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15 novembre 2005 2 15 /11 /novembre /2005 09:52
Siori e siore,
gentile pubblico pagante e portoghesi assortiti, lo so che l’attendevate con trepidazione e batticuore. Lo so che portiamo un certo ritardo, ma i casi della vita a volte prendono il predominio sugli appuntamenti programmati. In ogni modo, squillino le trombe e rullino i tamburi, eccoci ad una nuova puntata di Dillo a Phoebe!

Io lo so, lo so, lo immagino. Non stavate aspettando altro. Bramavate nell'ombra contando i giorni, chiedendovi ansiosamente e disperatamente... QUANDO???

E finalmente... eccoci!
La vostra lunga attesa è finita!!!!

Carissima Phoebe,
scusa se mi permetto questa libertà, ma ti leggo già da un annetto e un po mi sembra di conoscerti. Mi presento.. mi chiamo
Daniela, ho 30anni […]Avrei voluto scriverti tempo fa, in particolare quando hai scritto degli uomini che leggono Coelho. Ho conosciuto in aprile un soggetto rientrante nella categoria coeliana. Avrei dovuto seguire i tuoi consigli. Invece me ne sono innamorata. Storia struggente durata sei mesi, dove io ho tentato in tutti i modi di strapparlo dalla terra e metterlo nel vasetto sul mio comodino.
Zero.
Lui é come Coelho, non ha sentimenti, non si vuole impegnare, un uomo tutto d'un pezzo insomma. E io, povera rinco che non sono altro, mi stimavo con le amichette perché avevo questa storia che non mi faceva soffrire, non c'era gelosia, non c'era niente. Così ieri gli ho mandato un messaggio dove gli dico che mi trasferisco per lavoro a Milano e lui che mi risponde?! Algido e forte mi augura ogni bene e che preferisce non vedermi per l'ultima volta perché lui odia gli addii. Dice che gli dispiace non vedermi più, ma che lui non sarebbe stato capace di rendermi felice e che mi merito di più.
Ora io mi ritrovo con gli occhi a forma di bigné alla crema e non ci salto fuori. Dove ho sbagliato?
Perché faccio vedere a tutti che sono una forte, una dritta, che non voglio impegnarmi, che mi sento single nell'anima e nel pensiero e poi alla fine avrei voluto un finale alla Pretty woman, dove lui mi chiede di non partire con un bel mazzo di rose in mano?

Cara Daniela,
a noi donne del 2005 piace pensare di essere diventate menefreghiste, dure e un po' stronze. A dire il vero, proprio come i maschi che deploriamo tanto.
Clonate, precise, sciupamaschi menefreghiste.
Forti, dure più di Clint Eastwood.
Con il mito dell’indipendenza, del "Io-mi-basto".
Ma non è così.
E' solo fuffa.
Grande, bellissima ed infiocchettata fuffa.

O meglio, in certe situazioni forti e decise possiamo esserlo.
Se una storia è solo di sesso, o non ci coinvolge, pure noi donne possiamo essere maschili nell’accezione orribile del termine.
Ma se il cuore ci fa tump tump non ragioniamo più secondo una linearità che dovrebbe appartenere alla gente normale. Ma nemmeno per scherzo.
Un po’ come, credo e spero, succeda anche agli uomini.
Almeno a quelli normali.
Ammesso ce ne siano ancora in giro.

In tempi non sospetti, dopo una cocente delusione d’amore, la mia guru mi pose davanti al suo perfetto piano d’azione per uscire dalla disperazione a testa alta.
Chi se ne frega dei maschi?
Chi?
Chi lo cercava l’amore?
Ah, no. Non io.
Io sono diventata una puttana intellettuale.
Vedo gente, faccio cose, vado a mostre, leggo libri.
Un sacco di cose.
"Io-mi-basto".

Ovviamente la teoria in sé si rivelò un disastro e lei finì dritta dritta tra le fauci del suo attuale e meraviglioso convivente. Fortunata donna.

In realtà tutte aneliamo all'amore quello da film, con le rose, i cuoricini e gli uccellini che cinguettano. Ma molto spesso non è così.
Non a tutte accade.
Non è così perché la vita in sé non è tutta rose e fiori, non è tutta un cuoricino sbrilucciscoso.

Non è così perché spesso non lasciamo che accada.

Per paura, educazione o fregature prese, spesso va a finire tutto in vacca, e noi dietro sta corazzata di muro. Un muro fatto di negatività, direbbe la mia mamma yoga.
Ma paura di che? Ma paura un po’ di tutto.
Di mettersi in gioco, di soffrire, di rendersi ridicole.
E anche di restare sole.

Ah, dimenticavo. Questo non è che elimina l’ovvio. Il tuo uomo coehliano è proprio stronzo.
Spesso una donna disperata è disposta a credere a tutto.
Anche agli alieni.
Pure al fatto che esistano uomini "coehliani", che non sanno amare, che non sono maturi, bisognosi dei loro spazi, che vorrebbero dare di più, ma porca la pupazza proprio non ci riescono manco a volerlo. A volerlo, infatti. Sono tutte balle. Tutte clamorose balle.
Che poi, povero Coehlo. A me non piace, per carità, ma non è che abbia tutte le colpe del genere maschile su di sè.

Cara Daniela, mi scoccia dirtelo, ma lui è TE che non vuole.
E non perché tu abbia qualcosa che non va. E’ solo così.
E non passerà molto che alla tua dimora milanese giungerà lieta ma non troppo, sussurrata da qualche conoscente, notizia di un fidanzamento lampo dell’uomo coehliano, magari con una tipa insignificante, un po’ cicciona e completamente diversa da te.
Perché?? Perché???
Il perché non c’è, non esiste, è solo così.
E te ne dovrai fare una ragione, Daniela cara, perché sarà così. Da uomo coehliano lui diventerà un cagnolino, magari riottoso, ma pur sempre al guinzaglio.
E con un guinzaglio molto corto.

Sei sicura di amarlo davvero? Anche così? Anche senza la sua meravigliosa aura di bello e impossibile che tutto rendeva simile ad un romanzo delle sorelle Bronte?

Credo di no.
Porta pazienza, cara amica. Tutto passa e lascia solo piccole cicatrici. Niente che un buon fondotinta mat non possa coprire. Per il resto, mamma yoga insegna: la felicità arriverà se sapremo aprirle il cuore.
Forse.

O più semplicemente è tutta questione di culo.

 

PS. Ricordatevi, tatuatevelo sulla mano destra: Dillo a Phoebe!!!!

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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