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23 maggio 2008 5 23 /05 /maggio /2008 14:26

Ciao Phoebe,

ho appena visitato il tuo blog e mi ha molto incuriosita il post in cui parli del primo passo nei confronti di un ragazzo.
Rispetto a quel post sono passati diversi giorni, ti posso chiedere com'e' andata a finire?, l'hai fatto o no questo primo passo?
Ti spiego...c'e' un ragazzo che lavora da me e che mi piace molto; al di lai un paio di battute, molto tempo fa, ci salutiamo appena. Mi sembra molto timido, oppure e' semplicemente fidanzato e non gliene frega nulla.
Comunque, non mi vorrei dare per vinta e vorrei invitarlo a prendere un caffé, a volte credo non ci sia nulla di male, l'ho fatto già altre volte e con uno di questi ragazzi sono stata quattro anni.
Ti ripeto che per me fare il primo passo significa cogliere l'attimo e creare un pretesto carino per scambiare due parole...tipo "ci vediamo per un aperitivo?" oppure "ti fumi una sigaretta con me?", niente di più. Spesso però mi capita di parlarne con delle amiche e loro sembrano schifate da questo atteggiamento, preferiscono essere corteggiate a costo di rimanere zitelle a vita e mi invitano a riflettere, come se un invito fosse inammissibile e va bene solo per quelle tipe assetate di uomini!
Ma perché?
Non credo di mancare di rispetto al mio essere donna, anche perché magari quel ragazzo è timido, o per diverse circostanze non mi ha mai presa in considerazione e invece, ora che mi nota...gli posso sembrare interessante, carina, simpatica... che ne so... poi se non succede niente chissenefrega!
Che dici? Mi muovo? gli lascio un biglietto o lo invito direttamente?
Scusami se mi sono permessa di inviarti una mail, ma avevo bisogno di un confronto sull'argomento, visto il bigottismo da cui siamo circondate (che poi sono tante che puntano il dito sono le prime a fare altro... eh!!!)
Ciao,
Giovanna
 
Cara Giovanna,

la tua mail mi ha fatto molto piacere per diversi motivi.
Il primo è che è sempre bello che qualcuno ti si rivolga per un consiglio e specialmente un "lettore" del proprio blog. Diciamo che sollazza l'ego, via. In secondo luogo mi dà modo di rilanciare una vecchia iniziativa che tanto mi era piaciuta, Dillo a Phoebe (non "Dallo", ho detto "Dillo"!!!!!) e che parecchie soddisfazioni mi aveva regalato.
Ma veniamo a noi.
Il famoso post al quale ti riferisci è leggermente datato (ottobre 2005) ed appartiene ad una Phoebe che nel frattempo è cresciuta, maturata ed ha combinato 1254 altri casini assortiti da cui alla fine è uscita con un paio di ossa rotte ma con autostima ed ironia rinvigorite.
Tra l’altro il quel preciso frangente il primo passo alla fine lo fece lui invitandomi a cena, ma al quarto appuntamento platonico gli infilai la lingua in bocca io.
E porca miseria, la sopportazione umana ha un limite ed io non sono mai stata famosa per la pazienza!
La storia poi è finita com’è finita (senza rancore, eh, ma mi sentii pure dire che avevo fatto tutto io… i maschi…), ma certamente il quesito resta attuale: può una donna fare il primo passo senza passare per sgualdrina?

Senza riflettere ti direi di sì, che non ci sono problemi di sorta.
Che male c’è ad invitare un tipo interessante a prendere un caffé o a fumare una sigaretta?
Nulla, almeno per me.
Magari parlandoci scopriamo pure che è noioso e che non ci interessa, eliminandolo all’istante dal nostro immaginario erotico. Pensate che perdita di tempo se fossimo rimaste lì a guardarlo immaginandolo brillante e colto oltre che bonazzo.
Però se c’è una cosa che ho imparato è che l’uomo è pur sempre un animale e come questi ha i suoi rituali che vanno mantenuti e rispettati perché il mondo giri del verso giusto.

I maschi dei granchi uca (detti granchi violinisti) hanno la chela destra mostruosamente sviluppata rispetto all’altra e la agitano in tutte la maniere possibili ed immaginabili per attirare la femmina, finché lei sceglie il più aggraziato e ci si accoppia tra le mangrovie. Facendo attenzione alla chela, eh.
Che dire dei perioftalmi? Sono pesciolini sfigati che pur vivendo in acqua, mangiano e si accoppiano in apnea (al rovescio). Il corteggiamento avviene con sbattimento nel fango di colorate pinne dorsali da parte del maschio che, una volta attratta la femmina, si accoppia felice e contento. E soffoca, probabilmente.
Il maschio del quasi estinto (chissà perché) galletto delle rocce o rupicola peruviana, invece, aspetta appollaiato su un albero con la sua sgargiantissima piumatura. Appena arriva nei paraggi una femmina dal piumaggio scialbo, tutti i maschi si scapicollano giù dall’albero ed iniziano a ballare furiosamente. Il più bravo vince una medaglia: si accoppia proprio lì, sul dancefloor. Poi lei si ricompone e se ne va ad allevar pulcini, mentre lui finirà preda di qualche rapace a causa del suo vestitino sfavillante.

Certo anche le mantidi religiose non hanno un rituale di accoppiamento molto romantico, così come le api, ma è pur sempre un rituale.
E così nell’uomo.
Anche l’uomo ha bisogno di mettere in mostra le sue piume e le sue pinne dorsali, agitare un po’ la chela e far vedere che ha combattuto per la sua donna.
Anche se poi, alla fine della fiera, ha fatto tutto lei.
Avviene così pure nel mondo animale, che vi credete.

Ma nel 2008 c’è ancora bisogno di credere ai rituali dell’accoppiamento?
Non eravamo tutti emancipati?
Nell’era degli eccessi, ci riscopriamo forse timidi e bacchettoni?
Forse.
Fattostà che molti uomini ancora ricercano il piacere della caccia e della conquista, come quando clava alla mano andava a rapire la sua sposa dalla tribù vicina, trascinandola poi per i capelli alla grotta.
Se chiunque ci prova con me, foss’anche Brad Pitt, lo ammazzo. Giuro.
Ovviamente tutto ciò non è solo molto molto noioso, ma anche abbastanza riduttivo.
E se il nostro “lui” fosse un timidone? O l’ultimo dei puri di cuore?
E se non ci avesse finora prese in considerazione perché la collega stronza ed invidiosa in pausa caffé gli ha sussurrato all’orecchio che siamo lesbiche?
E se noi non fossimo in grado di captare i nemmeno tanto velati messaggi che lui ci invia? Sì, è possibile anche questo, non ridete. A me succede sempre e scopro che il tipo carino mi lanciava segnali da lontano solo dopo anni, quando il soggetto è già ammogliato e con tre pargoli. Pensa te…

La soluzione?
Molto semplice e un filino demagogica: fai quello che ti senti.

Se ti va di andare a prendere un caffé innocente con lui, chiedeteglielo. Al limite se non è interessato accamperà qualche scusa assurda, voi capirete e volterete pagina in 15 secondi netti come fanno i maschi.
Via, verso nuovi orizzonti.

Se invece tutto questo ti deve mettere in imbarazzo, far sudare le mani e uscire antiestetiche bolle sulla faccia lascia perdere, stai alla finestra ed al limite ammicca e prova col classico gioco della seduzione.
Insomma, fai un po’ l’oca tonta, che agli uomini di tutte le età e di tutte le estrazioni piace sempre.
Non troppo però, che sennò passi da scema o da puttana (ancora?? Ma allora è una fissa!).
Usa la malizia, la sensualità e quando lui inizia ad agitare la chela vedi se hai ancora voglia di dirgli di sì.
Perché immagino che nel frattempo ti sarai stufata, a me capiterebbe.

Ah, che difficili le relazioni maschi/femmine…
Complicate, capricciose, incontrollate.
Ma per fortuna voi avete una soluzione, un faro nella notte.
Quale?
Come quale?

Ma potrete sempre dirlo a Phoebe!!!

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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