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3 marzo 2010 3 03 /03 /marzo /2010 23:20

Vi ricordate le puntate precedenti della storia?
Allergia, asma, dottori inconcludenti… bèh, ora grazie alla medicina “alternativa” mi sembra di intravedere una luce in fondo al tunnel.
Ma andiamo per ordine.

Due settimane fa,  eccomi qui con i risultati del test citotossico alimentare.
Vado a ritirare le analisi, una gentile dietista me le spiega, indicandomi i fattori che sconvolgeranno la mia dieta. Per quattro mesi. Ma anche per tutta la vita, pare.


In pratica sono intollerante a:
- le proteine del latte
- le proteine del grano
- le solanacee e cioè pomodoro, patate, melanzane e peperoni
Meraviglioso. Perfetto.


A parte melanzane e peperoni che odio, è esattamente TUTTO ciò di cui mi nutro. Oh, che meraviglia!
Per prima cosa acchiappo l’AmoreMio e andiamo da Mc Donald’s a “festeggiare” con un CBO maxi e una montagna di patatine fritte. Col ketchup.
E via, tanto perché peggio di così non è che può andare. Assaporo ogni singolo boccone del mio ultimo pasto trash, consapevole che dal giorno dopo si cambia regime.
E infatti via pane, pasta, pizza, torta al testo, muffin, plumcake, crackers, biscotti e qualsiasi cosa buona vi venga in mente.
I Ringo, per dire.
O i Baci Perugina, anche.
Persino il Kinder Cereali. Per dire.
Senza considerare il salame o il prosciutto cotto (c’è il latte nell’impasto), le barrette di cereali (c’è il grano), le lasagne della mamma (c’è un universo quantistico parallelo dentro) e tutta una serie di schifezze a cui tutti siamo un po’ abituati e dipendenti, prima tra tutte LA NUTELLA.

La prima settimana è stata dura.
Macinare gallette di riso e mais come un criceto sulla ruota non ha aiutato il mio corpo a superare lo shock da carenza di carboidrati e zuccheri.
Mi sono trovata spesso imbambolata, scossa da brividi di freddo come una tossica, incapace di concentrarmi su un discorso poco più che elementare e col cervello di Flavia Vento. Brutto, ma ora ho provato cosa si prova, almeno.
Non dico i Bucaneve, ma le fette biscottate? No, c’è il grano?
Uno yogurtino Vitasnella? No, c’è il lattosio! Ma come, è poco più che acqua!? NO!
Una caramella? No, c’è il lattosio!
E che due palle!!!
E giù gallette.
E una fame devastante.
E per di più lo yogurt di soia fa letteralmente schifo!
Poi, quando stavo per arrendermi a provare il miglio dei canarini, una amica salutista, colta e glamour mi ha indicato la via della salvezza: Naturasì.
Appena entrata nel negozio ho scoperto talmente tanti prodotti che POSSO mangiare da avere voglia di ballare tra le corsie del supermercato come una novella Fred Astaire in preda alle convulsioni. Biscotti al kamut, al farro, ravioli al tofu, germogli di erba medica.
Un nuovo mondo.
Bio-chic dicono i denigratori. Questione di sopravvivenza, dico io.
Così, dopo l’iniziale choc a cui ho sottoposto il mio organismo ho iniziato ad adattarmi.
Mi sono sgonfiata, la gastrite che pensavo mi avrebbe attanagliato a vita è sparita e mi sento bene.
Ho iniziato anche a interessarmi al biologico, ad uno stile di vita più sano ed equilibrato, a mangiare quello che fa bene al mio corpo avendone cura. E lui, a dire il vero, sembra rispondere bene. Merito anche delle idee che ho trovato in un utile libricciuolo regalatomi da Cucina Naturale.


Cambio di vita? Miglioramento generale?


Sì, decisamente sì. Anche se difficilmente mi vedrete in camiciona fare yoga e vivere di ravanelli: mi basta stare bene.
Insieme all’Amoremio, coinvolto alla grande nel cambio di regime alimentare, abbiamo comperato la macchina per fare il pane, una Kenwood BM256, e ci siamo inventati fornai con risultati altalenanti all’inizio, poi sempre migliori con l’esperienza. Anche perché, diciamocelo, fare il pane di kamut è un casino. Non lievita e se lievita devi star sempre lì a guardare che non si sieda trasformando la tua bella pagnotta tonda in una U.
Domani provo a fare il pane di riso.
Che il patrono dei fornai mi aiuti.

Ah, dimenticavo.
L’allergia alla polvere va molto meglio e posso addirittura accarezzare il mio cane.

Vi pare poco?

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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