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12 giugno 2009 5 12 /06 /giugno /2009 16:51

In macchina, ore 8 e 30. Strada a quattro corsie.
Un furgoncino da elettricista abbastanza malmesso cammina nella corsia di transito a 70 km/h ed un Cayenne tenta di sorpassarlo. A 71 km/h. causando, come potete immaginare, strombazzi e insulti mai uditi. Io, da dietro, mi immagino la signora bionda cotonata che per sbaglio stamattina ha rubato la macchina al marito, industrialotto che s’è fatto da sé nel mondo fiorente delle solette.
E invece no.
Quando finalmente conclude la faticosa operazione ed io a mia volta lo sorpasso, scopro alla guida un ragazzotto trentenne con occhiali fascianti e capello da tronista che evidentemente preso dai suoi capelli s’era dimenticato dove sta posizionato esattamente l’accelleratore
E non posso fare a meno di notare la signora ottantenne cotonata con la Smart rosso fiamme che lo supera a sua volta dopo di me e che gli mostra orgogliosa il dito medio.
Un mito.

Alle poste. Ore 13 e 20.
Devo pagare una bolletta e sono abbastanza sicura di trovare l’ufficio postale deserto a quest’ora. Ed infatti brulica di esseri umani inferociti.
Ho sempre pensato che scegliere il bottone da premere per avere il giusto posto in coda alle poste (con tanto di bigliettino certificativo) sia una delle cinque cose più difficili da comprendere per un essere umano, insieme . Dopo cinque minuti di interessante studio, premo il tasto giusto che mi restituisce un incoraggiante numero 169. Ah, bene. Il led segna 140. Umpf.
Passano cinque minuti di immobilità totale, poi all’improvviso tutti i contatori sulla testa degli impiegati impazziscono e cominciano ad andare avanti di propria volontà, come posseduti da una mano aliena. Nel giro di mezzo minuto compare il 169.
Mi avvicino allo sportello per informare l’impiegato che c'è gente prima di me.
Lui mi guarda con la faccia da Mr. Bean.
Impiegato: "Che numero ha?"
Phoebe: "169"
Impiegato: "Che numero c'è lì?"
Phoebe: "169"
Impiegato: "Allora tocca a lei, sennò passo al 170"
Mi sbrigo con la bolletta e scappo, lasciando l'impiegato caprino al linciaggio della folla inferocita.


Dal medico, sala d’attesa. Ore 20.15.
Devo farmi prescrivere delle analisi un po’ fastidiose e quindi decido di parlare di persona con il mio medico di base, il cui studio è già stato teatro di avventure memorabili.
Di norma, visto l’affollamento del suo ambulatorio, comunichiamo per telefono, ma stavolta mi butto nella mischia di novantenni che evidentemente son habituè consolidati e che arrivano alle sei e mezza dopo aver cenato come se andassero al bar a prendersi un grappino.
La mia dottoressa, conscia del tedio della sala d’attesa c’ha messo una piccola tv. Ed io, conscia ancor di più di tutto questo mi son portata un libro da leggere.
Finché sento una voce che blatera con la tv. Argomento Berlusconi e la sua vita privata (Basta, basta, basta!!!)
“Eh!! Poveraccio!!!”
A parlare una signora sulla sessantina ma decisamente poco giovanile, con cofana di capelli gialli, magliettina color polvere ed al collo crocefisso a grandezza naturale.
Non alzo gli occhi dal libro, e nessuno risponde ai suoi lamenti. Ma lei insiste.
Signora:”Eh… povero. Poi, con la moglie sgualdrina che c’ha!!!
Ora, non mi importa NULLA di Veronia Lario, delle veline o se Berlusconi si fa inchiappettare da La Russa, ma quando basta basta!
Poggio il libro: “Scusi signora, eh. Ma se suo marito mi guardasse le gambe e poi le dicesse che lei invece c’ha le vene varicose sarebbe contenta?”
La sala ridacchia dietro le riviste del 2002.
Signora piccata che mi guarda come se avessi la lebbra: “Vabbè, che vuol dire?
Phoebe: “Che a me Berlusconi sta sulle palle a prescindere e della sua vita privata me ne frego, però dare della sgualdrina alla moglie perché non tollera le corna mi sembra un po’ troppo!!
Signora iperpiccata: “Sei una maleducata! La solita comunista!!!
E te una pretina!!” insorge il novantenne col cappello alla mia destra. Per un attimo temo che inizi a roteare il bastone.
Segue violenta discussione sulle amministrative appena concluse, con turpiloqui, insulti e insinuazioni sulla virilità del marito della signora. 
Per fortuna riesco a sottrarmi perché alla fine è arrivato il mio turno.
Menomale.

E per fortuna domani è sabato…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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