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21 settembre 2004 2 21 /09 /settembre /2004 17:11
Gli amici non si scelgono, ma si trovano.
Ti cadono addosso e per motivi che non sai diventano come sorelle.
Come gemelli separati alla nascita, ci si riconosce al primo sguardo e si diventa una famiglia.
Magari è quel che si dice empatia.

Io e le mie amiche abbiamo un tratto molto marcato in comune.
No, non è quello di essere bellissime ed intelligentissime.
Un altro tratto.
Questo era scontato.

Noi ci innamoriamo sempre di uomini psicotici.

No, non di quelli che dormono con la sega elettrica sotto il letto o che girano con la roncola infilata nei pantaloni (o magari sì, chi può dirlo?), ma di quelli border line.
Quelli che li vedi e sono normali, tranquilli. Magari con quella faccia un po' così che li rende interessanti.
E chissà come mai, tra tutte... Oh! Meraviglia!! Ha scelto proprio te da corteggiare! E non sai, non credi che sia possibile e invece è così. E' tutto così favoloso e fantastico che non ci credi. Cavolo che culo!
E poi legge Coelho!!!! (Oppure Freud, oppure Bukowski. Donne fidatevi, è assicurato!!)
Solo che poi il macho/micio che hai conosciuto si trasforma peggio che Dr. Jekyll in un viottolo di Londra.
E iniziano i guai.
Che abbia un complesso di Edipo non risolto, o il mito della donna perfetta questo non conta. Che sia vittima della società o inscatolato nelle sue responsabilità nemmeno. Che sia in conflitto con l'autorità paterna o col proprio ego poco importa.
Di sicuro i suoi problemi sono molto più rilevanti di quelli della media degli abitanti del pianeta, indios della foresta pluviale compresi.
E iniziano guai, paturnie, scazzi e mazzi.

Ma noi, donne kamikaze, mica ci arrendiamo così.
Andiamo avanti con la stolta decisione delle capre di montagna.
Capiamo tutto, anche quando sembra impossibile e gli amici urlano in faccia che stiamo sbagliando, che siamo cambiate, trasformate in peggio.
Insistiamo, sopportando le avversità come se fossimo le eroine di un romanzaccio d'appendice dell'800. O di una telenovela con Veronica Castro.

E l'epilogo?
Ovviamente lui ci lascia.
Spesso per una con una gonna molto corta. O coi neuroni asfittici.

Bello. Molto bello.

Credevo succedesse solo a me, e invece a molte delle mie amiche succede lo stesso.
Questo è perché puntiamo sempre verso storie impossibili, assurde, senza via d'uscita. Allucinanti.
Vogliamo salvare il mondo, o anche solo questo singolo abitante.
O magari no. Magari non vogliamo crescere. Magari è che a sentirsi eroine di un libro delle sorelle Bronte restituisce un'aura magica.
O magari è solo e semplicemente sfiga, come una specie di magnete per psicotici al limite del vestitino con le maniche lunghe. Sì, quello che si allaccia dietro, proprio quello.

Ma si può continuare a sbattere la testa per sempre senza impazzire?
C'è chi continua a farlo fino a tarda età, chi rinsavisce e incontra il principe azzurro.
Io, a dire il vero, per ora sto nel mio bozzolo.

In attesa che mi tirino fuori...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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