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21 febbraio 2006 2 21 /02 /febbraio /2006 15:27

Esiste il destino?

E’ tutto scritto nel cielo già al momento della nostra sciagurata nascita e noi non possiamo far altro che lasciarci trascinare come zattere travolte dalla Gulf Stream, attorniate da squali famelici?

Non ho mai pensato che il destino governasse le nostre vite.
Cioè, ok il caso (o la sfiga, chiamatela come vi pare), ma che le nostre vite siano predeterminate io proprio non ci credo. Al libero arbitrio, alla autodeterminazione e a tutte queste novità new-age un po' ci credo, insomma.

Anche se sto cominciando a ricredermi, ovviamente a modo mio…


Mia nonna diceva: “Non si muove foglia che Dio non voglia” e forse è vero. Ma io, blasfemamente, se proprio devo preferisco immaginare il destino come un bambino di cinque-sei anni con la faccia da peste ed il sorriso birichino, pronto a prendersi gioco dei malcapitati che si ritrovano loro malgrado sotto il suo dominio e che vengono trattati alla stregua di poveri pupazzi di Winnie the Pooh e compagni.


Perché ho cominciato a pensare al destino?

Perché la vita mi prende in giro, cercando in tutti i modi di dimostrarmi che sono sciocca, che non ho mai capito niente e che mai capirò come gira questo mondo.

Ho perso due anni buoni della mia adolescenza tardiva dietro al Principe dei Frequentanti, tra patemi d’animo, scoramenti e pianti dirotti. Va bene, ero solo una sciocca ragazzina. Ma tutte le fisse che sono nate in quel periodo albergano ancora saldamente tra le mie poche sinapsi neuronali.
Non voleva farsi vedere con me e che nessuno sapesse di noi, ad esempio, ed io invece di qualificarlo come ameba dotata di ego sovradimensionato e pronta all’acchiappo pensavo di non essere abbastanza: abbastanza bella, intelligente, carina. Abbastanza, insomma, per essere considerata presentabile. Di non essere sufficinetemente interessante e perfetta.

Ma pensa un po’ te.


E proprio questo soggetto, proprio lui, dopo quattro anni abbondanti viene a bussare alla mia porta. Con mia sopresa immensa mi informa, con ardore non richiesto, che mi vuole bene, che in tutto questo tempo mi ha sempre pensato in un certo modo e che, siccome è certo che questo è capitato assiduamente anche a me, vuole che stiamo insieme o che almeno ci riproviamo.
Insomma, che usciamo insieme.
MA TU DIMMI.

E più io dico di no, che non voglio, che è una cosa morta e sepolta… più lui insiste.
Perché il suo mononeurone, pompato da anni e anni di superego sviluppatissimo ed ipertrofico, è convinto oltre ogni ragionevole dubbio che io cederò. E prova e riprova, come vittima di qualche oscuro incantesimo che ne ha azzerato la dignità.

Perché, dice lui, ora tutto è chiaro: con me ha sbagliato tutto, ma recupererà.

E io cederò all’evidenza.

Ah, sì.

Infatti.

Io cederò. Sicuro.
Eh bèh.

E prenderò una bella accetta di quelle robuste stile boscaiolo di Cappuccetto Rosso.
E farò una strage.

Perché nel frattempo, e converrete che quattro anni sono un lasso di tempo ragionevolmente lungo per chiunque, ho fatto la radice quadrata a quel ragazzetto che ritenevo così importante. Ho trovato chi davvero mi ha rivoluzionato l’anima nonostante non gli fosse stato richiesto e ho fatto altre esperienze.
Insomma, sono cresciuta.


E mi viene da ridere pensando che questa sua invadenza che ora mi irrita così tanto, l’ho sognata e bramata.

Perché, come nella peggiore delle tradizioni dei romanzi ottocenteschi, oltre il danno la beffa e la cosa che ardentemente desideravi arriva solo quando oramai ha perso tutto il suo valore ai tuoi occhi.

Sarà la legge del contrappasso di dantesca memoria, visto che anch’io inseguo chi non mi vuole con una caparbietà ed una ostinazione che rasenta la follia.

Ma che bello.
Che belle cose.
Siamo tutti chiusi in un circolo vizioso senza uscita.
Inseguitori in fuga.
Patetici e impossibilitati ad essere davvero felici.


Magari non è il destino, magari è solo che il vecchio proverbio cinese “Siediti sulla riva del fiume ed aspetta: vedrai passare il cadavere del tuo nemico” è vero, e basta solo un po’ di pazienza.


Anche se a forza di star seduta ad aspettare m’è venuta la cellulite…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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