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8 febbraio 2005 2 08 /02 /febbraio /2005 15:28

Noi thirty-something o giù di lì (in fondo ho solo 29 anni, caspita!!) siamo cresciuti facendo merenda con Quark e Piero Angela, intento a rendere la scienza una materia interessante molto più di quello che la scuola riuscisse a fare.
Come risultato di tutto ciò, sono una dipendente da documentario, una vera drogata ed anche sessualmente attratta da Alberto Angela.
Ringrazio mio padre tutti i giorni per avermi vietato l’acquisto di Sky, altrimenti i miei amici di me ricorderebbero l'ectoplasma e non la presenza fisica.
E ora, vi racconterò una storiella alquanto edificante, letta su di una autorevolissima e seria testata scientifica.

Robert Vrijenhoek nel 2002 si trovava a largo delle coste della California, la terra dei divi. Ad una profondità di 3000 metri, il suo tecnologico robot perlustrava il fondo del mare desolato alla ricerca di nuove forme di vita, trovando invece solo qualche sparuto ciuffo di alghe o una solinga busta di plastica.
Ad un certo punto, lo sguardo meccanico del robot notò la carcassa di un cetaceo brulicante di creaturine provvisti di piccole escrescenze rosse tipo penne e ne prelevò alcuni. Assomigliavano ai vermi tubolari che vivono nelle acque idrotermali, solo molto più piccoli.
Fiero di aver scoperto un nuovo genere Vrijenhoek li battezzò Osedax, ovvero "divoratori di ossa" in quanto si stavano nutrendo delle ossa del cetaceo sprofondate nel canyon sottomarino.
Tutti quegli Osedax, però, erano femmine.

Che fine avevano fatto i maschi?
Ci sono voluti due anni per risolvere appieno il mistero.
Greg Rouse, un ricercatore australiano, ha individuato delle minuscole sacche spermatiche all’interno delle tube dei vermi femmina. Ad una più attenta osservazione, quelle tasche si sono rivelate essere i maschi, ridotti dalla evoluzione a fabbriche di sperma.
In due parole, la loro unica funzione è quella di fornire sperma alle femmine.
Non che il dimorfismo sessuale (cioè la diversità fra maschi e femmine della stessa specie) sia una novità in natura. I maschi umani sono solo (in genere) un po’ più grandi delle femmine, ma in alcune specie di rana pescatrice il maschio è molto molto più piccolo della femmina.
Stessa cosa dicasi per alcune tipologie di aracnidi.
Ma niente e nessuno, finora, batte il dimorfismo dei maschi di Osedax, ridotti a soddisfare servilmente le necessità riproduttive delle femmine della specie ed ad abitarne addirittura le tube.

Ora io mi domando, in una società come la nostra, in cui gli uomini restano Peter Pan tutta la vita e non vogliono responsabilità, se fosse questa la risposta dell’evoluzione?
Se la strada per evitare l’estinzione della razza umana per carenze di genitori maschi fosse questa?
Sarà un modo saggio che l’evoluzione trova per evitare la nostra condanna?
In un mondo in cui gli uomini si sentono pronti a procreare a 50 anni, quando una donna è abbondantemente in menopausa, che sia questa lo stratagemma per evitare di fare la fine dei dinosauri?
Non che creda che la funzione dell’uomo si riduca alla produzione di sperma, Santo Cielo, no!
Ci mancherebbe.
Sarebbe oltremodo riduttivo.
L’uomo è utile per molte altre cose, tra cui aprire le bottiglie, cambiare una ruota, ricordare alle donne che a 35 anni sono da rottamare, tentare di aggiustare il lavandino causando 3000 euro di danni e altre amenità del genere. Per il resto, la tecnologia sta facendo passi da gigante.
In tanti campi.
In diversi campi.
MOLTEPLICI.

A parte il finto cinismo post-femminista, le alterne vicende degli Osedax maschi, paragonabili per vita disgraziata solo ai fuchi, mi hanno fatto riflettere.
Se fosse vera la teoria della reincarnazione dopo la morte come previsto da diverse religioni, chi si meriterebbe di rinascere Osedax maschio?
C’è forse punizione peggiore per tutti quei maschi dotati di ego sovradimensionato?
Per tutti quelli che giocano coi sentimenti che loro non hanno o che hanno dimenticato nella tasca dei pantaloni?
Sarebbe una logica legge del contrappasso per tutti quegli uomini (e sono tanti) dotati di fallocentica visione dell'universo tutto.
No, credo che non ci sia peggio che essere donatori di sperma e di abitare nelle tube della propria dominatrice senza mai vedere la luce del giorno espiando i propri peccati?
Mi sembra davvero una punizione equa.
Giusta ed equa.

Scusate. Vado un attimino a convertirmi all’induismo e torno…

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Published by phoebe1976 - in sick sad world
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