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10 luglio 2009 5 10 /07 /luglio /2009 10:10

E questo G8 alla fine è arrivato.

E’ arrivato ed è stato fatto a L’Aquila. Gesto di solidarietà?
Mah, non so. Gli abitanti de L’Aquila avevano davvero bisogno di tutto sto casino o di gesti concreti? Nel delirio della ricostruzione di una città ancora scossa (anche non metaforicamente) dal sisma, si può organizzare il carrozzone con il sistema di sicurezza più imponente del mondo?

Un segnale, certo.
E mentre il leader giapponese aggrotterà le sopracciglia chiudendo ancora di più gli occhi a fessura, domandandosi perché in una zona sismica si costruiscano case che in Giappone non esistono da decenni, Berlusconi si farà bello dei progetti di ricostruzione, che da Milano2 a L’Aquila2 è un baleno.

E poco importa se l’Italia viene cazziata come fanalino di coda negli aiuti internazionali, perché Berlusconi promette soldi a valanga entro l’anno. Non soldi così, ma proprio opere di bene. E mentre chiacchiera, nei giorni del G8 tra cantanti liriche e ragù senza maiale, quanti bambini moriranno di fame? Ma tanto son lontani, non li vede nessuno. Meglio aggiungere due hostess scosciate e passa tutto, no?

E la crisi, le crisi? Ma non era finita la crisi? Anzi, non era una invenzione comunista? Com’è che ora esiste e lotteremo per superarla?

Ci vorranno ancora nel G8?
Ma anche i giornali stranieri son comunisti?
Ma quanti siamo????
E allora perchè non contiamo mai un cazzo????


E mentre si parla di clima, di ecologia, di ambiente, l’Italia approva la reintroduzione del nucleare. Scelta dovuta? Forse. Ma anche se è vero che è inutile che l’Italia faccia a meno di una fonte di energia così (pare) indispensabile quando tutti ce l’hanno, io ragazzina degli anni’80 tremo. Tremo non solo per il pericolo che comporta, ma anche per i soliti interrogativi dell’italietta che siamo: le scorie dove le metteremo, sotto il tappeto? E la manutenzione? La farà Homer?

E mentre guardo Berlusconi vicino ad Obama, mi viene da pensare che forse gli USA potrebbero annetterci. Perché no?

E guardo Berlusconi tra i grandi della Terra, e mi stupisco a pensare che non aspirerei ad un Obama, ma nemmeno ad una Merkel. Mi basterebbe un Sarkozy. Ma quando mi sono ridotta così?

Ma poi, tristemente, mi rendo conto che il Nano e la sua gang  non è la causa del male dell’Italia, ma è solo l’effetto.
La causa è un popolo che ha perso la sua coscienza sociale, che ha sacrificato le sue idee davanti all’altare della tv e della piccoloborghesità dei Cesaroni.
La causa è una sinistra bigia e troppo presa dalle lotte di potere, da beghe di quartiere e da lotte così inutile e piccole a far ridere i polli. Litigano per spartirsi una torta che qualcun altro si sta mangiando nel frattempo.
Cosa succederà quando si renderanno conto che è finita?

 

Attendo risposte…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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