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3 settembre 2007 1 03 /09 /settembre /2007 22:39
La scorsa settimana, in un incidente che ha avuto ampio risalto sulla stampa perugina, è morto un mio conoscente.
Un conoscente e non un amico, sì, perché non mi piace l'idea di cavalcare l’onda fiacca della commiserazione, mettendomi in mostra raccontando di rapporti che non ci sono.
Vantandosene, quasi.
Sembra incredibile, ma c’è anche gente così. Parecchia.

Paolo era una bella persona, ma ora lo diranno in tanti e non so se vale più.
Gioviale, allegro, mai eccessivo.
In palestra ed a scuola d’inglese tutti erano subito suoi amici, colpiti dalla sua stravagante naturalezza, dalla sua ironia e da un sorriso che poteva farti cambiare l’umore.

Un incidente terribile, di quelli che non ti aspetti.
Quella tratta fatta un milione di volte avanti e indietro.
Sembra impossibile.
Sembra irreale.

Entrare in palestra e non vederlo, non incontrarlo per le scale.
Quante volte abbiamo riso insieme?
Eppure proprio lui, una persona piena di vita, sempre energica e positiva, proprio lui non c’è più.
Tutti ne parlano, tutti come me sentono il bisogno di ripescare un suo ricordo nella memoria.
Ci ha lasciato e le teorie sono le più varie, dall’errore umano al guasto tecnico.
Si sprecano ora i coccodrilli ed i particolari macabri, così tipici della piccola provincia squassata da un evento insolito ed animata dalla voglia del pettegolezzo.
Le due donne morte carbonizzate erano abbracciate?
Lui è morto sbalzato fuori o mentre scappava l’esplosione lo ha travolto?
Non importa, non importa più. Paolo è morto e niente cambierà la cosa o placherà il dolore della famiglia e degli amici.

Non lo incontrerò più per le scale della palestra col broncio in viso per una seccatura o una scaramuccia, non mi saluterà più col suo “Carissima” e non trasformerà il mio sbattimento in un sorriso nell’arco di 20 gradini.

Ma una cosa, una cosa me l’ha lasciata nel cuore: io voglio vivere.
Sembra una constatazione banale, ma non lo è.
Io voglio vivere.
Quanta gente passa il tempo a sopravvivere?
Chiudendo la porta alle  emozioni, barricandosi nelle paure ed in sciocche abitudini che diventano più importanti della vita stessa.
Sciupando la vita che è, banalmente, una sola.
Io voglio vivere, emozionarmi per le piccole cose, sognando le emozioni grandi.
Guardare uscire una farfalla dalla crisalide e pensare che non c’è niente di più bello al mondo.
Credere nelle persona a cui vuoi bene, anche se è difficile.
Decidere di rischiare, se ne vale la pena.
Non nascondersi dietro i "non posso dare di più".
Sfondare i muri a calci e pugni.
Portare il cane  a spasso per i campi al tramonto, ed essere felice solo per questo.
Smetterla di avere paura.
Prendere tutto quello che la vita mi offre.
Senza paura.
Come avrebbe fatto lui.
Vivere col cuore aperto, sorridendo alla vita anche nei momenti bui.

Ciao Paolo, grazie.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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