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29 novembre 2005 2 29 /11 /novembre /2005 10:46
Guardando la televisione è subito chiaro.
Il sesso fa girare il mondo.
Comanda il marketing, la pubblicità, la nostra vita. Il sesso vende e fa vendere.
Manifesti, pagine di giornali, pure la pubblicità del tonno è ammiccante e patinata manco vendesse lingerie francese.
Siamo tutti diventati erotomani?
Oppure?

Oppure la verità è che siamo tutti soli.

Soli in mezzo alla moda che ci costringe ad essere glamour anche per andare a fare la spesa.
Soli con due cellulari e tre palmari.
Soli con la paura fottuta di intrattenere relazioni interpersonali un po’ più intime di quelle conoscenze che ci permettono di avere una esistenza più o meno normale che non sfoci nell’eremitaggio spinto o nella tradizionale misoginia maschile.

Trentenni single abituati ad essere single.

Abituati a pensare alla propria vita senza contemplarci nessun altro dentro.
Può durare?

Andando contro ai miei più primari istinti di consersazione, ho speso molto dell’ultimo fine settimana in attività mondane, frequentando posti che solo fino a tre anni fa erano per me di casa, e che ora sento alieni.
Novella fighetta modaiola, mi sono trovata accalcata per ragioni diverse ad una massa di gente festante per Dio solo sa che cosa, come se ogni venerdì sera andasse adeguatamente festeggiato,  ritrovandomi presto ad anelare il mio libro e la mia gatta ronfante sulle ginocchia per tutto il tempo.

Ora, lungi da me essere diventata una simpatica pensionata che lavora a maglia, mi sono sentita male al sol pensiero di centinaia di corpi che, all’unisono, cercavano di schiacciare il mio.
E vedete di non trovare ignobili doppi sensi sessuali o facili battute.
Non ce ne sono.
Purtroppo.

Abbarbicata nel vippissimo tavolo riservato, ho visto la massa di gente sotto di me ballare e dimenarsi, bazzicare il bar e occhieggiare le prede. Sorridere, sorridere, sorridere.
Con lo sguardo spaesato e speranzoso.
Perché è a questo che tutto si riduce.

Non si va in posti come questo perché la musica è bella, il bar fornito o l’arredamento frutto di una accurata ricerca di design.
Cazzate.
Ci si va per rimorchiare.
Cercare di conoscere qualcuno di interessante, che ci assomigli almeno un po’ e che abbia quel non so ché di romantico ed eccitante proprio come un Harmony promette.
Ah, e che abbia anche un bel paio di spalle, non dimentichiamolo. O di tette, dipende dai gusti.

Non che ci sia niente di male, sia chiaro.

E’ che poi, guardando la fauna locale attentamente, c’è da aver paura. Escludendo portatori sani di maglioncini rosa (orrore) e di pashmina (doppio orrore), lampadati col ciuffo ingellato e occhiali da sole (di notte??) e possessori scellerati di maglie e/o felpe griffate "Baci & Abbracci" o comunque Made in Vieri (ma non giocava a pallone? Cosa lo ha reso stilista? Magari la stessa cosa potrebbe rendere me premio Nobel, chi può dirlo?) della presunta fauna maschile resta ben poco, se non i soliti noti che in una città come Perugia si inseguono spasmodicamente e che oramai non hanno più nulla da dirsi.

Che poi, che gente speri di incontrare in posti così?

Ma, per assurdo, mettiamo che si riesca ad incontrare la persona interessante. Già, perché questa mitologica figura ectoplasmatica ESISTE.
Mettiamo che, non importa dove e come, questa persona voi la incontriate.

Bene, è scientificamente provato: farete di tutto per farvi prendere a pedate e scappare. Lontano, lontano, lontano.
Siete fregati: avete quel che volevate.
Una ragazza o un ragazzo che vi piace e che - oh gioia, oh meraviglia, oh gaudio – sembra stranamente ricambiare questo interesse.
L’avete trovato o ora siete in preda al panico.
Siete fottuti.
Cominciate a tremare.
Volete rientrare nel nido.
Perché rinunciare ai piccoli privilegi della vita da single non è facile.
Perché mettersi in gioco è difficile come fare bungee- jumping con una corda di seconda scelta usata da King Kong.
Perché, come diceva mia nonna, "Se sei arrivata a quest’età da sola un perché ci sarà". Che sia sfiga, pessimo carattere o deformità poco importa.

Certi piccoli meccanismi non si dimenticano.
C’è che diventa difficile saper condividere lo spazio.
Non solo fisico.

Non si parla certo di sesso.
Il sesso è forse il primo step. Il più facile.
Tutti vogliono fare sesso, sembra che sia impossibile parlare d’altro.
Nessuno ha paura di fare sesso, tanto più oggi, con tutte le possibili precauzioni che esistono nel ventunesimo secolo.
E’ il cuore che nessuno vuol toccare.
Che fa paura.
E allora?
Non c’è speranza per chi supera una certa età libero come l’aria?
Abbiamo un bollino si scadenza appiccicato addosso manco fossimo enormi confezioni tetrapack?
Non si può fare proprio nulla?
Siamo spacciati?
Non si cresce mai?
No, non credo.
Penso che alla fine, ma solo alla fine, sia impossibile non riemergere dal piccolo egoismo in cui la vita solinga ci imprigiona coccolandoci. Ci vuole la persona giusta, ovvio. Una con le palle, che sappia tirarci fuori dalla morsa della paura, dall’essere Gollum alla ricerca di un tesoro che non esiste.

Arriverà?
Non arriverà?
Poco si può fare, giusto aspettare. E’ inutile anche andare tutte in tiro al rimorchio cercando chi vuol essere trovato.

Bisogna avere il coraggio di uscire allo scoperto, dalla nicchia di amici così confortable e rassicurante che non ci fa mai mancare il sostegno e le coccole alla fine dell’ennesima liason disastrosa e senza via d’uscita in cui ci infiliamo con la massima consapevolezza.

Nella vita ci vuol coraggio per essere felici.
Bisogna sapere anche rischiare.
Nella vita ci vuol coraggio.
E anche culo.

 

Magari più culo, però. 

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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