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7 gennaio 2011 5 07 /01 /gennaio /2011 15:45

L’altra sera, complice la voglia di tornare al cinema, mi sono fatta convincere ad andare a vedere Tron Legacy dall’Amoremio che, ricordatevelo bene, è stato ragazzino negli anni ’80 ed indi per cui affezionato al film del 1982 e a videogioco da cui tutto nacque.

Anche se io Tron del 1982 non l’ho visto.
Tutti ripetono che fu innovativo, uno spartiacque nel modo degli effetti speciali e della fantascienza, un mito, un cult, un’icona, ma io non l’ho visto.
E forse un perché c’era anche allora.
A dire il vero io non c’ho nemmeno mai giocato, a Tron il videogioco.
Ad essere sinceri, l’ho sempre confuso con Thor, ma non ditelo a nessuno.
Resti tra noi, insomma.
 
Anche per colmare questa lacuna, mi sono lasciata convincere e andiamo al cinema e va bene.
Inforchiamo gli occhialini 3D e ci trasformiamo subito negli Wham! a bordopiscina che fa molto Club Tropicana.
Club Tropicana, drinks are free,  Fun and sunshine - there's enough for ever…
SHHHHHH!!!
Il film inizia.
Silenzio.
Silenzio.
Dopo poco meno di 120 minuti ed un mal di testa che ancora non mi ha ancora  lasciata sola, posso affermare che il film ha pro e contro.
Più contro che pro, a dire il vero, ma ci sono entrambi.
 
Contro.

Jeff Bridges in versione Kevin Flynn anziano sembra Obi Wan Kenobi. C’ha pure il saio del maestro jedi ed anche il codino.
Originale, eh?
Fa yoga ed ascolta il rumore del cielo.

Al contrario, Jeff Bridges in versione Clu supercattivo sembra fatto col pongo. Anzi, col botulino. Possibile che anni ed anni di effetti speciali e badilate di dollari buttati al vento  non possano produrre una roba migliore di questa? Sophia Loren in confronto ha una espressione naturale dipinta sul viso, e non so se mi spiego. Che poi, questo Clu supercattivone è feroce e spaventevole come mio nipote di sette anni quando perde a Memory. 
 Noioso. In alcune scene mi aspettavo di vederlo sbattere i piedi e infilarsi il pollice in bocca come Re Giovanni.
Vogliamo infierire? E infieriamo, allora: la sceneggiatura.
 

Che dire della sceneggiatura? Mi ha fatto pensare a Transformers.
Devo aggiungere altro? Davvero?
Magari sullo spessore dei personaggi?

Ma la cosa grave è che in questo film manca lo smaccatamente figo. Chessò, non dico Hugh Jackman,  ma uno gnocco qualunque con l’addominale ricamato che tenga viva l’attenzione un minimo. Si sa che i peggiori film si salvano e meritano almeno un par di stelline se  c’è il Daniel Craig di turno che risolleva l’ambaradan.Per i maschi ci sono  Olivia Wilde e Beau Garrett avvolte in tutine supersexy e noi donne nulla. E non mi dite che c’è Garrett Hedlund e che mi devo accontentare. Come lo vedo penso a Patroclo che di suo non è che sia esempio di virilità, mapperfavorevà.I aggiunta un appunto: odio il 3D.
 

Mi fa vomitare in senso letterale.
Regolatevi.
Appena finito il film abbiamo trovato in sei persone almeno sei  film a cui questo capolavoro si ispira o deve qualcosa. In ordine sparso Matrix, 2001 Odissea nello spazio, Occhi bianchi sul pianeta Terra, Star Wars, Blade Runner (anatema!!!), Transformers, varie ed eventuali. Collage?
Ah, sono a dieta e non ho potuto mangiare nemmeno i popcorn.
Per dire, eh.
 
Pro.

Sì, ci sono.
Prima di tutto la bellissima colonna sonora dei Daft Punk, presenti nel film come DJ di un futuribile discopub. Bella e calzante.
Come un videogioco, appunto.
E poi, invecchiato e semiirriconoscibile eccolo lì: Bruce Boxleitner. Come non commuovermi davanti ad uno dei miei primi sogni erotici infantili (insiemema Capitan Harlock?).
Fenomenale e da segnalare Micheal Sheen nel ruolo di Zuse, ambiguo proprietario del suddetto discopub a metà tra una drag queen, il bianconiglio e il merovingio. Inutile dire che la sua apparizione ha mostrato a tutti la differenza tra recitare (lui) e vegetare (Hedlund).
Bella l’ambientazione, la città in rete tutta buia ed illuminata solo dai neon. Belle le moto, le cosiddette lightcycles. Ne voglio una. Subito. Ma ci vorrà la patente?
 
Insomma, un giocattolone.
Io in genere non ho la puzza sotto il naso, adoro la fantascienza ed i film fatti per stupire.
Però questo è troppo.
 
E ora vado a prendere un OKI per il mal di testa.
 
Quasi quasi lo addebito alla Disney.
 

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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