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16 marzo 2006 4 16 /03 /marzo /2006 10:53

I mie problemi con i denti sono leggenda oramai da anni.

Tra denti da Fratel Coniglietto prima (e susseguenti macchinette per i denti e derivati assortiti), l’inaspettata nascita dei denti del giudizio, prima allocati in posizione orizzontale e indi desiderosi d’aria fresca, poi.

Come se ciò non bastasse, pare che un dente devitalizzato in epoca pleistocenica mi si sia rotto.
Così.
All’improvviso.
CRACK.

Per fortuna che il mio dentista, che mi conosce da quando avevo sei anni, è bravissimo.
Professore universitario.
Dottore all’ospedale.
Pure belloccio, con il capello nero brizzolato, l'occhio verde e la carnagione scura.
Grande innovatore.
Esimio.
Maniaco compulsivo dell’igiene, anche. Da piccola mi terrorizzava ad ogni visita, spalmandomi una speciale polverina sui denti che serviva ad evidenziare le zone della bocca che non pulivo bene, con seguente denigrazione pubblica della mia capacità d’uso dello spazzolino.
Bravissimo, eh.
E più difficile da reperire di Mick Jagger.

Ma, siccome la fortuna aiuta gli audaci, con una visita a sorpresa la settimana passata riesco a beccarlo a studio. Analizza la situazione, annuisce, scuote la testa, annuisce ancora, si aggiusta gli occhiali. La questione è complessa, ma non c’è infezione quindi posso essere salvata.
Ma prima mi affibbia una confezione equina di Keforal, rimandandomi alla settimana successiva.
Mi drogo quindi di antibiotici, lenendo il dolore alle gengive con sciacqui di malva. Che non è che abbia proprio un sapore buonissimo, diciamocelo.

Ma finalmente il gran giorno arriva: stasera mi guarirà.
Il mio salvatore, la mia speranza, il mio bravissimo dentista!!!

Arrivo pure con cinque minuti di anticipo e mi fanno accomodare in sala d’aspetto, tra pile di Rakam e Donna Moderna d’annata.

Dopo mezz'ora di anticamera entro e... il dottore non c'è. OHHHHH!
L’assistente, una ragazza piccola e minuta, piena di riccioli, mi fa: “Eh, mi spiace… ma il dottore è dovuto scappare in ospedale. Un’emergenza, sai…”
Mi verrebbe da chiedere se fa il dentista o il chirurgo spinale, che tutta ‘sta emergenza non la riesco ad immaginare, ma tengo a freno la mia linguaccia e mi siedo sull’iper-tecnologica poltrona.

L'assistente mi chiede sorridente: "Che dovevi fare?"
Io, evitando un ma che cazzo ti ridi che ci sarebbe stato pure bene: “Perché… non lo sai??”
Lei, candida: “NO”

Io (incazzata come una biscia): "Aprire un dente devitalizzato che s'è rotto, fare uscire l'Alien che c'è dentro e poi chiudere tutto"
E Lei: "AH, AH! Scherzi sempre!!!"

Bastava tanto così in più e l'ammazzavo...

Mi propone, tanto che ci siamo e per calmare il mio stato d’animo già visibilmente alterato, di fare una bella pulizia ai denti con gli ultrasuoni (Oh, ma grazie!!!) e inizia guardarmi la bocca.
Ma ecco che la porta scorrevole si apre e dal nulla, di verde vestito, appare… no, non il mio dentista, ma un dottorino secco secco, che c’avrà si e no 26 anni e due figure, dall’aria impacciata ed intimidita.

L’assistente, garrula, mi dice: “Oh, che bello. Il dottore s’è liberato!!! Così ci pensa lui!!”
E mentre io vorrei urlare un Dove te ne vai, puttana nana!! NOOOO! Ma non posso perché, lo ricordo semmai vi foste distratti un secondo, sono sempre a bocca spalancata e con un milione di aggeggi infernali in bocca, il dottorino si posiziona seduto e inizia la sua opera.

Potrei dire tante cose, ma non servirebbe a nulla.
Dirò solo che se domani il dottorino farà un’altra pulizia dentale, secondo me sarà la seconda della sua vita.
Mi ha spruzzato acqua per tutta la faccia, strappato un paio di gengive e ridisegnato la mappa dentale, ma per fortuna la tortura non è durata più di 15 minuti.
Poi, felice e soddisfatto, il dottorino mi ha fatto sciacquare la bocca, ha pigiato la pedaliera raddrizzando la poltrona luogo-di-tortura e sorridendo mi ha detto: “Fatto! Sentito nulla?”
No, ma figurati, nulla.

Ho sorriso, a stento, perché questo sarà si e no laureato da un paio di settimane.
E la colpa non è mica sua, in fondo.
Ma di quel borioso, tronfio maledetto del mio dentista. Troppo rockstar per il mio povero dentino.
L’appuntamento prossimo è per martedì.
Ore 19 e 30.
Se non viene faccio una strage.
Impicco l’assistente alla poltrona, strozzandola con il filo dell’aspiratore.
Appicco il fuoco allo studio ipertecnologico, buttando un cerino nel contenitore delle sovrascarpe di plastica che ti costringono ad indossare.
Anzi no, meglio. Se non viene gli telefono, ricordandogli che gli devo oltre 500 euro.


Sono certa che funziona…

 

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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