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27 marzo 2009 5 27 /03 /marzo /2009 11:51

Non sopporto le persone che parlano a vanvera, quelle che si riempiono la bocca di parole altisonanti come MORALE, VALORI, PATRIA. Mi sembra che recitino il ritornello di quella canzone tormentone estivo “Dammi tre parole: sole, cuore, amore”.
Vuote chiacchiere di chi non sa star zitto.

Per esempio:

Eutanasìa [eutana'zia]: s.f. morte provocata per mezzo di farmaci al fine di evitare gli spasimi di una lunga agonia.

Ecco cosa recita il dizionario.
Eppure c’è chi sostiene che inserire nel DDL Calabrò sul testamento biologico la possibilità per il medico di scegliere se rispettare o meno le volontà del paziente riguardo al mantenimento in vita in maniera artificiale, cioè al cd. accanimento terapeutico, serva a scongiurare l’abominio dell’eutanasia.
Se di abominio si può parlare, ovviamente.
Secondo me no, ma questo è un altro discorso.

Mi domando: se io volessi (e lo voglio) esprimere per iscritto la mia volontà di non essere tenuta artificialmente in vita qualora non ci sia per me più la benché minima possibilità di qualsiasi attività celebrale perché un medico non dovrebbe rispettare la mia scelta? Perché non collima con le sue idee? E quindi? E se accade viceversa?

Tra l’altro, una scelta fatta con metodologie impegnative, con formalità, non il biglietto nel portafoglio come in una puntata qualsiasi di E.R.
Ma il punto è: perché non dovrebbero venire prima le volontà del malato rispetto a quelle del medico?
Perché l’ideologia del medico vale più di quella del paziente? Perché ha fatto le scuole alte?
Che valore ha una legge che permette di esprimere la propria preventiva decisione su un tema così delicato e personale e la rimette agli umori ed ai pruriti di un altro soggetto?
Ma che legge è?
E' una barzelletta ad uso e consumo del grande circo mediatico fatto di nani e ballerine che domina incontrastato il nostro paese con la condiscendenza sonnolenta dei più.

Vogliamo poi parlare dei medici obiettori bigotti e chiusi nelle loro sagrestie?
Mi spaventa che la legge e l’ordine dei medici abbiano creato questa casta a cui è permesso dire NO a discapito del paziente.
Io ho molto rispetto della professione medica, e Dio ha voluto che proprio un medico obiettore mi abbia diagnosticato un tumore e mi abbia salvato la vita, ma si tratta anche dello stesso medico che mi prescrive la pillola anticoncezionale e che pratica l’aborto se richiesto dalle pazienti. Cerca di dissuaderle, ovvio. Chiacchiera e professa la sua religione. Ma poi lo fa, non manda le sue pazienti chissà dove, non le giudica e si comporta da medico. Poi seppellisce i feti e ci porta i fiori, ma non è questo il punto.

Il punto è che non sono tutti così, molti (la maggioranza) dei dottori che si fregiano di essere obiettori sono solo dei bigotti ed arroganti prodotti delle comunità neocatecumenali che credono solo nella  loro supponenza. Di esempi ce ne sono a bizeffe e non mi va di continuare una tirata contro una Chiesa che non mi appartiene. Che faranno questi personaggi quando dovranno decidere se rispettare o meno volontà che sono diverse dalla loro?
La vita è bellissima, va vissuta per ogni secondo che ci è concesso sempre come un dono.
Ma va rispettata.

Chi la rispetterà per noi?

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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