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28 dicembre 2006 4 28 /12 /dicembre /2006 16:33

Certe volte mi domando cosa nella mente dell’uomo (e per esteso, ovviamente, di una donna), generi un interesse in un’altra persona tale da avere la curiosità non solo di conoscerla, ma di farla  entrare in quello che è il tuo mondo e di sovvertirne l’ordine. Mondo che, per inciso, sembrava perfetto fino ai cinque minuti precedenti all’incontro e che all’improvviso è diventato arido e sterile. Pazzia?

Amore?

Desiderio di essere simili a qualcuno?

Necessità di affiliazione?

Forse tutte queste cose messe insieme.

Forse nessuna è davvero la risposta.

Forse, più semplicemente, tutti gli esseri umani hanno un bisogno inespresso di essere capiti e di omologarsi a quello che la gente si aspetta da loro.

E quindi?

 

Quindi, se non sei in coppia… ahimè, hai perso, sei incompleto, non sei un Phoebe + 1 e non puoi fare certe cose, non sei come gli altri, vivi di scatolette monoporzione e penzoli ai margini della società, che male ammette una donna trentenne, single e con in testa la ben chiara e apparente voglia di restarlo ancora, anche se l’orologio biologico dentro ticchetta e non ha ancora finito le pile.

Tant’è che, succede, i buoni propositi della donna dura e che si basta hanno la capacità di crollare in cinque minuti o in una sera, sciolti da un sorriso, da uno sguardo o da una battuta che non ti aspetti.

Ed nel tuo mondo costruito ad incastro come coi pezzi del meccano anni’80 scopri una piccola crepa.

on molto, giusto una piccola incrinatura grande come la capocchia di uno spillo.

E quindi? Ora che si fa?

Si apre a caso il Libro delle Risposte sperando che ci dia l’autorizzazione a chiuderci in casa al sicuro e buttare via la chiave?

L’amletico dubbio tra scappare e lasciarsi andare è difficile da sciogliere, specialmente quando già si sono tirati i remi in barca e si è pronti alla ritirata strategica lasciando indietro cadaveri e feriti non trasportabili. Chissenefrega.

Si vive bene con questa corazza addosso?

Si guarisce dalla paura?

E soprattutto, gli altri lo sentono il suo odore?

Si percepisce l’incapacità a parlare di sé, l’impossibilità di aprire una porta e di farsi largo tra quel mare di cianfrusaglie sparate a caso solo per riempire gli spazi vuoti di una conversazione?

Mannaggia a quella sera, maledetta quella mattina.

E se fossi stata a casa?

Sarebbe cambiato qualcosa? Ora sarei tranquillo/a a fare caciara con la compagnia. E invece no, non è così che è andata. E invece sei qui a guardare fuori dalla finestra, ed il cucuzzolo del paesello immerso nella nebbia ti causa un rimestolio inetriore ed una inquietudine che non hai provato nemmeno guardando un film dell’orrore con un occhio aperto e uno chiuso.

Il tuo mondo ha cambiato di nuovo l’inclinazione del suo asse in maniera impercettibile, e niente sarà ancora esattamente com’era prima di quel momento lì.

Sarai felice? Sarà sincero?

Ah, bèh… non sono Nostradamus e nemmeno il mago Casanova, non ho una risposta per tutti.

 

Non ce l’ho nemmeno per me…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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