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24 ottobre 2005 1 24 /10 /ottobre /2005 10:33

Un po’ per necessità di qualificazione professionale, un po’ per voglia di conoscere cose nuove e tenere allenato il mio simpatico mononeurone, circa un anno fa ho ceduto alle lusinghe di una blasonata scuola d’inglese di cui sono oggi tutt’ora grata studente e un po’ meno affezionata sovvenzionatrice.

La scuola, a parte il costo che sfiora l’usura, è favolosa.
Oltre agli indubbi metodi didattici, agli insegnanti solo madrelingua ed ai testi eccezionali, offre la possibilità di applicare l’inglese in mille rutilanti modi.
Non c’è settimana dell’anno in cui non si organizzino aperitivi, cene etniche, cene normali, giochini vari (non pensate male, eh!), picnic, lezioni di tango, lezioni di cucina, book club, ecc ecc. Il tutto, ovviamente, SOLO in inglese. Molto bello, se non si lavora o più in genere non si ha una vita.
Faticoso per chi, come me, deve costruire la propria agenda settimanale come un puzzle.

Come in ogni scuola che si rispetti, ho le mie preferenze.
I miei insegnanti preferiti sono in assoluto i più pazzi della scuola, e cioè il newyorchese scappato nella campagna, Terry, e l’anglo-pakistana Bee, nonché entrambi felici rettori del book club più scalcinato della storia, capace di segnalare tra le sue letture sempre libri non ancora editi in Italia e da inseguire quindi su Amazon
Anche se, per dirla tutta, sono e resto orfana del canadese, scappato in patria senza nemmeno darmi una piccola soddisfazione. Codardo...

Il primo soggetto in questione è un ammericanno from Brooklyn di colore, smilzo e sempre vestito oversize. Completamente rasato e con la faccia da pusher, ha abbandonato una promettente carriera nel marketing per l’Italia, una pittrice e la natura. Ah, anche perché Bush gli sta sulle palle. Porello, è arrivato in Italia e c’ha trovato il Cavaliere…
Unico americano comunista di mia conoscenza, vive ora in una casetta rosa con panorama sul Trasimeno in compagnia della moglie pittrice, leggendo, insegnando inglese e ammirando la sua gatta che, fino ad ora, non aveva mai camminato sull’erba vera.
Ovviamente di questo elemento io sono la cocca, perché i pazzi attirano i propri simili. Siamo stati anche protagonisti di scene d’isteria e follia dopo la nostra separazione per la (mia) pausa estiva. E così mi sta iniziando agli scrittori del sottobosco newyorchese e so quasi tutte le parolacce che si trovano nelle canzoni rap. Poco? Se non fosse sposato e non mostrasse la fede come un trofeo, un pensierino ce lo farei. Vabbè, lasciamo stare...

Bee invece è un vero tesoro. Oltre ad essere simpaticissima e molto colorata nel vestire, è pure bellissima. Tutta la scuola le sbava dietro e, chissà come mai, le sue lezioni di conversazione sono sempre affollatissime di maschi. Mah… Fidanzata con un bestione di due metri che si guadagna da vivere facendo il figurante ad Eurochocolate vestito da Gocciadilatte (ieri ho girato in lungo ed in largo per vederlo, ma non l’ho trovato…) e vessato da cani e bambini, ha sempre il sorriso sulle labbra ed è completamente folle.

Come Terry nelle sue lezioni di conversazioni finisce sempre immancabilmente a parlare di sesso, con lei si termina la lezione sempre con strani giochini psicologici.

Nell’ultima lezione con lei, il tema era:

If I were

1) a colour
2) an animal
3) a thing
4) a landscape
5) a season
6) a zodiac sign

I would be_____*

Ognuno doveva completare la lista e poi, su quella base, psicoanalizzare il vicino. Che, nel mio caso, non era certo il bell’ingegnere, figurarsi, ma una tipa vestita di fucsia e amante del Made in Japan dall’aria abbastanza sciroccata.

Ordunque, le mie risposte sono state nell’ordine:
1) blue
2)
a cat
3) a book
4)a seaside
5)summer
6)
Capricorn

Da ciò, la tipa ha elucubrato una serie di interessanti deduzioni psicologiche a cui non ho potuto che assentire muovendo la testa su e giù, mentre l’ingegnere ascoltava interessato.
Finchè la giapponesofila (si dice?) afferma baldanzosa che ho scelto il gatto come animale perché sono dolce e coccolona. A questo punto Bee scoppia a ridere dicendo "You, sweet… Phoebe??" seguita a ruota dagli studenti che meglio mi conoscono e dall’aggrottamento del sopracciglio destro dell’ingegnere (che detto tra noi, come animale ha scelto il leone. Roar!).
Ok, ok. Mi è toccato confessare che la scelta del gatto era chiaramente ispirata alla sua indipendenza e non alla dolcezza. Contenti?

Insomma, accompagnata dalla puzza di bruciato (che sia l’ingegnere?) mi sono lanciata nella psicoanalisi della fucsia-vestita, cannandola in pieno. Ma del resto, lei aveva scelto come animale la scimmia, potevo forse dirle che inconsciamente l’aveva fatto perché le piace la banana?

Insomma, il giochino non è male. Volete partecipare?
Capisco che sia difficile l’astrazione per immaginarsi in un paesaggio, ma suvvia, cosa vorreste essere?
Coraggio, di che colore vi sentite? Rosa? Nero? A pois?
Che animale sareste stato? Ah, non è che gli uomini possono rispondere maiale, che è troppo facile, ve lo vieto!!!
Come dite?

Mica vorrete psicoanalizzare me???? 

 

* Traduzione: Se io fossi: 1)un colore 2)un animale 3)una cosa 4)un paesaggio 5)una stagione 6)un segno dello zodiaco sarei_____

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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