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6 novembre 2012 2 06 /11 /novembre /2012 08:47

crime_scenes.jpgSette e mezza di sera.

Grazie al recente cambio dell’ora è buio pesto, ma io devo fermarmi a  fare gasolio. Sì, io sono una di quelle donne con la pessima abitudine di mettere venti euro di gasolio dal 1999, incurante dei cambi di prezzo e delle oscillazioni del petrolio.

Capitemi.

Ah, non solo: sono anche senza contanti, quindi Bancomat.

Mi fermo alla pompa di benzina, che è leggermente fuori dal paesello, che comunque è il posto più noioso del mondo. Scendo, mi avvicino alla macchinetta per inserire il bancomat e cerco nel portafogli, quando alzando gli occhi vedo arrivare un furgone. Non un furgone grande, tipo camion, no. Uno tipo uno di quelli usati nei film americani per fare gli appostamenti e le intercettazioni sotto casa, pieni di apparecchiature audio e simili. O per rapire la gente, tipo.

In un attimo mi son vista in un romanzo stile Intensity di Dean Koontz. Avete presente? No? Peccato. O per fortuna, dipende dai punti di vista.

Che sciocchezza, penso dentro di me mentre infilo il bancomat, ma la mano mi trema leggermente.

Scende dal furgone un uomo smilzo, coi capelli lunghi e grigi, barba e baffi.

Sembra un ex hippy.

O un maniaco.

Mi guarda e mi sento gelare.

Mi tremano le gambe.

Oh cazzo.

 

In quel momento il bancomat sputa la mia tessera accusandomi di averla messa al contrario ed è un attimo: capisco che devo scappare. O adesso o mai più.

Guardando per terra (e tremando leggermente, credo) faccio il giro della macchina, chiudo il serbatoio, prendo la chiave e mi infilo in macchina, immaginando i suoi occhi che mi fissano come spilli che trapassano la mia giugulare. Salgo in macchina e metto la sicura alle portiere, mentre respiro forte. Sono al sicuro, penso, ma ancora le mie mani tremano nel girare la chiave per accendere la macchina.

Toc toc.

Faccio un salto di un metro dallo spavento.

Toc toc.

Mi giro e lui, a mezzo centimetro dal mio naso, separati solo dal vetro del finestrino.

Credo di aver urlato, oppure di aver fatto una faccia così scema da avergli fatto paura, perché ha iniziato a sventolare una tessera sotto il suo naso per mostrarmela. Cazzo, il mio bancomat, me lo sono dimenticato.

Apro di 56 mm il finestrino e lui gentilmente mi dice: “Signorina, s’è scordata il bancomat!” e me lo allunga dalla fessura.

Io lo afferro, soppeso la sua voce gentile (come quella di tutti i maniaci, è risaputo) e tiro su il finestrino.

E scappo.

 

Avrà pensato che sono scema. O pazza.

O furba.

Magari era l’idraulico.

O forse un serial killer.

 

Di certo devo smettere di guardare Criminal Minds e affini…

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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