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17 agosto 2006 4 17 /08 /agosto /2006 11:31

- A Kos c’è un cielo terrificantemente blu, che non lascia scampo alle nuvole. Il meltemi soffia pulito e ristoratore, senza eccessi, liberando l’aria e rendendo sopportabile il caldo. L’acqua del mare è bellissima, gelata ed invitante. La luce è così accecante e protettiva che sembra di vivere in un’altra dimensione. Capite bene che atterrare a Bologna con 14 °C  non è stata una bella cosa. Proprio per niente…

- Il mito delle scandinave è tutta una puttanata. Non è vero che sono tutte belle, la maggioranza sembra l’oggetto dell’ossessione di Capitan Akab, sia come colori che come stazza. Inoltre, paradossalmente nonostante l’età media delle bionde sia 19 anni, sull’isola non se le fila nessuno perché sono considerate fredde e troppo dedite all’alcool estremo. Il mito degli scandinavi invece è vero. Verissimo. Lo giuro. Peccato che la pedofilia sia ancora un reato. Oppure in Grecia no?

- A Kos tutte le cose hanno una dimensione extralarge: i cornetti e le paste della colazione, le porzioni al ristorante, le consumazioni al bar (ordini un cocktail e ti arriva: quello che hai ordinato, uno uguale più piccolo e un chupito di qualcosa che non ho ancora ben capito ma che non è mai riuscito a farmi girare la testa) e perfino le formiche sulla spiaggia. Solo i gatti sono rachitici. Ho un sospetto… avremo sbagliato a non bazzicare la popolazione autoctona?

- Se Mykonos è l’isola del casino senza limiti e della trasgressione posticcia, Kos è l’isola del sesso. Senza mezzi termini. All’inizio non capivamo perché i locali, quando chiedevamo di scattarci una foto, per fare i simpatici da dietro l’obbiettivo ci urlavano “Say Sex!!!” invece di un tradizionale cheese che fa venire la gente nelle foto con quella deliziosa espressione da ebete. Poi, sarà una coincidenza stramba della vita, le cose ci sono apparse più chiare…

- Perché se non sei una “figa di legno” devi essere automaticamente una zoccola? Partendo dal presupposto che preferisco in ogni caso la seconda accezione alla prima, credo che molte persone dovrebbero dare il beneficio del dubbio a chi si conosce appena, e che anche se si è in vacanza non è che si può spegnere completamente il circuito del cervello lasciando acceso solo quello dell’ego. Che nei maschi è troppo grande.

- Ora, avrei un quesito socio-storico-politico. Tutti pronti? Al mio paese c’è un Castello dei Cavalieri di Malta. A Rodi pure. A Malta, ovviamente, non manca. A Kos, ho scoperto, anche. Ora, pare proprio che l’Ordine dei Cavalieri di Malta o qualche Ordine di San Giovanni (non ho mai ben capito l’intersecarsi storico e le connessioni) mi inseguano durante tutto l’arco della mia vita. Sarò forse la figlia o la nipote illegittima di qualche Principe ereditario possessore di terre sparse per il mondo che ora cerca la sua progenie perduta? Sarà il destino? Sono destinata a diventare la principessa di Malta? Principessa Phoebe! Come suona? Come dite, Malta è una repubblica? Ah, già bèh… allora niente…

- Io vorrei sapere perché importiamo qualsiasi porcheria esistente nei cinque continenti e non il Gordon Space. Perché? E se mettessi su una jointventure per la sua commercializzazione in Italia? Chi si unisce a me? Coraggio, alcolizzati, venite fuori!

- A qualsiasi latitudine e longitudine, gli uomini sono creature strane e folkoristiche, incapaci di tranquillità d’animo e d’agire, pieni di fobie e in genere scioccamente orgogliosi. La totale mancanza di autoironia affligge il sesso maschile specie over 30. E questo, a prescindere dalla nazionalità, è proprio un virus diffuso in tutto il pianeta. O forse no. Non conosco nessuno della Papua Nuova Guinea… NB. Il maschio italiano è il più piccoso di tutti. Ricordarsi di evitare commenti su pancetta, capelli (anche se inesistenti) o abbigliamento rasente il ridicolo. In una parola, Phoebe taci!

- Con gli amici se sono veri, anche se si è separati da distanze mediamente importanti, basta un attimo per tornare nella giusta connessione, per far tornare indietro i foglietti del calendario e dare l’impressione di vedersi tutti i giorni anche se poi non è così. Ed è un peccato. Ma la vita è fatta di incontri e di mille occasioni. Chi può dire come finirà?

- Mia madre non sa usare la macchina fotografica digitale. Anche con il massimo dell’impegno possibile, mi ha fatto delle foto in Abruzzo degne del periodo blu di Picasso, ma le conserverò ugualmente come ricordo di un’estate in cui sono andata soprattutto alla ricerca di me. Una recherche per ora infruttuosa, la strada è lunga. Ma l’importante è aver iniziato il cammino.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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