti può capire, lei c'è.
E' l'allegria, il sorriso, la forza che non si arrende mai.
La stoica frustrante certezza nell'ordinario.
E' la consapevolezza che tutto andrà bene.
E' le corse a perdifiato in giardino davanti al cane con le gambe più corte del mondo. Il nostro cane.

Mia sorella è fragile, troppo.
E butta sulle sue spalle una corazza fatta d'acciaio perforato. Impenetrabile. Cupa. Tetra. Aggressiva. Senza feritoie.
O quasi.

Mia sorella ha trovato un gattino abbandonato.
Piangeva sotto la pioggia, come in una vecchia pubblicità della Barilla. Aveva un occhio ferito, pieno di pus, sanguinante e macilento. Un'altra sarebbe andata via schifata, ma lei no.
L'ha portato a casa, l'ha curato.
Se n'è fregata della mia gatta matrona di 15 anni che soffia e sbuffa ogni volta che un gatto entra nel suo territorio.
L'ha chiamato Poldo.
L'ha coccolato e nutrito, ma non è bastato.
L'ha portato dal veterinario.
Ha tentato tutto.
Ma ha una infezione gastrointestinale incurabile, che lo sta dilaniando. L'occhio è guarito, ma la visita ha rivelato una triste verità.
Poldo è ridotto un mucchietto d'ossa, meno di un chilo.
Soffre. E' debolissimo.
Si muove lento, miagola appena. A prenderlo in braccio non pesa niente, il contatto della mano sulla sua scatola toracica mi fa sussultare.

Poldo stamattina verrà soppresso.

Per compassione.
Con il dolore di mia sorella e della mia famiglia tutta. Tra le lacrime.

Perché un'altra strada non c'è.

C'è voluta andare sola, ha rifiutato di essere accompagnata.
"E' una cosa che devo fare io, da sola" mi ha detto.

La ammiro.
Sono orgogliosa di lei. Poteva lasciar morire quel gattino abbandonato e reietto, nessuno l'avrebbe mai saputo. Poteva non spendere per il veterinario, che differenza avrebbe fatto?
E invece no.
Invece ha investito un po' del suo tempo e del suo amore su di lui, ed ora aspetta che la puntura letale lo porti via. Nonostante tutto il suo impegno. Nonostante le lacrime e l'amore.
E' un'ingiustizia.
Non doveva finire così.
No, non mi va giù.

La vita dovrebbe essere come nelle sit-com americane. Sei fai tutto bene, se fai la cosa giusta, alla fine dovrebbe andare tutto bene.

Non così...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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