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24 gennaio 2006 2 24 /01 /gennaio /2006 13:14

C’è che oggi volevo scrivere uno di quei pistolotti avvelenati contro gli uomini. Uno di quei peana che fanno alzare in piedi dalla seggiola e battere le mani con convinzione tutte le donne all’ascolto, tutte almeno una volta tradite e/o sedotte ed abbandonate e/o scaricate senza una parola.

Uno di quei discorsi cinici e post-femministi, cattivi e, diciamocelo, gratuiti capace di scatenare una guerra che nemmeno te la immagini.
O meglio, il sesso forte non immagina.

Volevo chiaramente affermare che la stirpe maschile, sciagurato frutto amaro dell’evoluzione darwiniana si divide in due branche distinte e ben separate, che poco hanno da dirsi fuori da un campo di calcetto o da un livello di Resident Evil: i conigli ed i maiali.

L’Uomo-Maiale.

Il cd Uomo-Maiale è diffuso un po’ a tutte le latitudini, soprattutto nella fascia d’età 20/30, ma non disdegna fughe in età superiori. L’Uomo Maiale (o, in senso ancor più realistico e dispregiativo, l’uomo-porco) è colui che subdolamente promette ammòre, mari, monti e paradisi artificiali non meglio identificati, per poi cedere a tutte le tentazioni della carne che Venere ha messo sulla terra.
Affabulatore e pallonista, addominale a tartaruga e bicipite in bella vista, in genere è facilmente identificabile al primo appuntamento, quello in cui allunga le mani per tentare una visita ginecologica in diretta a tuo esclusivo. Al soggetto in questione si applica l’ormai mitico “
Teorema della mucca nuova”, che lo spinge a cambiare la sua mucca vecchia ed oramai ben conosciuta appena ne scorge all’orizzonte una nuova da montare, successivamente abbandonata per una ancora più nuova.
Da qui, ma solo se l’Uomo-Maiale ne ha gli attributi, l’evoluzione in
Uomo-Toro, che ne rende agli occhi delle donne concupibile la conoscenza.
L’animale spesso racchiude in sé un certo fascino perverso, quello dell’uomo che non deve chiedere mai, cinico, distaccato, misterioso, dolorosamente solo. Tutta scena, nonché tentativo appena sufficientemente esaustivo per cercare di involgersi in Uomo-Bukowski, capace di affascinare solo donne fino ai 25 anni o, oltre tale limite d’età, socie del MENSA conclamate e note come Flavia Vento.
I rituali dell’Uomo-Maiale sono piuttosto semplici, e questo ne spiegherebbe la diffusione invasiva della specie: per accoppiarsi fa fede sulla buona fede della ignare Donne-Fagiane di tutte le età, alla ricerca di quella persona diversa che l’affabulatore fa credere di essere, per poi svelare presto o tardi (presto, spererei per la povera fagiana) le sue porche intenzioni ed attrattive, nonché il suo ravanare tra una femmina e l’altra.
Ad un certo punto della sua esistenza, un punto oserei dire cruciale, l’Uomo-maiale incontra la Donna-Mucca, così etichettata non per la sua capacità polmonare (ma a volte sì), ma per la sua innata capacità bovina e frustrante di assecondare e rispondere come un muro di gomma alle necessità ed asperità dell’animale. Come crisalide che diventa farfalla, esso degenera in Uomo-Talpa, meglio conosciuto dalle masse come Uomo-Zerbino.

ATTENZIONE!
Essendo una specie invasiva e devastante, capace di ingenerare nelle sue vittime odio e malcelato cinismo riguardo tutta la specie maschile, se ne sconsiglia la frequentazione, anche occasionale e se ne vieta la riproduzione, anche in vitro.


L’Uomo-Coniglio.

Se l’Uomo-Maiale ha la sua fascia d’età tipica situata tra i 20 ed i 30 anni, l’Uomo-Coniglio dispiega il meglio di sé varcata la mitica soglia del trentennale. Anzi, possiamo affermare che, secondo i nostri studi, la creatura manifesta i primi segni della sua vera natura solo dopo in età thirty-something e non prima. Nella rara eventualità che ciò accada, il soggetto va preso e messo immediatamente in isolamento, per studiarne le compulsive ossessioni in forma precoce e poter sperare in una cura.
Partiamo da un presupposto: l
’Uomo-Coniglio è il peggio che possa capitare ad una donna.
Se è vero che l’Uomo-Maiale genera immani sofferenze, è anche portatore di grandi anche se momentanee gioie che rendono giustificabile la sua fama e la bramosia che lo circonda, è anche vero che questo difficilmente si può dire per l’essere in questione.
L’Uomo-Coniglio, dopo un titubante inizio fatto di appuntamenti romantici e sguardi languidi, può decidere di fare il passo successivo (qualora sia refrattario pure a questo, involve nell’Uomo-Struzzo o misogino di professione che dir si voglia), instaurando una relazione tiepida e discorsiva, fatta di dico-non-dico, di attenzioni che possono (e non devono, ahi ahi!!!) indurre la Donna Trentenne a sperare in un coinvolgimento sentimentale un po’ più estesa dell’affetto riservato usualmente agli animali domestici.
Ma quando l’Uomo Coniglio fiuterà con l’olfatto potente che lo contraddistingue la minima avvisaglia di cosa seria, verrà subissato dai suoi traumi precedenti, comprese ex ragazze virago e sadiche, nonché dai suoi problemi lavorativi, familiari, sociali, empatici, spirituali  e con la playstation.
Paura, paura, paura.
Il tutto per dire alla Donna Trentenne che no, non si può. Che lui le vuole tanto bene, che la stima come persona, che è stato bello, ma che lui rovinerebbe tutto perciò no, non ci siamo.
Saluti e baci.
Bye bye, sayonara, aufidersen, au revoir!
Come avrete capito, l’Uomo-Coniglio non deve la sua nomenclatura non alla sua sbrigatività sessuale, quanto alla sua incapacità di assumersi responsabilità almeno paragonabili ad un bambino di terza elementare. Se il bambino in questione viene scoperto dalla maestra ad alzare le gonne delle compagne per vedere il colore delle mutandine, affermerà che sì, è colpa sua.
In un simile frangente, l’Uomo-Coniglio ricorderà i traumi della sua infanzia partendo dal distacco dall’utero materno per poi giungere alla drammatica perdita del ciuccio ad opera del fantasma formaggino.

Ecco, questo volevo scrivere oggi.
Bèh, più o meno.
Magari mi sono un po’ temperata ed ho evitato gli insulti.

Ma poi ho riflettuto.

Ho riflettuto ed ho capito che è troppo facile così. Per una donna, per me, è molto più facile pensare che l’uomo che mi ha appena scaricata o che non mi vuole sia un maiale o un coniglio, che pensi solo al sesso o che non abbia le palle per stare con una come me.
La realtà, ahimè, è molto più complessa e dotata di sfaccettature di una puntata di Ulisse, e spesso coincide con un’unica ed indissolubile verità: LUI NON VUOLE ME.

E non è facile da accettare, non è semplice arrivare alla conclusione seppur ovvia che, “Bon ci si è provato e non è andata, non mi sono innamorato di te nemmeno un pochino, adieu! Restiamo amici come prima.”
Amici de'chè?

Più facile nascondersi nella rabbia e nel rancore, nella generalizzazione dovuta alle pessime esperienze del passato che segnano a fuoco manco fossimo mucche nel ranch di Dallas.
E allora?
Allora nulla, bisogna avere la forza di lasciarsi tutto dietro e tenere la porta del cuore se non proprio aperta, almeno accostata.


Ché il prossimo almeno dovrà bussare, cacchio.

 

 

Ps. Mappatevi, o lettori psicotici di questo meraviglioso blog!

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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