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20 ottobre 2006 5 20 /10 /ottobre /2006 08:55

A Perugia non succede mai nulla.

E’ un posto tranquillo, pazzi psicotici a parte.

Non succede mai nulla, già.

Città pigra ed annoiata.

Retaggi massonici a parte.

Un posto piccolo borghese, sbadiglievole e in cui i cambiamenti avvengono a passetti invisibili.

Qui il traffico, orripilanti ed antiestetici disagi da Minimetrò a parte, consiste in due macchine in fila davanti a te.

Sempre così, estate e inverno, pioggia e sole.

Tranne per due fatidiche settimane all’anno: quella di Umbria Jazz a metà luglio e quella di Eurochocolate in ottobre. Ora, entrambe le manifestazioni sono accolte dallo spocchioso perugino medio con moti di disgusto e spocchiosa rassegnazione, tipiche della tolleranza e della capacità di adattamento dei miei favolosi concittadini.

Chè, tanto per capirsi, son soggetti che evitano il centro perché il parcheggio è scomodo (ndr. “Scomodo” vuol dire non esattamente sotto le chiappe), figuriamoci se si vanno ad infilare nella bolgia di certe manifestazione.

Quindi, per la sottoscritta, una qualità ottima di queste manifestazioni è la quasi impossibilità di incontrarvi l’odioso e pluricitato concittadino rompiballe.

E scusate se è poco...

Se è vero che adoro UJ e che bramo il suo arrivo per tutto l’anno, considerandola l’unica settimana in cui la mia boriosa e lenta città si scuote la polvere di dosso e si anima di una luce propria, è vero anche che detesto eurochocolate ed il suo circo Barnum fatto di nutella, cioccolata, praline, scaglie di fondente e mandrie indisciplinate di golosi pronti a farsi ore di fila per pagare il doppio del dovuto barrette di cioccolato che vendono anche alla Coop.

Bene, bravi.

Il centro storico di Perugia è letteralmente invaso da vagonate di turisti infoiati e desiderosi di cioccolato, che non si fermano davanti a nulla pur di conseguire l’agognato feticcio: una barretta, una palina, un qualcosa qualsiasi, purchè dentro ci sia il cacao. E’ d’uso che l’ultimo giorno vengano realizzate statue di cioccolato da scultori famosi e non. Una bella iniziativa, certo. Se non fosse che la massa, con gli occhi iniettati di sangue, gli si dispone intorno minacciosa.

E scattante come in un videogame, è pronta a requisire ogni piccola scaglia del prezioso materiale scalpellata via dal blocco principale.

Poco importa se è caduta sul selciato o se è stata calpestata da qualche inappetente (o neo-diabetico) passante.

Olè!

Tutti in fila dentro la Rocca Paolina, attorno alla Fontana Maggiore, davanti al Teatro Pavone. Per non parlare del delirio ingiustificato dei Giardini Carducci, restaurati da poco e geloso tesoro della amministrazione comunale, regalati ai banchi cioccolatosi senza colpo ferire, ma concessi dopo ore di ciclicio e preghiere in ginocchio sui ceci ai concertini di UJ.

Eccoli là, i golosi saliti in centro da chissà dove. Tutti in fila per assaggiare il nuovo liquore al cioccolato+cannella+peperoncino che non conpreranno mai, o il nuovissimo cioccolatino della Perugina con dentro la ciliegia che mi vien il mal di stomaco solo se ci penso. Poco importa, è gratis... intanto assaggiamo, và. Tutti attorno alle povere ragazzette sottopagate che regalano Togo vestite come elfi di Babbo Natale, implorandone uno tendendo le manine gelide illividite dal clima umbro, come immigrati clandestini su una zattera bramosi di un po’ d’acqua.

Edificante. Parecchio.

Quant’è che costa una scatola di Togo al supermercato??

Uomini e donne attorno alla cinquantina col viso dipinto di cioccolato… ma si può?

E poi, soprattutto… perché?

Una vera follia collettiva, disarmante ed illogica. Paradossale.

Ecco, io nella settimana di Eurochocolate mi trasformo (solo per 7 giorni, sia chiaro) nel perugino medio: sbuffo davanti al traffico, mi incazzo se non trovo il parcheggio, maledico i turisti che vagheggiano con la macchina alla ricerca del centro storico a 15 km/h: sempre dritto, su in salita, impossibile sbagliare!!!

 

Che poi, alla fine, da vera incoerente con me stessa cronicizzata quale sono, un salto ce lo faccio sempre tutti gli anni, se non altro per comprare la buonissima crema al cioccolato che mi fa diventare pazza e che fa diventare livida dall’invidia la mainstream ed usurata Nutella (ndr. anche se recenti notizie la danno per scomparsa da Eurochocolate, come tutte le cose buone sarà stata osteggiata da una concorrenza velenosa ed invidiosa…. Maledetti. Pagherete anche questo…).

L’anno scorso, ad esempio, ci sono stata l’ultima domenica col solerte Giacomo e con Claudia, ridendo della follia della gente ed ingozzandoci di praline, buttate giù in quantità industriale con ettolitri di Coca Cola Light, gentile omaggio delgi sponsor, e divertendoci come bambini dell’asilo.

 

BURP.

 

PS. Se volete una manifestazione diversa, più civile, interessante e ricreativa, allora andate qui.

 

 


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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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