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30 agosto 2011 2 30 /08 /agosto /2011 19:05

Passare le vacanze al paesello è bello, l’ho già detto.
Mi rilassa, mi rigenera, mi fa sentire ancora studentessa universitaria anche se il calendario implacabile mi ricorda che son passati ben dieci anni dalla laurea.

Tra i vantaggi delle vacanze agostane al paesello, c’è il rivedere gente che non vedi spesso.
E questo è un bene, anche se non sempre.
Ecco appunto.
Dicevo.
Sì.
Già.
Dicevo che spesso si fanno incontri inusuali, anche graditi.
Oppure no .

Tipo un ex.

Un ex che?
Un ex fidanzato, un ex amico, un ex collega persino.
Un ex.
Ma quando si smette di essere ex?
C’è una prescrizione, breve o lunga che sia, che azzera queste condizioni?
Perché se uno si lascia bene è un conto. Ci si rincontra, si verifica con cattiveria lo stato di decadimento fisico dell’altro (in maniera reciproca, ma anche no), si esercita la pigra arte del convenevole parlando del caldo e dei massimi sistemi. E se si tratta di un ex fidanzato o anche di un ex frequentante si presentano i rispettivi nuovi compagni che si spera siano più idonei e duraturi, si ipotizzano eventuali incontri o cene che mai avverranno, e blabla blabla.
E’ pure piacevole.
Ti ricordi di quant’eri imbecille allora, sorridi e ti senti sollevata: l'hai scampata, sei libera!
Ma se la relazione è finita con fulmini e tempeste che in confronto il celeberrimo uragano Irene è lo spruzzino per innaffiare il prato del giardino, la situazione si complica.
Io, per esempio, nonostante abbia una vita sentimentale molto serena e felice con l’Amoremio, se dovessi rincontrare un paio di ex che mi hanno mancato di rispetto e trattato come il tappetino del bagno sono certa che non reagirei bene. No. Non un paio. Uno. Vabbè.
Peggio ancora per un paio di ex amici che hanno abusato della mia buona fede, del mio affetto e anche della mia coglioneria.
Ecco, se io incontrassi questi soggetti per strada, ma anche ad una festa o in un luogo pubblico qualsiasi, reagirei malissimo.
Nella migliore delle ipotesi faccio finta di non vedere, ma non assicuro di potercela fare. Il mio istinto mediterraneo potrebbe farmi estrarre la pinzetta per le sopracciglia dalla borsetta e farmela utilizzare per cavare gli occhi ai maledetti.
Covo livore, ebbene sì. Voi no?
Ma solo in rari casi.
Abbiate paura, voi che sapete bene.
Lo sapete, eccome.
 
E voi ce l’avere degli ex da  crocifiggere?
Anche ex datori di lavoro, va bene lo stesso.
E il rancore si spegne prima o poi?
A me no, anzi.
 
Ma la stessa cosa potrebbe valere per me, lo so bene.
Nello specifico, almeno un mio ex frequentante non mi incrocia volentieri, non mi saluta e mi guarda torvo da lontano. Ho paura che se mi incontrasse per strada mi tirerebbe sotto con la macchina. O che sogni di accoltellarmi, per dire. E perché poi?
Ok, va bene. Ho detto in giro che non era esattamente normodotato però prendersela così.  Va bene, non è bello dire alle proprie amiche (che chiacchierano peggio delle abitanti di Wisteria Lane) che il proprio ex ha il micropisello, ma era la verità. Eppure lui se l’è presa, chissà perché. Si vede che gli mancava anche il senso dell’ironia, oltre a diverse altre cosette.
 
Ma insomma, non finisce mai questa cosa?
Non si dimentica?
Quand’è che subentra l’indifferenza?
 
E voi, dimenticate?

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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