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7 settembre 2005 3 07 /09 /settembre /2005 19:16

Insomma, c’è che c’è in TV questo programma scemo su MTV in cui due ragazze (o due ragazzi) hanno un appuntamento con lo stesso ragazzo (o ragazza, chiaro no? Ah, a meno che non sia una puntata della serie gay, nel qual caso le cose si complicano, lasciamo stare…) che alla fine deciderà quale delle (o dei) due vuol conoscere meglio e quale verrà scaricato/a: dismissed, appunto.

Il gioco di per sé è proprio deficiente ed in genere i ragazzi scelgono quelle con le tette più grosse. Inoltre, diciamocelo, io lo guardo perché è in inglese e tutto serve per mantenersi in esercizio, anche programmi idioti come questi. Pure "Pimp my ride", vedete un po’.

Solo che ho iniziato a guardarlo.
E a pensarci e ricamarci sopra.
Male, molto male.
E’ immondizia, tv spazzatura.
Denigrante.

Eppure ho continuato, nonostante sia troppo patinato per i miei gusti.
E mi viene logico immaginare cosa succederebbe se fossi io una delle due a dovere "lottare" per essere scelta. O meglio, per non essere scaricata.

Cioè, non che io approvi questi giochetti pseudo-reality da quattro soldi che non permettono alla popolazione giovane di sviluppare la propria intelligenza ed il proprio spirito critico infarcendogli la testa di sciocchezze e frivolezze che, signora mia, chissà dove ci porteranno mai!!
Meglio sempre un bel libro, eh!

Ma ragionando per assurdo…
Bèh, penso che difficilmente verrei scelta, e non solo a causa della mia seconda scarsa. Anzi, mi duole dirlo, ma a detta di molti ed anche di chi mi vuole bene, sopportarmi non è facile.
Anzi, alla luce dei fatti della mia vita, credo che verrei scelta.
Il maschione di turno verrebbe intortato dalla mia chiacchiera, sedotto dalle ciglia da Bambi e anestetizzato da un stream of consciousness
degno di un James Joyce in grandissima forma.

Mi sceglierebbe e sorriderebbe felice alla telecamera mentre mi infila la lingua in bocca.
Poi passerebbero circa un paio d’ore, magari un giorno o due se è un tipo resistente. Forse pure una settimana o addirittura un mese o due se il tipetto c’ha le palle oppure è abbastanza folle.

Poi, inspiegabilmente, si ricorderà del foglietto accartocciato che giace nella tasca posteriore dei pantaloni e dove per sbaglio s’era appuntato il cellulare dell’altra concorrente.
E scapperà via a gambe levate.
Perché c’avrà tanto da fare.
E verrà inghiottito dal nulla come ne "
La Storia Infinita" di Micheal Ende.
E si fidanzano.
TUTTI.
Se porto sfiga o fortuna, non spetta a me dirlo.

Molte donne lamentano la incapacità di conoscere gente nuova, di fare amicizie, di incontrare l’altro sesso. O comunque, di fare colpo. Per me, tranne i lacrimosi casi del canadese semi-minorenne o del filosofo (gay, secondo i miei amici, sfigato cronico per le mia amiche) non ho mai avuto grandi problemi a farmi conoscere ed apprezzare, se lo voglio. Certo, nella normalità delle cose ed evitando i soggetti alla Brad Pitt o alla Gabriel Garko che non mi vedrebbero nemmeno se indossassi un vestito da coniglio stile Donnie Darko.

Il mio problema è che poi mi conoscono.
Cominciano ad entrare nel mio mondo.
Oh, pare brutto a dirlo, ma è proprio così.
Nella mia limitata esperienza, mi succede sempre così.

Metaforicamente parlando, accade ciò. Il maschio si interessa, si invaghisce, gira intorno alla preda (e cioè a me nel caso specifico), la brandisce e circuisce con mille paroline e occhietti languidi. La preda (cioè io. Immaginatemi come una gazzella che scappa nella savana, che oggi mi va così) è circospetta e ritrosa, ma piano piano si fa blandire.
Tanto più la preda (la gazzella) si fa interessata, tanto più il maschio diventa ritroso. Un pochino alla volta, lentamente, infila il piede nella porta pronto allo scatto della fuga, tramutato da predatore a vittima.
E poi scappa.
Veloce.

E già so cosa passa nella vostra mente di divoratori di Intimità e Cosmopolitan. La risposta è NO, la fuga non coincide con il post coito maschile. Se il problema fosse questo non solo sarebbe banale, ma anche piuttosto squallido e deprimente per il genere maschile tutto.

La fuga comincia quando si entra nel mondo della sottoscritta.
Un mondo, ad onor del vero lo ammetto, abbastanza incasinato.
Io non ci vedo nulla di strano, non mi sento particolarmente svitata.
Ma capisco anche che nuotare nel mare incasinato e ingarbugliatissimo delle mie connessioni sinaptiche, per esseri mediamente dotati di una coppia di neuroni non sia così accessibile.

Ma quando un numero considerevole sul totale dei tuoi ex pronunciano la frase :"Sei matta" rivolta a te, qualche dubbio ti viene. La cosa più fastidiosa è la doverosa precisazione che segue la simpatica affermazione di cui sopra qualora io necessiti, come ovvio, di una spiegazione perlomeno adeguata:

"Ma in senso buono, eh!"
"E’ un complimento, cosa credi?"

Il prossimo che me lo dice, gli rifilo una testata.
Forte.
Fortissima.
In mezzo alla fronte.

Anzi, siccome un prossimo non ci sarà perché mi sono davvero stufata, il problema non si pone nemmeno.
E non ho nemmeno intenzione di diventare lesbica come mi ero proposta. Ho conosciuto una coppia e ho scoperto che hanno gli stessi problemi degli eterosessuali.
E io evidentemente non sono tagliata per le relazioni interpersonali.

Mi sono stancata di non essere accettata per come sono, un po’ Amélie Poulin, un po’ Alice, un po’ Phoebe e parecchio semplicemente Silvia.

Sono così stanca che lo sventurato che per sfortuna mi chiederà di uscire, lo cospargo di benzina e lo brucio. Anzi, lo faccio sbranare dal mio ferocissimo cane di tre chili.

 Cane femmina, ovvio.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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